Città e campagna
Per ogni abitante di città ci
sono, in genere, nove popolani che si occupano dell'allevamento, della
pesca e dell'agricoltura, le tre attività primarie che assicurano
nutrimento a tutta la popolazione cittadina. Quando si tratta di grandi
insediamenti, di solito le campagne sono all'esterno, divise in grandi
appezzamenti sottoposti a un feudatario funzionario del signore
della zona. Talvolta questi territori appartengono invece a un titolato
indipendente o a un mercante ricco a sufficienza da poter stipendiare
delle persone perché producano ciò che lui rivenderà.
A volte i feudatari sono benevoli, altre volte schiavizzano i
propri contadini, imponendo tasse o sottraendo più delle
derrate imposte dalle tasse. Per i governanti è sempre
complicato assicurare giustizia a tutti questi casi e questo, spesso e
volentieri, rende arroganti i possessori terrieri, che sanno di avere in
mano una parte importantissima dell'economia e del benessere della
città.
In genere, gli appezzamenti di terreno – destinati a essere
a campi o pascoli – sono situati direttamente a ridosso delle
mura, ma si estendono a volte per chilometri, soprattutto se l'area
circostante è pianeggiate o collinare, e fertile. Nel
caso in cui una città faccia parte di una grande alleanza che
controlla una buona parte della regione, è possibile che si
distribuiscano agli alleati terre anche molto distanti dai loro
insediamenti primari, per assicurare lo stesso benessere alle
genti di ogni alleato. In questo caso il governante sceglie se delegare un
proprio famigliare o un proprio titolato al presidio di tali appezzamenti,
rendendolo responsabile in tutto e per tutto dell'andamento di quella
porzione di territorio.
Distruggere i campi delle città nemiche è una pratica
molto comune per metterle in ginocchio, indebolirne la
popolazione e ottenere dunque maggiori possibilità di successo nelle
guerre.
Vita
rurale
Nel tracciare un quadro dell'abitante medio di
Faerûn, un osservatore scoprirebbe presto che il rappresentante
più comune, diffuso, e privo di particolarità È il
contadino umano. Vive in genere in una piccola casa di fango,
legno o mattoni, con il tetto di tegole, più frequentemente di
paglia, e si occupa di campi di grano, orzo, mais, cavoli e patate su una
dozzina di acri di terra di sua proprietà o che cura per conto di
titolati, governanti o mercanti.
In alcune terre il contadino medio È un popolano o un servo,
a cui viene negata la protezione della legge e che viene considerato una
proprietà del signore che possiede la terra sulla quale vive
– questo non dipende dall'allineamento dei governanti, bensì
dalla cultura, con ovvie sfumature e maggior benevolenza da parte dei
titolati allineati con il Bene. In terre in cui la vita È
particolarmente difficile, viene considerato direttamente uno schiavo il
cui pesante lavoro viene premiato solo con la minaccia della frusta e di
una morte veloce se decidesse di difendere dai supervisori o dai signori
locali, che esigono da lui tributi continui. Tuttavia, nelle
Terre Centrali i contadini sono liberi anche se poveri, vengono
protetti dall'ingordigia dei signori locali dalle leggi vigenti sul
territorio e viene loro permesso di scegliere l'attività con cui
sfamare la propria famiglia e crescere dei figli in base alla loro
vocazione o talento.
La casa del contadino medio si trova in genere entro un chilometro
e mezzo da qualche piccolo villaggio in cui può scambiare grano,
verdura, frutta, carne, latte e uova con oggetti come stoffa, attrezzi e
cuoio lavorato. A volte arrivano gli anni di magra, ma le Terre
Centrali di Faerûn sono un posto ricco e piacevole in cui vivere, che
di rado conosce la carestia o la siccità.
Un signore locale ha il dovere di proteggere il contadino medio
dai banditi, dai briganti e dai mostri. Si tratta di un
titolato minore la cui rocca o dimora fortificata serve a difendere il suo
villaggio natale. Il titolato affida ad un siniscalco del villaggio il
compito di mantenere l'ordine, e a volte dà anche alloggio ad alcuni
dei soldati del re o ad alcune guardie personali, per difendersi contro
eventuali attacchi improvvisi. Entro un giorno di viaggio a cavallo È
possibile raggiungere un castello in cui si trovano diverse dozzine di
soldati e che appartiene ad un titolato più potente, le cui terre
includono una o due dozzine di villaggi come quelle del contadino medio in
questione. Nelle aree più pericolose, si pone in genere
più attenzione alle difese e i guerrieri addestrati tendono ad
essere più numerosi.
Vita urbana
Il cittadino medio abita nelle aree urbane e in genere È un
abile artigiano di un qualche tipo. Le città più grandi
ospitano molti lavoratori privi di esperienza, piccoli mercanti o
commercianti che possiedono un negozio, ma la maggior parte degli
abitanti della città lavora comunque con le proprie mani per creare
oggetti finiti a partire dalle materie prime. Fabbri,
conciatori, ceramisti, vinai, sarti, falegnami e molti altri tipi di
artigiani e commercianti che lavorano nelle proprie case costituiscono a
tutti gli effetti la spina dorsale del commercio di Faerûn.
Gli abitanti della città vivono in case di legno o di pietra,
rinforzate da travi o pannelli di legno: queste case sono
disposte una di fianco all'altra in grandi quartieri attraversati da
miriadi di piccole strade e vicoli angusti. Nelle città
più piccole o in quelle prosperose, le case possono includere un
piccolo appezzamento di terra che può essere usato come giardino.
La casa viene condivisa con parenti, persone in affitto o intere
famiglie di stranieri. Se il cittadino non è sposato, a volte vive
in affitto nella casa di qualcun altro.
In alcune città agli artigiani può venire richiesto di
unirsi a qualche grande gilda di mestieranti che condividono le sue
stesse abilità, rischiando la prigione in caso di rifiuto. In
altre, le sue attività e i suoi movimenti possono essere osservati
attentamente dagli agenti del potente della città, con il compito
di far rispettare dure leggi sulla condotta o sugli spostamenti.
Ma nella maggior parte dei casi, un cittadino È libero di raccogliere
le sue cose e andarsene, o di cambiare il suo giro d'affari in qualsiasi
momento.
Un cittadino si procura il cibo tramite i mercati della
città, il che a volte significa che deve accontentarsi di quello
che si può permettere – e a volte quello che si può
permettere e meno di quello che può permettersi un contadino con
una fattoria, e in genere si tratta comunque di cibo di minor
qualità, soggetto a trasporti che lo deteriorano. Un uomo
ricco può lavorare duramente per garantire una vita confortevole alla
sua famiglia, ma in tempi di magra i lavoratori più poveri devono
resistere per settimane con pane duro e un po' di zuppa. Tutte le
città dipendono da un anello di villaggi e/o fattorie circostanti,
che devono fornire ogni giorno il cibo per la loro sussistenza.
La maggior parte di questi villaggi possiede anche dei grandi granai da
sfruttare nei momenti di bisogno, e molti commercianti e droghieri si
specializzano nel mettere da parte cibo non deperibile per i periodi
dell'anno in cui il cibo fresco non è disponibile nei mercati della
città. Creano cioÈ magazzini di conserve sottolio, sottaceto o
cotte e sigillate, di cibi essiccati o salati, per far fronte sia alle
possibili carestie che alle stagioni più fredde dell'anno. I
più benestanti hanno nelle loro magioni una ghiacciaia, costruita
sottoterra e riempita con ghiaccio proveniente da territori vicini o
lontani, a seconda delle disponibilità economiche.
A prescindere dalle dimensioni, le città sono quasi tutte protette
da un anello di mura che viene pattugliato dalla guardia cittadina, e
sorvegliato da una piccola guarnigione di soldati. Le guardie, spesso,
si occupano anche di pattugliare i campi limitrofi alla città, per
concedere maggior sicurezza ai contadini.
La furia dei mostri o di eventuali banditi assetati di sangue non
sono un problema per l'abitante medio della città, che però
deve lottare ogni giorno con ladri, malviventi e tagliagole.
Anche le città più protette dalle forze dell'ordine nascondono
luoghi in cui chiunque abbia un po' di buonsenso non metterebbe mai piede,
in quanto l'allineamento generico di una città e del suo
governo non È in assoluto quello dei suoi cittadini o dei suoi
forestieri.