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Aspetto e carattere
Mi sono sempre sentito incompleto. Sempre diviso tra due mondi diversi, con una madre al servizio della Dea Ragno e un padre che non ho mai conosciuto. Ho vissuto la mia vita diviso a metà: Drow e Umano, madre e padre. Le due parti che compongono il mio essere. Ora so, tuttavia, che non devo scegliere l’una o l’altra perché io sono più grande dell’unione delle mie singole parti. Io non sono metà di nulla.
Nel guerriero mezzosangue, i tratti distintivi della sua eredità drow sembrano dominare, conferendogli una palpabile aura di mistero. La sua pelle ha una sfumatura più scura, cinerea, rispetto a quella di un umano comune, e porta con sé un’incarnazione dei tratti caratteristici degli Elfi Oscuri: ardenti occhi cremisi e capelli bianchi color osso sbiancato. Nonostante la sua discendenza umana, è chiaro che la sua natura drow sia predominante, riflettendosi non solo nei suoi tratti fisici ma anche e soprattutto nella sua personalità. La sua bellezza esotica e i suoi lineamenti affilati recano un’ombra di antica nobiltà e orgoglio, mentre il suo sguardo arde come il fuoco delle forge alle quali tanto ha lavorato.
Questo equilibrio tra umanità e drow conferisce al guerriero una presenza unica, rendendolo sia affascinante che temibile per coloro che si trovano ad affrontarlo. È un simbolo vivente dell’unione tra due mondi, pronto a navigare tra le tenebre e la luce per misurare il mondo sulla punta della sua spada. In battaglia, il guerriero mezzo drow si muove con grazia naturale, i suoi movimenti misurati e precisi come quelli di un predatore in agguato secondo i dettami della dottrina drow. Benché addestrato nell’utilizzo di tutte le armi tradizionali drow, egli predilige sfruttare la maggior tempra dal suo lato umano per indossare un’armatura che lo riveste di adamantio nero dalla testa ai piedi, imbracciando al contempo spada e scudo in un muro di sangue e metallo che nessun Elfo Oscuro sarebbe mai in grado di brandire.
Prazek brandisce una spada bastarda che sembra essere stata estratta da un unico blocco di metallo nero incandescente. L’arma è nata nei fuochi eterni del Piano Elementale del Fuoco e ne ha assorbito il potere fiammeggiante. Anche quando è riposta nel suo fodero ignifugo, l’arma è calda al tatto ed emette uno strano calore che penetra attraverso anche il più spesso guanto d’arme. Ma soprattutto basta una singola parola di comando perché le rune di fuoco impresse lungo la lama s’accendano e le fiamme avvolgano la lama nera. Nella parlata corrente la spada si chiama Lingua di Fiamma, Rath d’quav in idioma drow.
Background pubblico
• Kythorn 1369 CV: diventa apprendista del Nano armaiolo Haljal Thorondor, proprietario della forgia L’Incudine Spezzata a Port Llast • Mezzestate 1369 CV: assieme ai compagni Thorn e Valak Brokenhorn partecipa al rituale di purificazione condotto dalla sacerdotessa cieca Eronel Sealight dell’Ordine del Corvo per spezzare la maledizione che gravava sulla Magione Kadath nelle campagne settentrionali di Port Llast, chiamata il Male Duraturo • Fine Uktar 1369 CV: apre a Port Llast la forgia Elrith-Kulgge, ossia Incudine-Scudo in lingua Drow • Tarsakh 1370 CV: assieme a Valak Brokenhorn, viene nominato Alfiere di Port Llast presso Kymarmos • Mirtul 1370 CV: assieme agli Artefici Aventi di Kymarmos, restaura la Campana di Perlacciaio custodita dal Tempio di Valkur a Port Llast che era danneggiata • Kythorn 1370 CV: assieme a Valak Brokenhorn, recupera da un cimitero di relitti di navi sul fondale oceanico una delle Campane di Perlacciaio dopo aver sconfitto un Aboleth • Fine Kythorn 1370 CV: si distingue nel combattimento a protezione della vera Campana Naucratica in occasione della sconfitta della Flotta di Stornater guidata dalla falsa Mistral • Alturiak-Tarsakh 1371 CV: è tra coloro che affrontano la minaccia dell’Albero della Piaga sorto fuori Port Llast, combattendo infine contro lo spirito vendicativo di Artemis Rennes che dell’Albero era la causa