Famiglia
Come regola di base, gli avventurieri non decidono di creare delle famiglie nel corso della loro carriera: i draghi infuriati e i signori dei lich tendono a creare molte vedove e orfani. Ma per la gente comune e per i grandi signori, la cosa più importante al mondo rimane la propria famiglia. I genitori istruiscono attentamente i loro figli per avviarli verso la professione che svolgono e mettono da parte ricchezze in attesa nel giorno in cui passeranno le proprie case e il proprio giro d'affari ai figli.
Le Terre Centrali del Faerûn sono un luogo illuminato e liberale riguardo ai ruoli dei due sessi. Le donne sono libere quanto gli uomini di possedere proprietà, avviare imprese e darsi all'avventura. Molti dei più grandi eroi del continente sono donne. Alcune società osservano invece codici di condotta più severi (alcune sono addirittura matriarcali, non patriarcali), ma questo non È il caso della maggior parte del Faerûn.
Matrimonio
In quasi tutte le società, umane e non umane, le cerimonie di matrimonio vengono celebrate festeggiando, danzando, cantando canzoni e raccontando storie. Le tradizioni possono variare man mano che ci si sposta da una terra all'altra, ma in qualunque villaggio delle Terre Centrali un matrimonio È una scusa per mettere da parte il lavoro per un giorno e fare festa.
Tra i titolati i matrimoni organizzati non particolarmente inusuali, mentre sono pochi i popolani che si sposano contro la propria volontà. È molto più comune che ci si sposi per amore. Il divorzio È poco diffuso, perché nella maggior parte delle terre gli standard di fedeltà matrimoniale non sono particolarmente rigidi. A volte si sente parlare di un uomo o una donna che più mariti o mogli allo stesso tempo, ma si tratta di situazioni rare e in genere riservate a chi ha abbastanza soldi o potere per fare ciò che preferisce.
Figli
I figli sono visti come una benedizione e un tesoro in tutte le Terre Centrali. Le famiglie estese sono molto comuni, specialmente in regioni particolarmente sicure e prosperose. Le cure delle levatrici e dei guaritori rendono la nascita dei figli un processo più semplice e meno mortale per i bambini e per le madri. Ma i decessi per infezioni o per debilitazione sono comunque abbastanza comuni, rendendo necessario mettere al mondo più figli e assicurare, in questo modo, manodopera sufficiente alla sussistenza almeno della propria famiglia.
In molte parti del Faerûn, e specialmente nelle zone rurali che dipendono dall'agricoltura, le responsabilità e i compiti per i figli arrivano presto. Anche i giovani cresciuti nelle aree urbane apprendono il mestiere dei loro genitori molto in fretta. Dagli otto ai dieci anni, la maggior parte dei bambini ha già iniziato ad apprendere le conoscenze necessarie per continuare il lavoro dei propri genitori. I figli dei titolati e dei ricchi mercanti ricevono invece un'istruzione, e trascorrono più tempo liberi dagli impegni, in genere fino all'adolescenza.
Stranamente, i bambini che provengono dalle civiltà nomadiche e “selvagge” trascorrono l'infanzia più felice in assoluto, visto che vengono incoraggiati a sviluppare le abilità che serviranno loro in età adulta giocando in mezzo alla natura. Questo non vuol dire che ai bambini viene permesso di muoversi liberi senza alcun tipo di supervisione: la vita nel Faerûn È decisamente troppo pericolosa per permettere agli innocenti di vagare senza alcun tipo di protezione.
Vecchiaia
Gli artigiani, i contadini e la gente comune in genere lavorano fino alla morte, a meno che non abbiano dei figli forti e affidabili che possano prendere nelle proprie mani l'impresa di famiglia e occuparsi di loro. Una vita senza lavoro È un'opzione riservata solo ai ricchi, inclusi i pochi avventurieri che riescono ad arrivare alla mezza età per godersi in pace il proprio bottino.
La maggior parte della popolazione muore di vecchiaia o di malattia nonostante l'impegno di cerusici e guaritori, e solo i più abbienti possono permettersi cure divine che li sanino dai mali più gravi. Non È raro, quindi, che le persone anziane soffrano di infermità e malattie debilitanti che li conducono alla morte.