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Nome: Prazek Ghour Data di arruolamento: 20-07-2025 Grado: Guardia Equipaggiamento personale:

  • Elmo incantato
  • Armatura completa in adamantio
  • Mantello di protezione
  • Spada lunga in Perlacciaio incantato
  • Scudo in Perlacciaio incantato
  • Guanti del potere incantati
  • Borsa conservante
  • Antitossine
  • Pozioni di guarigione
  • Mantello per respirare e muoversi sott’acqua
  • Strumenti da artigiano vari (conciatore, fabbro, gioielliere, intagliatore, inventore)

Equipaggiamento in dotazione:

  • Mantello
  • Manette di pregevole fattura
  • Manganello di pregevole fattura

Risposte

Prazek Ghour — 2025-09-01

Un rapporto viene fatto pervenire agli uffici dei Capisquadra.

*Eleasias, X giorno, III decade, Anno del Boccale 1370 CV.

A seguito della cosiddetta “pioggia d’incanto” che ha coinvolto Port Llast, mi sono recato sull’Altavia che collega la città a Neverwinter dal momento che la strada pare sia stata luogo di strani avvistamenti: presenze alate nel cielo e luci fatate nei boschi che affacciano lungo il tracciato. Mi sono interessato a questo mercato itinerante poiché è stata suscitata la curiosità del mio essere artigiano e, non secondariamente, per verificare se le informazioni in mio possesso su detto mercato fossero veritiere -ovvero un modo molto ricercato e pirotecnico per raggirare la gente. Come detto al Caposquadra Duskreaver, la stupidità dei gonzi che si fanno circuire non è reato ma la truffa sì.

Dunque mi sono recato sulla strada e ho incontrato due incantatrici, entrambi provenienti da Neverwinter con il medesimo desiderio di veder soddisfatta la propria curiosità: si trattava della Nana di nome Runa e di Solaria, una Mezzelfa bionda -quest’ultima mi pare non del tutto sconosciuta qui in città. All’improvviso sopra di noi il cielo si è aperto per mostrare il passaggio di un Drago che sembrava uscito da un sogno, seguito da una schiera di carri e carretti volanti proprio alla stessa maniera riportata dalle voci. Tutto era silenzio, un’atmosfera ultraterrena, e per questo ho potuto udire il trascinarsi di un carro pesante fuori dalla pista dell’Altavia, in mezzo al folto della foresta.

Abbiamo seguito questo convoglio che si è rivelato essere nientemeno che una serie di baliste montate su ruote. A condurle e manovrarle, una banda di bracconieri che aveva intenzione di dare la caccia al Drago onirico che ancora solcava i cieli sopra di noi. Ho provato ad intimare loro di arrendersi, di evitare di dare battaglia in cambio del loro consenso a seguirci per essere giudicati dalla legge llastiana, ma erano in numero di cinque contro tre e hanno pensato di sbarazzarsi di noi e poi tornare alla loro preda. Non mi dilungherò sul resoconto dello scontro che è nato, lo riassumo come segue: i bracconieri sono tutti morti, per mia spada e magia delle due donne. Avevamo deciso di lasciarne in vita uno per poterlo interrogare e poi sottoporre alla giustizia della città ma costui si è dato alla fuga nei boschi -fuga nei boschi durata assai poco poiché dall’alto è piombato il Drago che lo ha eliminato esso stesso. Prima di andarsene e svanire come un sogno al sorgere del sole, la bestia ci ha ringraziati.

Il risultato è che le baliste sono state distrutte e la banda sgominata nella sua interezza. Uno dei dardi che questi bracconieri avevano intenzione di utilizzare contro il Drago è rimasto intatto nonostante il fuoco magico evocato da Solaria. La punta del dardo è lunga quanto una lama, ne percepisco il potere benché non abbia compreso il suo reale scopo: vorrei tenere l’arma con me per ulteriori studi ma se ritenete che sia una prova in questo caso sarà mia premura consegnarla presso l’armeria della Caserma.

Dopo questo avvenimento, il mio desiderio di visitare il mercato incantato si è ancora più rafforzato poiché penso che si debba sapere se la presenza di questo particolare Drago comporti anche la venuta di bande di cacciatori di draghi nel territorio sotto la giurisdizione di Port Llast.

In fede, Prazek Ghour*

Prazek Ghour — 2025-11-01

Un rapporto viene fatto pervenire agli uffici dei Capisquadra.

*Uktar, I giorno, I decade, Anno del Boccale 1370 CV.

A seguito dell’improvvisa comparsa della grande quercia grigia fuori dalle mura della città, ho potuto constatare con mano come la sua presenza abbia attirato curiosi in gran numero, i quali sono giunti anche durante gli orari notturni.

A proposito di questi curiosi, purtroppo o per fortuna costoro sono per la maggior parte semplici cittadini e/o viaggiatori che vedono in questa stranezza soltanto un modo per riempire la propria giornata; “purtroppo” perché non ritengo che possano apportare alcun vantaggio pratico ma essere soltanto d’intralcio, “per fortuna” perché questa loro inutilità non ritengo causerà problemi nel momento in cui la Gendarmeria decidesse di prendere in mano la situazione.

In tal senso, sempre ben consapevole del mio ruolo di soldato non ancora ufficiale, mi permetto di proporre alcune linee di condotta affinché questa faccenda non sfugga di mano mettendo in pericolo l’incolumità dei cittadini llastiani: • Interdire l’area attorno alla quercia in un raggio maggiore rispetto alla zona influenzata dalla presenza sinistra dell’albero; • Predisporre un picchetto di guardia fisso attorno alla quercia per non far avvicinare troppo la popolazione civile; • Prevedere di avvalersi dell’aiuto di quei pochi curiosi giunti in questi giorni che possano apportare un effettivo contributo, avventurieri in possesso di conoscenze e capacità utili alla gestione di questa situazione.

Riguardo a quest’ultimo punto, credo che la Nana incantatrice Runa possa rivelarsi una valida risorsa avendo avuto modo di assistere personalmente alle sue doti arcane in occasione dell’incidente con i cacciatori di draghi prima dell’arrivo del Mercato del Crepuscolo.

Tutto questo ha lo scopo di evitare che qualcuno possa patire gli stessi effetti nefasti sofferti dagli animali selvatici che sono stati rinvenuti deceduti nei suoi pressi. Dal momento che sono io ad aver avanzato questi suggerimenti, mi propongo di prendere parte in prima persona alle operazioni di sorveglianza della quercia.

In fede, Prazek Ghour*

Prazek Ghour — 2025-11-12

Un rapporto viene fatto pervenire agli uffici dei Capisquadra.

*Uktar, II giorno, II decade, Anno del Boccale 1370 CV.

A seguito del precipitare degli eventi collegati con quella che adesso viene chiamata dalla popolazione la Quercia Maledetta, ho provveduto ad analizzare tramite dissezione una di quelle marionette-assassine dopo che ha smesso di funzionare avendo compiuto il proprio sanguinoso compito. Di seguito il rapporto.

Il corpo della bambola contiene degli organi del tutto simili a quelli umani. Quelli che ho visionato erano inerti, lievemente ingrigiti da uno strato scuro; in una parola “morti”, ritengo a causa della corrispondente “morte” dalla bambola una volta che essa ha ucciso la sua controparte umana. Tutta la struttura interna è tale da formare una perfetta ma macabra unione tra una lavorazione di ceramica, stoffa ed imbottitura con gli organi umani. Concludo pertanto che non si tratta né di un essere vivente né di un costrutto animato, ma qualcosa di più simile ad una maledizione.

Questa mia ultima analisi sembra accordarsi con le teorie di una strana creatura incontrata recentemente, una fata di nome Elaine, anch’ella giunta a Port Llast attirata dallo strano fenomeno. Elaine ritiene che la Quercia Maledetta sia un Albero della Piaga, un araldo corrotto che germoglia sui terreni che hanno conosciuto la malvagità più spregevole e capace di liberare dalle tre alle sei maledizioni -di cui le marionette sarebbero soltanto la prima.

Inoltre, pare che il funzionario Brokenhorn e la Nana incantatrice Runa abbiano già avuto a che fare con queste bambole-assassine e pertanto ho invitato entrambi a presentarsi in caserma per rilasciare una dichiarazione. Più in generale, ho ritenuto utile riferire a tutti quegli elementi che possono apportare un contributo concreto alla soluzione di questa faccenda di fare riferimento alla Gendarmeria per quanto riguarda la trasmissione e la comunicazioni di notizie e scoperte al fine di avere in un unico luogo tutte le informazioni utili per contrastare questa maledizione.

In fede, Prazek Ghour*

Steffan Aep Ruadhan — 2025-11-12

[Una risposta viene fatta pervenire allo stesso soldato, scritta e bollata dal Caposquadra Ruadhan.]

Ho avuto modo di incontrare il Brokenhorn io stesso, e anche lui conferma la definizione di Albero della Piaga. Le sue ricerche per quanto minuziose si sono fermate alla superficie, vista la complessità del nemico, ma a parte il nome non è riuscito a individuare un punto debole o un evidente vulnerabilità.

Simili alberi nascono su terreni irrorati con sangue e malvagità, a seguito di massacri o stragi. La maturazione di un simile fenomeno ha trovato sicuramente un luogo adatto in cui manifestarsi, ma resta da capire perché abbia preferito proprio quel posto.

Ho provato a utilizzare degli incanti classici di dissoluzione e interruzione di incantesimi e maledizioni, ma nessuno ha funzionato come dovrebbe. Né DIssolvi Magie né Spezzare Incantamento hanno sortito alcun effetto sulla marionetta con le mie fattezze, tuttavia l’incantesimo Luce Diurna l’ha costretta a fuggire e a cercare riparo. E’ ragionevole pensare quindi che in caso di imboscata sia possibile difendersi mostrando un oggetto intriso di tale incantesimo.

Da ultimo, l’Albero in sé presenta potenti aure di Necromanzia, che hanno piagato tutta la fauna locale e ucciso quella che si è avvicinata troppo.

L’obiettivo attuale è comprendere e decifrare la filastrocca. Sono sicuro che tra i versi ci sia la chiave per l’individuazione del responsabile che dovrà essere portato alla giustizia. Comprendere a chi si riferiscano gli appellativi espliciti cui fa menzione è necessario.

Il mare della libertà non è privo di onde, Caposquadra Aep Ruadhan.

Steffan Aep Ruadhan — 2025-11-13

[Viene anche portato un altro documento, con un allegato al seguito.]

Soldato,

Il funzionario Brokenhorn ha compiuto ulteriori progressi nella sua ricerca. Vi allego quello che è riuscito a reperire.

Il vostro incarico è quello di cercare tra i rapporti in archivio. Cercate di capire se c’è un nome legato a quelle zone, quali massacri si sono consumati nella zona tra Llast, Neverwinter e Longsaddle e soprattutto quanto più possibile riguardo L’Assassino del Casolare. Dare un’identità a questo nome permetterà di capire con chi abbiamo a che fare.

Contatterò io stesso l’Anello di Spade per avere altre informazioni.

Allegato:

Caposquadra,

come da vostro suggerimento, ho trascorso l’intera giornata a consultare pergamene, registri di milizia e cronache dimenticate. Gli archivi più recenti — risalenti agli ultimi vent’anni — non recano nulla di utile, se non gli eventi ormai noti della Magione, dell’avvento dei Cremisi e della battaglia di Kadath. Nessun riferimento diretto ad alberi simili o a maledizioni legate a simulacri di carne e legno.

Tuttavia, tra i documenti più antichi, datati 1365, ho rinvenuto una serie di resoconti riguardanti una scia di massacri lungo la Costa della Spada del Nord, compresa la zona tra Neverwinter, Port Llast e Longsaddle. Intere famiglie furono sterminate, i loro corpi disposti in forma ritualistica, come a comporre antichi simboli di corruzione e sacrificio. Le autorità dell’epoca nominarono il responsabile L’Assassino del Casolare. Nessuno lo vide mai; si diceva agisse come un’ombra, oltre la portata anche degli incantatori che all’epoca scrutavano con l’occhio della Trama al suo massimo splendore.

L’assassino svanì, così come era comparso, e le indagini si dispersero nel silenzio e nel timore.

Eppure, confrontando quei resoconti con la filastrocca delle marionette, ho notato corrispondenze che non possono essere casuali.

L’assassino tornato dal suo peccato ucciderà, ancora ed ancora | La notte si tingerà di sangue.

Questo verso, unito al primo — Noi siamo le prime | Una fra molti avrà la verità — mi induce a credere che le marionette non rappresentino soltanto i cittadini, ma gli eredi, o meglio, i sostituti delle vittime di quell’antico ciclo di sangue.

L’Albero Piaga, in tal senso, potrebbe essere la fioritura ultima della maledizione originata da quei delitti: un seme piantato nel dolore, alimentato dai secoli e germogliato ora, quando la Trama indebolita non ha più la forza di contenerlo.

Non è escluso che le “prime” citate nel canto siano le vittime originali del Casolare, e che la loro sofferenza continui a cercare forma, nutrimento e vendetta attraverso questi simulacri viventi.

Propongo pertanto le seguenti mosse:

Rintracciare gli archivi delle milizie locali dell’epoca (se sopravvissuti), in particolare i resoconti provenienti da Longsaddle e dalle terre rurali a nord-est, dove i riti sembrano essersi concentrati.
Consultare i registri clericali e druidici dell’Anello, per verificare se, negli anni successivi ai massacri, furono registrate anomalie naturali: piante che crescevano in modo anomalo, malattie del legno, fenomeni necrotici nelle foreste.
Verificare se il nome dell’Assassino del Casolare compaia in antichi atti giudiziari, confessioni o necrologi: il suo “ritorno” potrebbe non essere fisico, ma legato alla persistenza del suo rito.

Non escludo che l’entità all’origine dell’Albero possa essersi nutrita, nel tempo, della memoria stessa di Port Llast — delle sue morti, dei suoi peccati e dei suoi silenzi. Se l’ipotesi è corretta, allora ciò che stiamo affrontando non è una semplice infestazione magica, ma la maturazione finale di una maledizione nata dal sangue e dal rimorso di un singolo uomo.

Continuerò la ricerca di ulteriori riferimenti sul Casolare e sui riti ad esso legati. Con rispetto,

Valak Brokenhorn

Prazek Ghour — 2025-11-14

Un rapporto viene fatto pervenire agli uffici dei Capisquadra.

*Uktar, IV giorno, II decade, Anno del Boccale 1370 CV.

Come richiesto, mi sono recato presso gli archivi ma purtroppo non ho trovato molto altro di più rispetto a quanto già riferito dal funzionario Brokenhorn.

I testi che menzionando l’Assassino del Casolare sono pochi e di natura diversa, non esistono trascrizioni di processi o interrogatori o testimonianze dirette. Se è per questo, non pare esistano neppure parenti o familiari di quelle famiglie che sono state sterminate all’apparenza in modo casuale.

Le poche informazioni che sono riuscito a racimolare provengono da voci di seconda o terza mano, probabilmente prima passate per la penna di qualche menestrello oppure per la bocca di cacciatori di taglie frustrati per non essere riusciti a trovare il loro bersaglio; in ogni caso, le informazioni sul soggetto appaiono ingrandite o comunque distorte, pertanto non totalmente attendibili.

A supporto di questo scetticismo, basti sapere che l’Assassino del Casolare è stato indicato come la mano dietro ad alcuni dei dolori che hanno afflitto Port Llast nel tempo, come la sparizione di alcuni bambini o che egli fosse in combutta con qualche clan vampirico. Inutile dire che si tratta di spazzatura.

Proverò ad indagare ulteriormente interrogando Brokenhorn e provando a ragionare con lui.

In fede, Prazek Ghour*

Prazek Ghour — 2025-11-19

Un rapporto viene fatto pervenire agli uffici dei Capisquadra.

*Uktar, IX giorno, II decade, Anno del Boccale 1370 CV.

Chiedo il permesso di potermi recare a Neverwinter in cerca di maggiori informazioni su questo Assassino del Casolare dal momento che gli archivi di Port Llast non sono stati in grado di offrire informazioni chiare e dettagliate.

Inoltro questa richiesta dal momento che sono venuto a sapere che il funzionario Brokenhorn e la Nana Runa si stanno dirigendo (o sono già arrivati) a Logseddle in cerca di notizie sul medesimo Assassino e mi è parso opportuno fare un tentativo anche con Neverwinter. Questa escursione fuori da Port Llast, poi, potrebbe darci un’idea di quanto lontano possano spingersi queste marionette, nel senso che potrebbe essere un esperimento per vedere se sarò inseguito fino a Neverwinter.

Sono personalmente in possesso di un cavallo, il che mi permetterebbe di raggiungere la città nell’arco delle ore di sole a disposizione senza così dovermi confrontare con la mia personale marionetta. Inoltre ho acquistato un Globo Fluttuante capace di emettere luce pari a quella solare come estrema difesa qualora mi trovassi allo scoperto e la marionetta mi raggiungesse. Considerato un giorno per andare, uno per tornare e non so quanto tempo per la ricerca di informazioni, chiedo almeno tre o quattro giorni di permesso.

Infine, comunico che sarebbe mia intenzione lasciarmi indietro qualsiasi segno di riconoscimento che possa collegarmi alla Gendarmeria o a Port Llast così da non rinnovare eventuali screzi tra le due comunità, né con le mie domande o le mie ricerche né se fossi costretto a confrontarmi con la mia marionetta.

In fede, Prazek Ghour*

Steffan Aep Ruadhan — 2025-11-19

[La risposta non si fa attendere.]

*Il permesso è accordato. Fate attenzione, quando sarete a Neverwinter: l’essere tra quattro mura non vi rende automaticamente al sicuro. Se qualche avventuriero vedesse la creatura tentare un assedio alla vostra finestra, potrebbe avere la brillante idea di attaccare il mostro credendo di liberarvi dal suo assillo. Quando l’unica cosa che libererebbe, sarebbe il fiato dai vostri polmoni.

Non interferite con gli affari delle Abili Mani.

Nel frattempo, provvederò a riaprire i bandi di coscrizione cittadina per garantire un livello minimo di copertura della città e rinforzo del morale delle guardie, e tenterò io stesso una ricognizione nel terreno maledetto.

Caposquadra Steffan dei Ruadhan.*

Prazek Ghour — 2025-12-15

Un rapporto viene fatto pervenire agli uffici dei Capisquadra.

*Nightal, V giorno, II decade, Anno del Boccale 1370 CV.

Dal momento che l’Albero della Piaga ha rivelato la seconda maledizione, ritengo sia di vitale importanza comprendere lo schema in base al quale alcuni edifici risultano maledetti e altri no. Sempre che ci sia una schema, ovviamente. La Gendarmeria può svolgere questa funzione mandando i soldati a “sondare” le singole strutture, così da segnalare quelle regolarmente inerti e quelle che invece mostrano un appetito per la carne. Mi rendo conto che sia pericoloso, mi sono trovato dentro una di quelle creature io stesso per cui ho contezza del rischio che la mia richiesta comporta, ma sono convinto che sia l’unico modo per tracciare una mappa dei posti sicuri e quelli potenzialmente letali.

Com’è ovvio, mi propongo in prima persona a guidare queste squadre di sondaggio.

In fede, Prazek Ghour*

Steffan Aep Ruadhan — 2025-12-16

Non autorizzo nessuna ricognizione da parte degli armigeri fino nuovo ordine.

Per questo primo momento, saranno invece utilizzati maiali, pecore, capretti e qualsiasi altro animale possa essere spinto o attirato oltre la soglia di una delle case sospettate di essere dei mimic. Se è la presenza di “carne” a risvegliare gli edifici, allora saranno sufficienti a raggiungere lo scopo senza compromettere le nostre forze.

Non rischieremo ulteriormente le forze della gendarmeria cittadina finché non saremo sicuri che i prossimi passi non ci condurranno nella giusta direzione.

Andrò io stesso a effettuare delle verifiche sul campo, che saranno prontamente condivise.

Nel frattempo occorre continuare a mantenere l’ordine negli accampamenti, in modo da impedire che tra gli sfollati venga meno il morale e la diligenza necessaria alla civile convivenza, e confrontarsi con i più sapienti quali Ser Valak e la nana Runa. Si rende noto che anche il cecchino Ariel Maithal è in città e le sue comprovate doti da inseguitore e combattente possono servire alla nostra causa.

Il mare della Libertà non è privo di ordine. Caposquadra Steffan dei Ruadhan.

Prazek Ghour — 2025-12-19

Un rapporto viene fatto pervenire agli uffici dei Capisquadra.

*Nightal, IX giorno, II decade, Anno del Boccale 1370 CV.

In questi giorni ho avuto modo di conversare con la Nana Runa e con Valak Brokenhorn ed entrambi hanno, in modo diverso, fatto intendere di avere un qualche sospetto sulla possibilità di poter risolvere alla radice -letteralmente- il problema dell’Albero della Piaga. Tuttavia, è necessario fare una premessa.

Con l’obiettivo di vederci più chiaramente sul cosiddetto Assassino del Casolare, Runa e Valak si sono diretti verso Longsaddle in cerca di qualche indizio su di lui dal momento che ai suoi tempi questo killer colpì anche lì. Pare abbiano avuto un abboccamento con un mago locale, uno degli Harpell, il quale li ha indirizzati verso un orfanotrofio e un nome: Artemis Rennes. Non è ancora chiaro in quale relazione sia questo Artemis Rennes con l’orfanotrofio o con l’Assassino del Casolare stesso, ma da quanto ho avuto modo di capire pare che le maledizioni che stanno colpendo Port Llast siano la manifestazione corrotta di quanto patito da Rennes. E che costui, pertanto, sia la radice che dà linfa all’Albero della Piaga. In restrospettiva, le parole della vecchia megera comparsa quando abbiamo affrontato la bambola unica sembrano acquisire un senso, ossia la traslazione distorta degli abusi subiti. Allo stesso modo, questo orfanotrofio potrebbe essere stato visto come il mostro che ha divorato il ragazzo, di qui la trasformazione in inghiottitoi zannuti degli edifici cittadini.

Runa e Valak mi hanno chiesto di poterli scortare alla ricerca e, nel caso, dell’esplorazione di questo orfanotrofio. Non ho dato loro risposta poiché rimetto a voi la decisione, ovviamente.

Vorrei che sia chiaro, però, che non sono cieco ai pericoli e che sono consapevole di non essere all’altezza delle abilità del Caposquadra Ruadhan. Questo per dire che, se quel posto celasse insidie dello stesso livello di quelle affrontate l’ultima volta, temo che la mia maestria nella spada non sarà sufficiente. Non è mio desiderio rischiare di essere l’anello debole in questa situazione che potrebbe essere, sì, un buco nell’acqua come invece decisiva nel risolvere questa situazione. Ad ogni modo, farò ciò che mi sarà ordinato e al meglio delle mie possibilità come impone il giuramento che ho prestato quando ho indossato il mantello della Gendarmeria.

In fede, Prazek Ghour*

Steffan Aep Ruadhan — 2025-12-21

Il nome di “Artemis Rennes” è legato alla vicenda dell’Assassino del Casolare. A quanto ho potuto capire, il ragazzo era uno degli ospiti dell’orfanatrofio Goshel, sotto la direzione dell’allora governante Donton, trovato morto vittima di una morte orribile in circostanze mai chiarite.

Alcune delle vicende narrate sulla strage, suggeriscono che questo Artemis non divenne un vero “spettro”, ma in procinto di morte si alzò come una diversa stirpe di redivivo corporeo e, armato della prima lama che è riuscito a trovare, è riuscito trucidare ogni abitante dell’orfanotrofio, ben deciso a prendersi la sua vendetta su tutti coloro che l’avevano abbandonato. L’orfanotrofio Goshell ad oggi ormai rimane poco più che un relitto, avvinghiato ad un promontorio lungo l’Altavia.

Come promesso, ho svolto delle prove io stesso. Le case, quando si animano perché qualcosa di vivo varca la loro soglia, non riescono a distinguere le proprie prede né hanno un “appetito” particolare o selettivo. Un capretto ha rivelato la natura mostruosa di una delle abitazioni che ho perlustrato senza che io dovessi mettere piede oltre la porta. Tuttavia, non sono “creature” vere e proprie, ma maledizioni come le bambole che abbiamo appena sventato. Visto che condividono la natura con quei piccoli abomini, non c’è modo di prevedere se la distruzione della casa possa comportare conseguenze a qualche llastiano, quindi si sconsiglia la demolizione. Per quanto allettante possa essere come soluzione.

Ho notato che è impossibile prevedere quale delle abitazioni prenderà vita, l’animazione pare prendere vita con criteri ineffabili. Strutture “animate” sono tornate regolarmente inerti nel giro di poche ore, mentre altre hanno preso vita senza alcun preavviso.

Il mio compito è quello di mantenere sotto controllo lo stato della popolazione. Sono riuscito a portare in salvo delle provviste dalle Armi dell’Alleanza sfruttando un momento di inattività della maledizione e, assieme alle derrate alimentari che riesco a fornire, spero che per un poco possa quantomeno rallentare la carestia e il malessere.

Si consiglia a chiunque si avventuri in operazioni di recupero di portare con sé una pecora, un capretto, o un maialino da latte che possa essere usato come esca. Si raccomanda alle squadre di recupero di far entrare l’animale prima di entrare a propria volta.

L’autorizzazione di partecipare alla spedizione è accordata. Io e la Raz Hadi resteremo a mantenere la sicurezza nel perimetro cittadino.

Il mare della Libertà non è privo di ordine. Caposquadra Steffan dei Ruadhan.

Prazek Ghour — 2026-02-08

Un rapporto viene fatto pervenire agli uffici dei Capisquadra.

*Alturiak, VIII giorno, I decade, Anno dell’Arpa Non Suonata 1371 CV.

Faccio ora rapporto dopo che ho fatto ritorno dalla spedizione all’orfanotrofio Goshel. La missione ha avuto successo e, come si può vedere, l’Albero della Piaga ha perso la sua vitalità. A meno di sorprese assai sgradite, non dovrebbe più far maturare i suoi frutti avvelenati. Per spiegare come siamo arrivati a questa conseguenza, è necessario tuttavia fare un breve resoconto di quanto accaduta durante la spedizione.

L’orfanotrofio che abbiamo trovato era in stato fatiscente e desolante e, cosa non sorprendente, alla base della rupe su cui sorge, possedeva un cimitero che era più una fossa comune nella quale i pargoli morti o deboli venivano gettati con i loro miseri averi. Valak e Runa hanno confermato che su quel terreno aleggiava lo stesso miscuglio di energie orrende che l’Albero sparge attorno a sé e pertanto abbiamo optato per disotterrare quei giocattoli e quelle piccole ossa affinché le fiamme infernali di Valak le cancellassero dall’esistenza. Fatto.

All’interno dell’orfanotrofio, poi, ci siamo trovati faccia a faccia con la medesima mostruosità che, in forma diversa, abbiamo già incontrato durante la caccia alla bambola speciale. Parlo della vecchia megera armata di falce, soltanto che questa volta si è presentata nella discutibile e altrettanto orrenda veste di mostro sotto il letto. Da lei abbiamo appreso che il nome “Missie” che continuava a gracidare non era altro che un diminutivo di Artemis Rennes (Artemis → Mis → Missie) e la megera è stata l’entità ultraterrena che, attraverso un patto, ha dato a quest’ultimo i poteri che l’hanno portato prima ad essere l’Assassino del Casolare e poi a liberare su questa terra la maledizione dell’Albero.

Valak sostiene che pure se avessimo sconfitto Camara, la suddetta schifosa megera, non era assicurato che l’Albero o i poteri di Rennes sarebbero venuti meno, senza contare che da una mia attenta analisi della sua oscena natura ho potuto dedurre che solamente le energie celesti avrebbero potuto ferirla seriamente. Purtroppo, nessuno di noi tre è impossesso di simili poteri radiosi.

Alla luce di tutto questo, abbiamo optato per un accordo a nostra volta: in cambio della fine della minaccia dell’Albero (il quale è diretta emanazione dei poteri che Camara aveva concesso a Rennes), Valak si è impegnato a fare qualcosa per la megera. Non ho ancora avuto modo di approfondire i termini del contratto stilato ma, al netto del fatto che Valak sia mio amico, ritengo che abbia preso la decisione più giusta. Penso che sia sua intenzione rivelare prima a voi cosa ha promesso alla megera.

Tutto questo, tuttavia, non cancella il pericolo rappresentato da Artemis Rennes, il quale aveva fatto di sé la terza maledizione. Ora rimane solamente lui, perché il patto con Camara ha tolto dai giochi l’Albero e le sue maledizioni, non i poteri di Rennes. Pertanto non resta che trovarlo ed eliminarlo una volta per tutte.

Infine, io e Valak siamo concordi sul fatto che questo contratto debba rimanere segreto…tuttavia la Nana Runa è di tutt’altro avviso. Crede che la cittadinanza debba sapere che è stato in virtù di questo patto che la minaccia è stata sventata, sicché vuole rendere nota l’esistenza di questo accordo tra la cittadinanza e un essere spregevole.

Ho provato a farle cambiare opinione ma non ha voluto sentir ragione. Non ho idea se Valak ci sia invece riuscito. resto in attesa di disposizioni in merito.

In fede, Prazek Ghour*