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Topic originale: Nebbia sulla costa - TERREMOTO — rivedi il testo, aggiungi wikilink/tag e imposta
publish: truequando pronto.
Ormai i giorni si susseguono uno dietro l’altro, tetri, trascinati, uguali. Qualcuno comincia a domandarsi se sia giorno o notte, altri si sono convinti che siano passati mesi. L’assenza della calda e rassicurante luce di Lathander si fa sentire, in fondo la città si chiama Neverwinter. Erano anni che non si vedeva un inverno simile, da quando la Vergine del gelo ha dilaniato queste terre con la sua fredda morsa. C’è malumore e scontento, ma soprattutto scoramento. Se la speranza è l’ultima a morire, allora la popolazione di Neverwinter sta lentamente esalando l’ultimo respiro. File di zombie si stagliano davanti ai punti di distribuzione e di depurazione dell’acqua dove un tenente, alto quasi due uomini ed avvolto in una pesante armatura di metallo, rivolge alle folle parole confortanti e concilianti cercando di rinvigorire i loro animi e di rincuorare ogni presente. Sono pochi i luoghi in cui il coraggio permane. soprattutto nella piazza principale della città, dove le statue erette giorni fa dalla preghiera comune di molti sacerdoti donano ogni giorno conforto, protezione e un minimo di sollievo ai deboli e ai disperati. Come se fossero avatar delle statue, anche molte figure in città cercano di portare gli stessi sentimenti positivi tra la popolazione. Si aggirano tra la gente, fari nella notte, con gesti più o meno plateali, silenziosi o gagliardi. C’è chi inneggia a nomi del passato, cercando speranza nei vecchi eroi della città, ma soprattutto ne fioriscono di nuovi, uomini e donne di cui ancora non si conosceva il volto e che finora avevano comunque agito per il bene comune. Eppure sono lì da tempo, ma un comune cittadino difficilmente memorizza gli eventi, a meno che non siano traumatici come questo. Come è stata la piaga della corruzione nelle fogne e poi nel Mare dei Morti, come i licantropi che col loro morbo infettarono il bosco e poi le campagne, come i vampiri che hanno posato le loro mani maledette persino sui sacerdoti della triade. Peggiore tra tutte, la devastante guerra che ha sparso il sangue dei demoni e dei diavoli, mischiandosi a quello di fin troppi mortali. Nessuno di quelli che vivevano in questi luoghi scorderà mai quelle creature aggirarsi dentro e fuori le mura, nel bosco e nei paesi limitrofi, ma soprattutto l’esplosione che sconvolse il vulcano, la guerra che portò via i loro cari e il volo del colossale drago rosso: Karrundax.
*Le terre avvertono prima un boato in lontananza, come l’eco lontano e sbiadito di un’esplosione da nord. La terra trema come è successo nei giorni passati spezzando l’attuale quotidianità di Neverwinter, seppur anche a questo ormai i cittadini si siano abituati. La lieve vibrazione, accompagnata da un fragore sempre crescente, d’un tratto porta tutti a sobbalzare violentemente. Al fragore e al tumulto del terreno si mischiano presto le urla strazianti di ogni individuo ed il rumore di palazzi che iniziano a cedere. E’ un coro dissonante e caotico di voci incomprensibili. Gli animali inquieti cercano la fuga, per scappare da quella terra tremante e da quelle crepe che si aprono sul terreno. E’ uno strazio continuo e la terra non smette di tremare, come se l’anima di Toril si stesse scuotendo violenta, senza sosta. Vi è il terrore che si insinua nella mente di tutti, che sempre più sovrasta quella più fievole speranza che la nuova scossa di terremoto cessi presto. Non vi è luogo che appaia sicuro, non vi è locanda, spiazzo, strada o bosco, che non subisca impotente gli abusi di quella manifestazione naturale. Eppure il sole sembra vincere definitivamente sulla nebbia e sulla fuliggine che, grazie al vento non così possente ma sufficiente allo scopo, si dirada poco a poco. E’ forse grazie a questo che finalmente, dopo un’intera decade, si riesce nuovamente a vedere l’orizzonte. Si torna a scorgere il fiume neverwinter che seppur in lontananza appare finalmente in grado di riflettere almeno parzialmente i raggi del sole. L’acqua è ancora sporca, ma con la luce sembra tutto più bello, persino in un momento drammatico e contrastante come questo dove la terra per troppi istanti non cessa di tremare; ma anche questa bella ha vista breve. Il sole permane poco, ben presto oscurato da una creatura immensa che getta la sua ombra su gran parte della città e per un momento richiama l’attenzione di tutti. Il verme gigante esce da una gigantesca voragine che si è creata nel letto del fiume Neverwinter e che in pochi istanti ha risucchiato gran parte delle sue nere acque. I cieli vengono solcati dalle più diverse creature, grifoni, aquile, draghi, umanoidi alati, individui senza ali e gli scontri sono ovunque, a terra come in cielo. Vi è il caos ovunque accentuato dalle grida e dalla paura. In molti combattono le crudeli e malvage creature che dal sottosuolo sono sopraggiunte, trovando in quel terremoto un autostrada per la superficie. Melme, vermi, non morti non vi è pace tra le strade della città e la stessa sorte colpisce il villaggio di Thundertree, la cittadella di Last ed il bosco di Neverwinter I membri di torremanto, i manti ed i volontari urlano ordini, direzionando le folle verso quelle zone cittadini che appaiono sbalorditivamente immuni a quel tremore della terra. Il tempio della Triade, la casa di Oghma, la torre di Torremanto e la piazza, che più di tutti fa sgranare gli occhi a quelli che vi si trovavano. Alcuni narreranno per giorni e giorni, per inverni interi addirittura, come nel momento stesso in cui il terremoto è iniziato le statue si siano mosse, tutte all’unisono, fino a convergere sulla fontana abbracciandosi strette, amalgamandosi e da quella nuova scultura ha avuto origine uno scoppio di luce arcobaleno che è stato veduto ovunque. In molti assistono in quel momento che sembra essere eterno a dei veri miracoli, che mai verranno dimenticati, mentre delle voci si levano nell’aria. Come trilli argenti che raggiungono ogni anima anche nei luoghi più remoti di quella parte di terra, i canti delle stesse divinità le cui statue sono state erette in piazza, riportano preghiere e litanie”Tyr, il mancino, la cui giustizia divenga per noi allo stesso tempo via e meta. Torm, la furia leale, il cui incessante senso del dovere e la cui determinazione siano noi d’esempio. Mystra, la signora dei Misteri, affinchè la Trama ch’ella custodisce in perfetto equilibrio venga noi in aiuto. Deneir, lo scriba, possa una stilla della sua conoscenza guidarci, sia noi concesso di apprendere da ciò che è tramandato. Selûne, la signora d’Argento, poichè anche nella notte più buia possa guidarci con i suoi astri e permetta noi non smarrirci. Lathander, il signore del mattino, possa la sua calda e confortante luce risplendere dentro ognuno di noi, donandoci lo splendore necessario a dipanare le tenebre. Chauntea, la madre terra, la sua mano generosa giunga a rimpolpare i raccolti, affinchè essi siano sempre abbondanti. Ilmater, il piangente, colui che resiste, che con la sua resilienza e benevolenza possa farsi carico degli ammorbanti miasmi che avviluppano noi tutti in una stretta morsa” . Le voci si ripetono, si susseguono senza mai cessare, mormori che a volte son più chiari a volte meno, creando una colonna sonora ad eventi incredibili: i palazzi in crollo fermano il loro sgretolarsi, sorretti da giganteschi guanti ferrati, per permettere ai cittadini di salvarsi, ponti invisibili permettono ai bambini di superare i crepacci, i rami degli alberi sollevano i massi che intrappolavano alcuni sotto delle macerie, i cittadini che stavano per precipitare nelle spaccature della terra vengono sollevati da legacci rossi e sanguinolenti, mentre altri vengono sorretti da due piatti paralleli di una bilancia. Difficile sarà eliminare quelle immagini dalla propria mente, cancellare quei ricordi dal proprio vissuto. Il villaggio di Thundertree subisce il medesimo destino e mentre i miracoli salvano anche quei cittadini, vermi e mostruosità attentano alla vita di ogni individuo, mentre i battipista che si trovavano nel luogo, i membri dell’anello di spade ed i volontari fronteggiano senza tregua ogni minaccia. Stessa è la sorte della cittadella di Port Last e del bosco di Neverwinter. Le scosse vengono percepite fino quasi a Luskan. L’enorme verme viene fatto a brandelli da volti che sono divenuti noti in questo periodo, proprio come molte altre creature similari, o diverse, vengono rese inermi da tanti altri. Manti delle molte stelle, tenenti, capitani, praticus, sacerdoti o semplici volontari per quella lunga scossa non vi è distinzione tra i membri delle istituzioni che combattono fianco a fianco, ritrovandosi a fidarsi di individui fino ad un momento prima sconosciuti. Alcuni assicurano di aver visto persino alcuni uomini in armatura recanti le insegne di Neverwinter, che son stati identificati come i Nove. Vi sono i codardi, come in ogni battaglia, che hanno cercato rifugio, scappano ed abbandonando chi avrebbero potuto aiutare, ma la salvezza di uomini e luoghi richiama la gratitudine di chi ancora è vivo, verso coloro che hanno rischiato tutto per salvarli.
Interminabili sono i momenti di quel tremore, alcuni parlano di pochi istanti, ad altri però appaiono come ore intere. Quando tutto termina non vi è notte che sopraggiunga a concludere quel giorno; l’astro diurno e l’astro notturno, solcano insieme i cieli limpidi, distanti ma visibili. Tutto intorno la terra piange per quell’evento appena subito. In ogni luogo si trovano alberi caduti, edifici parzialmente crollati o rovinati, corpi di cittadini privi di vita ed anche quelli delle mostruosità sopraggiunte dal sottosuolo. Un innaturale silenzio cala, la calma dopo la tempesta probabilmente. I volti appaiono segnati dalla dura battaglia che si è consumata; la gente si osserva intorno incredula, incapace probabilmente di comprendere che tutto è finito, che sono ancora vivi, che possono ancora ricominciare e ricostruire.*
**Siamo giunti alla conclusione di questo evento. La nebbia e la fuliggine hanno abbandonato la costa, costringendo tutti ad usare tanto olio di gomito per ripulire la cenere rimasta. **
SI RICORDA CHE I FATTI SOPRA RIPORTATI POTRANNO ESSERE GIOCATI DA SABATO 23 GENNAIO @lotr_gandalf@
Vorrei ringraziare tutti voi che avete partecipato a questo filone, che vi siete interessati a tal punto da portarci ad inspessirlo e ad allungarlo oltre quello che era stato inizialmente previsto. Mi/Ci avete dato grande soddisfazione è innegabile! Ringraziamo tutti quelli che si sono davvero spesi in queste due settimane, è anche grazie a loro che questo filone ha avuto successo e da queste persone si dovrebbe prendere esempio. Tra questi, soprattutto i personaggi nuovi, quelli in particolare iscritti da meno un anno, che hanno dato prova di un impegno e di miglioramenti incredibili che sono sfociati in questi giorni in un apporto al gioco superbo. Davvero, grazie, non è scontato vedere degli utenti che danno tanto.
Mi avete mandato milioni di pvt (a cui spero di aver risposto, anzi, colgo l’occasione per scusarmi se in qualche caso ho tardato o mi son dimenticata, ma siete stati davvero tanti), con le richieste più strampalate, ma va bene cosi. Questo evento non prevedeva proposte giuste o sbagliate da parte vostra, ma richiedeva che vi metteste in campo, che osaste, che utilizzaste i vostri pg per far parte della storia. Mi sento di dire bravi a moltissimi di voi, perchè nonostante il livello o le possibilità vi siete buttati.. nella nebbia.
Tutta la storia doveva esser fatta in modo che vi mettesse “strizza”, in modo da farvi sentire la pressione ma dandovi al tempo stesso dei dettagli diversi da poter giocare in free role. Ricordatevi signori che in una land di d&D PbC gran parte del gioco lo fate voi, non abbiate quindi paura di fare richieste o di buttarvi in chat e tentare qualcosa di nuovo; i PnG ci sono, ma a volte hanno le cose grosse da fare!
In queste due settimane abbiamo visto chat piene, gente che giocava, che interagiva, che studiava piani e si passava informazioni, non possiamo quindi che dirvi BRAVI! Ci avete dato modo di pescare tra le molte chat attive e narrare/questare gli eventi che avvenivano, permettendoci di realizzare circa 30 tra quest e narrazioni. Ora però non adagiatevi sugli allori e continuate cosi, scendete in chat e create gioco, fate in modo che noi dm o narratori ci troviamo nella situazione di dire “Ma guarda che bello spunto che ha creato Thorin, ora mi ci allaccio per una narrazione”.
Detto questo, proprio per non farvi battere la fiacca vi avviso che non è ancora finita, ma io, Baldur, Sybil ed Eldarion, artefici di quanto è accaduto in questi giorni passati, abbiamo amorevolmente deciso di darvi un attimo di riposo. A tutti quanti voi quindi consiglio di leggere il post che uscirà domani in serata o domenica in giornata che “concluderà” la storia.
Per chi ovviamente si troverà a giocare nella giornata di domani lo scenario sarà il seguente:
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Sacerdoti, arcanisti e druidi si adoperano per sistemare i danni più gravi ad edifici e terreno
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Muratori e volontari iniziano invece a fare una stima dei danni minori, per il manto stradale e per gli edifici abitativi e privati
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Nessun edificio dei pg (case o attività) è stato distrutto, presenta però danni marginali (es. stoviglie rotte, qualche mobile caduto, scale crollate, buchino nel tetto). Maggiori specifiche daranno riportate nel post di domani sera.
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Il tempio, la biblioteca di oghma, torremanto e la piazza risultano immutati come se per loro nulla fosse accaduto.
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Nonostante la sparizione della nebbia, alcuni sacerdoti continuano la purificazione di cibo ed acqua e gli abitanti delle campagne permangono ancora nelle tende all’interno dell’arena, del Kala, del Dojo e del lungofiume.
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Il fiume never è tornato limpido, mentre lagonero presenza ancora la cenere nell’acqua
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La sparizione della nebbia rende visibili le creature che vi si erano nascoste e se molte vengono distrutte, altre riescono a fuggire, per questo le varie istituzioni raccomandano attenzione.
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Alcuni viaggiatori che giungono in città, o che attraversano le terre limitrofe, giurano di aver visto il vulcano eruttare per poi veder la lava sparire alla vista dell’orizzonte in una nebbia traslucida verde e celeste.
Risposte
Ospite — 2021-01-23
La donna sta camminando per le vie meridionali della città, quando tutto accade.
Prima quel terremoto, come molti altri che si sno succeduti in quei giorni… poi altro, una scossa più violenta, più duratura, crolli agli edifici circostanti, suoni orribili e grida provenienti da tutta la città, spaccature che si aprono nel terreno. La donna si trova disorientata a cercare di offrire aiuto a chi può, come può; si ritrova a spostare macerie alla portata delle proprie braccia. Finalmente, tuttavia, il graduale passaggio di quella fuliggine, finalmente un termine a quella condizione, che viene via via vinta dal vento. Un poco di speranza si fa spazio nell’animo della ex moritura, che si riscopre affezionata ad una città a cui, in fondo, deve molto.
Non che quel raggio di speranza duri a lungo, però: proprio mentre si sta guardando attorno, mentre sta offrendo aiuto a chi può, un bambino a lei prossimo inizia a piangere, indicando in direzione del fiume…
“…Merda. Merda, merda, merda… Trovate riparo. ADESSO. …Ehi, avete sentito?! Muovete il culo. Via, via! VIA!”
Sbraita la donna, mentre torna a guardare quell’essere, quel verme mostruoso e, insieme ad esso, le miriadi di bestialità che fuoriescono dal terreno. Scuote il capo, sgranando gli occhi con spavento.
“…Quindi è così che muoio… Un buco per terra… Buono a sapersi…”
Inspira ed espira, con pesantezza, cercando di combattere il tremore che le invade le estremità inferiori. C’è una grossa differenza, tra il trovarsi di fronte un pericolo improvviso, reagendovi istintivamente, ed il vederlo arrivare da lontano, avendo invece tutto il tempo di figurarsi ogni modo in cui si possa venire morsi, trafitti, schiacciati, dilaniati, percossi, bruciati, mutilati. Si prende una manciata di secondi, la donna, per intingere le dita in una scura e burrosa terra nerastra, con la quale traccia un fascio orizzontale davanti agli occhi chiusi ed una linea verticale dal labbro inferiore fin sotto il mento. Pronunciando la draconica parola, richiama la propria armatura ed ingurgita il contenuto di due fiale, prima di sguainare la spada d’argento e dirigersi verso il letto del fiume, come in una marcia verso la morte stessa.
Sì: quel giorno, se ella sarà abbastanza fortunata da sopravvivere ad esso, sarà ricordato per molto, molto tempo.
//OFF: Ne approfitto per ringraziare di nuovo tutti quanti, DM e compagni di avventure, per il filone finora giocato.

Ospite — 2021-01-23
AGGIORNAMENTO VALEVOLE DA LUNEDI 25 GENNAIO
*Ogni creatura ha tirato un sospiro di sollievo quando ogni cosa si è fermata, ha osservato intorno a se quei danni portati dal terremoto, ha sfiorato la cenere rimasta sulle cose ma che ora è stata debellata dall’aria. Amaro è il boccone che ora va ingoiato e faticoso sarà rimboccarsi le mani e ricostruire. Nella foresta soffia una leggera brezza che ancora conduce con se qualche rimasuglio di fuliggine, ma nulla di più. Eppure gli alberi caduti hanno in alcuni casi ucciso degli animali intenti a scappare. Gli abitanti di Thundertree si sono stretti tra loro aiutandosi a vicenda, i taglialegna hanno fornito legname a basso costo ed hanno aiutato attivamente i propri concittadini nelle riparazioni delle abitazioni. In ogni città ed in ogni luogo si trovano però persone che piangono coloro che non vi sono più, mentre questi vengono seppelliti o vengono create pire funebri. Le abitazioni ancora danneggiate si dimostrano un bottino ghiotto per molti ladruncoli, sia dentro che fuori le mura, che senza più il favore della nebbia iniziano a mirare a queste per i propri furti. La reggenza mette a disposizione altre zone tendate per accogliere tutti coloro che attualmente non possono risiedere nella propria casa compromessa dal terremoto e non ancora messa in totale sicurezza. La vita riprende, nuovamente sotto il favore dell’astro diurno e notturno, ma con fatica e ancora un po’ claudicante. Le botteghe, cosi come i lavoratori autonomi, riscontrano presto un abbassamento dei propri guadagni ed una diminuzione dei visitatori. Il numero ristretto di avventurieri che giungono in città porta immancabilmente ad un minor via vai di acquirenti, garantendo cosi un minor giro di monete. Un cane che si morde la coda diviene presto una lamentela comune, soprattutto quando avendo meno disponibilità di introiti ci si può permettere minori spese ed ad un umore ancora basso ed altalenante basta poco per riaccendere il malcontento; una fievole scintilla porta facilmente cosi a far accendere gli animi, aumentando rapidamente le diatribe per questioni futili che spesso esplodono in scazzottate tra i cittadini. Molte intanto sono le chiacchiere che girano, ogni uno porta la sua versione del terremoto, cosa ha visto? Cosa è successo? Come è stato possibile? Tra quei pochi che giungono in città circola la voce di come l’eruzione del vulcano abbia avuto dell’incredibile. La lava è sparita dalle pendici del vulcano assicurano senza menzogna nella propria voce i viandanti, ma con enfasi e sicurezza. Le istituzioni proseguono a lavorare senza sosta, ai manti grigi i capitani impongono di stringere la morsa sulla delinquenza cittadina, richiedendo turni serrati e concedendo ben poco riposo, per vegliare sulla città e sulle campagne circostanti. I manti delle molte stelle richiedono ai propri sottoposti di aggiungere l’utilizzo dell’arte di fabbricare al proprio libro degli incantesimi, per rapidizzare ed aiutare nella ricostruzione della città e degli edifici abitativi. L’anello invece fa allungare le ronde dei propri membri fino a cingere in esse anche il villaggio. Le reggenze delle varie città intanto richiedono aiuto ai cittadini accettando offerte, o in altri casi le impongono come nella vicina Last. L’editto da parte di Neverwinter di non uscire dalle mura cessa, ma viene richiesta molta attenzione per quelle creature che, giunte grazie alla nebbia fuligginosa, non hanno ancora abbandonato del tutto quelle terre. All’interno delle mura cittadine però la più chiacchierata, come se fosse una primadonna della nobiltà è la fontana nella piazza centrale, con la sua scultura magnifica ed incredibile che raffigura lmater, Torm, Tyr, Selune, Lathander, Mystra, Deneir, Chauntea. In molti passano il tempo ad osservar quell’incantevole raffigurazione scultorea e qualcuno in questi giorni ha anche provato a rivolgere una preghiera a quegli dei che tanto hanno fatto per la città. Nulla è però accaduto. Che il suo potere si sia spento? Che la magia con la quale è stata creata si sia ormai prosciugata? Eppure qualche nobildonna passando di li, ha buttato dell’oro nelle sue acque esprimendo un desiderio e mentre l’oro spariva il suo corpo veniva protetto dal freddo e si sentiva fisicamente rinfrancata e spiritualmente più leggera, come se un pò delle proprie paure fossero sparite. *
OFF - Cosa provoca il giorno di terremoto e le giornate di nebbia fino a diversa dichiarazione:
- Aumento dei furti a scapito delle abitazioni danneggiate
- Perdita del 10% dei guadagni per i pg tutti (Danneggiamento delle attività, minor flusso di acquirenti, stipendi più ridotti)
- Port Last impone una tassa di 50 monete d’oro ai suoi cittadini, per le riparazioni degli edifici.
- Thundertree richiede ai suoi cittadini un offerta di 20 monete d’oro per le riparazioni degli edifici.
- Neverwinter richiede offerte libere a chiunque possa permettersele, ed impone ai nobili una tassa di 300 monete, per la riparazione degli edifici.
- Cresce il malcontento tra i cittadini, aumentano le diatribe anche per questioni molto futili. Risse scoppiano facilmente nelle zone più disparate.
- Lanciando 25 monete d’oro nella fontana, le statue divine concederanno in “dono” contrastare elementi (durata 24 ore) e riposo ristoratore (durata 24 ore)
- Manti grigi Doppi e tripli turni per i manti grigi, con la possibilità di dormire solo poche ore a notte in molti casi. Tutti i manti grigi risultano affaticati dal 2 giorni di straordinari.
- Torremanto Richiesta di aggiungere l’incantesimo “fabbricare” al proprio libro degli incantesimi, a proprie spese, per tutti i gildati che possono utilizzarlo e di utilizzarne almeno due al giorno
- Anello di spade Richiede a tutti i suoi membri, dotati del potere, di utilizzare almeno due incantesimi al giorno tra “creare cibo ed acqua” e “Crescita vegetale”. Agli altri viene invece richiesto di pattugliare la zona della città e di raccogliere selvaggina da portare al villaggio.
- Tempio della triade viene richiesto loro di utilizzare almeno un purificare cibo ed acqua e di camminare nell’aria, oltre a fornire aiuto e sostegno alla città ed alle altre istituzioni.
Siamo finalmente giunti a quest’ultimo “pezzetto” della questione. Questo sarà l’ultimo DPCM generale almeno per un pò; se avete domande o dubbi potete scrivermi per pvt. Per il resto lo staff ovviamente controllerà le schede dei vari pg per assicurarsi che gli incantesimi richiesti siano stati scaricati e che le condizioni siano segnate.
Ospite — 2021-01-24
Dopo la sparizione della nebbia, in concomitanza con quel terribile terremoto e ciò che ha fatto essere dal sottosuolo, c’è chi giura di aver visto una coppia di tigri aggirarsi ripetutamente, anche se non costantemente, nei dintorni di Thundertree, intente a dare la caccia proprio a quelle creature ritenute pericolose per l’ecosistema autoctono. Altresì, alcuni nonmorti pare siano stati improvvisamente e brutalmente impalati da strane piante, con spine grosse come coltelli, emerse dal terreno, e lasciati lì a morire per ore prima che la terra tornasse a divorare quelle piante, oppure colpiti da improvvise e violente scariche elettriche.
Nei giorni prossimi, il druido offrirà i propri servigi come richiesto dal circolo dell’anello di spade.
Ospite — 2021-01-24
//Refuso:
Alastor Nightingale ha scritto: […] quel terribile terremoto e ciò che ha fatto [barrato]essere[/barrato] USCIRE* dal sottosuolo […]
Ospite — 2021-01-27
“È nobile non chi è nobile, ma chi si comporta in modo nobile.”
Con queste parole viene così consegnato a chi di dovere un sacchetto di gemme e monete pari ad un valore di 1000 mo da un piccolo gnomo fluttuante, accompagnato da una possente armatura semovente e da un gufo che indossa un giaco di maglia.
“Bubba, Archie, torniamo a dare qualche dritta agli allievi su come si riparano le cose.”
La profonda voce metallica del costrutto si limita a dire “Albero”, mentre il gufo emette qualche bubolio e spicca il volo.
“Ehi, che vuol dire che io ho esperienza di cose rotte?”
// OFF: come da missive con Iell.
Derrimor — 2021-01-27
*L’elfo torna al momento giusto, forse troppo tardi, ma cosciente che Neverwinter sia stata in grado di resistere, come sempre. Mentre si affaccenda a cercare risposte su sè stesso e a ricongiungersi ad affetti, amici ed alleati, si attiva da subito per aiutare i cittadini, con la magia e con le sue risorse economiche.
Le stelle lo seguono e in loro nome benedice e conforta coloro tra cui passa, con una parola o con un gesto, con i fatti se necessario.*