Pensieri in azione: mulini a vento o baluardo di gioco?

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Derrimor
Messaggi: 3863

Re: Pensieri in azione: mulini a vento o baluardo di gioco?

Messaggio da Derrimor »

Bella discussione davvero, secondo me piena di spunti interessanti.

Io faccio parte del partito "in medio stat virtus", mi spiego:

A volte i pensieri sono necessari, ma questo dovrebbe dipendere esclusivamente dalla giocata e dai partecipanti. Non nego che anch'io sono affascinato dagli abbellimenti stilistici descritti da Eric e da Pir, ma allo stesso modo ritengo che quanto scritto da Lilu sia effettivamente il modo migliore di azionare nella maggiorparte dei casi.

Esempi dei casi specifici? Ve li elenco.

- RAPPORTI CON ALCUNI PG: Il mio personaggio, Derrimor, è piuttosto introspettivo e timido. Alcuni personaggi in On hanno avuto la possibilità di conoscerlo al punto da leggerlo come un libro aperto e proprio per questo a volte dò loro lo spunto per "capire" i miei pensieri. Un altro esempio potrebbe essere una giocata piuttosto intensa a livello emotivo tra due amanti o due amici di vecchissima data (Ad esempio le giocate tra Shelley, Tethron e Baltazar, solo per citare i primi esempi che mi sovvengono)

- SITUAZIONI PARTICOLARI: Ci sono poi altri casi ancora in cui il pensiero in azione può essere "utile", soprqattutto se c'è un DM presente, ma parliamo comunque di un caso limite: proprio recentemente mi è capitato di fare delle giocate con dei pg che usufruivano di taluni incantesimi di divinazione, quali visione o comunione con la terra. Ecco, probabilmente in quel caso i pensieri in azione sono quasi d'obbligo, più che altro per permettere al DM in questione di "entrare nella testa del pg"


Quand'è che si supera il limite?

A mio avviso si dovrebbero assolutamente evitare i pensieri effettivamente rivolti nei confronti dell'altro pg, se questi sono completamente discordanti con l'atteggiamento descritto. Insomma, proprio gli esempi citati da Lilu nel primissimo caso:
"Quella di Lilu non gli sembra una buona idea, ma non dice nulla" "Lilu, secondo lui, non è mai stata un grande esempio di coerenza" "Se Lilu preferisce farsi guidare dalla sua vigliaccheria, lui non farà altrettanto" "Lilu dovrebbe darsi una calmata, ma a lui questo non interessa"
Questi sono effettivamente un problema secondo me, soprattutto quando sono figli di questioni legate a fatti pregressi in ON. Sembra che a tutti i costi si voglia invitare il proprio interlocutore a diffidare delle azioni del proprio pg, ma anzi a leggere "tra le righe".

Scusate se mi sono dilungato anch'io e voglio ribadire che questo è il mio pensiero come player e che, come detto da Lilu, questo Topic non è affatto una guida o un regolamento, ma soltanto un confronto.
Kaalia

Re: Pensieri in azione: mulini a vento o baluardo di gioco?

Messaggio da Kaalia »

Discussione interessantissima, se non vi dispiace mi inserisco :)
Ah, vi dispiace? Troppo tardi...
Derrimor ha scritto:
Io faccio parte del partito "in medio stat virtus", mi spiego:
Miracolo! Sono d'accordo con Derrimor...
...Coincidenze? Io non credo!

Partiamo da un presupposto sul quale credo siamo tutti d'accordo: Lilu ha ragione, utopisticamente parlando.

Perché utopisticamente?
Perché il play by chat che vorrebbe rispecchia in modo estremamente fedele la realtà di una normale interazione sociale. Immagino che non ci siano telepati nel mondo reale.
E quindi, anziché esplicitare tutto nei pensieri, rischiando tra l'altro metaplay non gravi, ma fastidiosi, perché rendono complicata l'interazione altrui, sarebbe meglio descrivere dettagliatamente ogni azione, affinché essa stessa sia spunto di gioco ulteriore e successivo.

Tutto fantastico

Ci sono però due problemi:
1) Facilità di incomprensioni: il protocollo Eric2 è semplice, lineare, chiaro. Ma immaginate azioni un tantino più complesse descritte magari da qualcuno che non ha chiarissime certe dinamiche sociali o che, semplicemente, non essendo abituato a farlo fa capire fischi per fiaschi. Il pensiero taglia la testa al toro. È un espediente narrativo semplice e rapido;
2) Tempo-lunghezza: sempre il nostro magnifico protocollo Eric2, immaginatelo applicato ad un'azione lunga di per sé e che contiene altri 2-3 spunti importanti al fine del discorso che due personaggi stanno affrontando. L'azione ne risulterà certamente dilatata nei tempi e la lunghezza ulteriore potrebbe danneggiare chi legge, che magari si perde un pezzo.

Queste motivazioni condannano e annichiliscono il pensiero di Lilu?
Ma anche no!

Come diceva Derrimor, la scelta migliore è probabilmente quella a metà tra i due estremi. Laddove sia possibile, specialmente nelle giocate più comuni, che prevedono interazione giocatore-giocatore a 2-3 elementi, il modo di giocare di Lilu è non solo il più corretto (IMHO) ma il più auspicabile.

Personalmente credo di fare ampio uso dei pensieri, specialmente quando voglio essere ironica o fare una battuta. Nei momenti importanti provo ad evitarli ma non sempre ci riesco. Ritengo però che lo stimolo di Lilu sia una "scusa" interessante per iniziare a provarci. Spesso quando si cambia atteggiamento in questo tipo di attività si migliora sempre, se non altro perché si viene a conoscenza di metodiche nuove, utilizzabili in futuro.
Kaalia

Re: Pensieri in azione: mulini a vento o baluardo di gioco?

Messaggio da Kaalia »

Lilu Bergstrom ha scritto:Wow, Kaalia, che bella risposta :)
Era bella e stimolante la domanda in realtà
Ti rispondo sull'ultimo punto perchè il resto è quasi bibbia.
Ah vabbè, ma allora dillo che mi vuoi male!!
Ambientazione
Messaggi: 1286

Re: Pensieri in azione: mulini a vento o baluardo di gioco?

Messaggio da Ambientazione »

È bello vedere che dalla mattina alla sera una discussione si riempie :)

Volevo dire la mia già stamane, ma ovviamente ci riesco solo adesso.

Smetto un attimo la tunica del terrore +4 e parlo da player. @divertito@

A me i pensieri in azione piacciono. Con dei limiti, ovviamente, perché in ogni caso non è una buona cosa suggerire alle altre persone come dovrebbero comportarsi, cosa dovrebbero fare o come dovrebbero farlo - e in nessun caso reputo corretto lanciare frecciatine nel descrittivo. Frecciatine che, per altro, non verrebbero colte... e quindi, oltre ad essere insignificanti ai fini del gioco (e oltre al risutlare irritanti), non apportano nulla all'interazione. Mentre invece trovo divertente lanciare nel parlato quelle stesse frecciatine, magari rendendo la conversazione più animosa.
Tuttavia, reputo il pensiero frammisto all'azione parte essenziale del pbc.
Utopisticamente, come detto detto inizialmente da Lilu e poi ribadito da Kaalia, non dovrebbero esserci... ma forse a quel punto non diventerebbe tutto un po' troppo freddo e impersonale? Magari no, non lo so: non vivo una realtà ludica di quel genere, mi è complesso immaginarne le dinamiche.

Ripeto, di nuovo che in ogni caso ci sono dei limiti.
Portando il discorso su un livello ancora più personale, io non riuscirei a giocare il mio pg senza inserire qualche pensiero, che non serve tanto agli altri per rispondermi qualcosa di pertinente all'interazione, ma serve a me per capire il pg che gioco e seguirne lo sviluppo mentale durante la role. Quando non inserisco tracce per capire cosa ha provato dall'inizio della giocata e durante i passaggi salienti... mi perdo. Mi sembra di schiantarmi di faccia contro ad un muro di ghiaccio, perché sento il personaggio morto - e non "vivido" come dovrebbe essere. A quel punto gioco male.

Quindi, in sostanza, nel mio pensiero dovrebbe sussistere una sana via di mezzo fra la descrizione scevra da ogni riferimento psicologico e quella che ne è troppo infarcita e che arriva a deviare dal motivo per cui il pbc è fatto separatmente di descrizione e parlato (motivo che è, in sostanza, aiutare gli altri giocatori a interagire con noi).
Questo, ovviamente, non deve dilatare i tempi oltre certi limiti (a mio parere mai superiori ai 10 minuti, perché poi diventa difficile ricordarsi cosa è stato fatto e detto, soprattutto se si è in tanti... e a dirla tutta, per me i tempi ideali sono 5-6 minuti, che si realizzano quando si scrive il round mentre si aspettano gli altri - con il rischio, a quel punto, di risultare troppo prolissi forse).

E poi... no... è buono riprendere le azioni degli altri e quelle del master, ma riprendere ogni insignificante dettaglio è un po' ossessivo, perché il grosso del descrittivo degli altri giocatori serve per aiutare l'interazione, ma è superfluo ripeterlo ed è preferibile darlo per scontato - sia per non fare azioni noiose, sia per tagliare quando si rischia di diventare prolissi.

Poi, che altro dire?
Mi approcio al pbc come se stessi scrivendo. Questo magari può risultare stilisticamente interessante, ma dello stile ce ne si fa un po' poco in una land: l'azione deve preferenzialmente essere chiara e immediata, non "stilisticamente ganza". Quindi mi rendo conto che un po' sbaglio a prenderla come stessi scrivendo il paragrafo di una novella.
Ma mi è difficile uscire dalla mentalità improntata alla scrittura e alla revisione dei testi... quando lo fai tanto, tanto, tanto e tanto, poi ti entra nel sangue e non te la scolli più di dosso.
Questo mi porta anche, come dicevo sopra, a non riuscire a fare azioni totalmente scevre di pensieri, perché mi viene naturale inserire le cose salienti - per me, come dovessi poi rileggere dopo anni e senza ricordarmi precisamente. Sì, facendomi questa auto-analisi mi sembra di essere la fiera del superfluo... @dispetto@


Rimettendo la veste +4 del terrore e parlando un attimo da admin...
Utopisticamente Lilu ha perfettamente ragione: il descrittivo dovrebbe essere il più possibile scevro da pensieri e "cose che non si vedono", anche a costo di farlo estremamente breve. D'altra parte, dovrebbe essere anche scevro di discorsi enormemente lunghi, in quanto l'interazione reale con altre persone preve più serrati botta e risposta, che interminabili comizi. Tutto questo in un pbc utopico.
La realtà del gioco di ruolo online è però un po' diversa, fatta di tempi differenti da quelli reali e da "licenze" che ci si concede per abitudine e/o necessità.
Fermo restando che, sempre da admin, non potrei fare altro che dare come linea guida il non concedersi troppe cose "non visibili" nelle azioni. Cosa che, in effetti, insieme a Shelley e Vardamir abbiamo suggerito...

Adesso, a livello un po' provocatorio (fermo restando che il vostro parere sarà considerato, appunto, solo come un parere e non come un "sondaggio a fine di regolamentazione)... si potrebbe davvero mettere come regola il non inserire pensieri (e simili) nel descrittivo? E sarebbe giusto creare una sanzione ad hoc per chi lo fa?
A mio avviso, la risposta ad entrambe le domande è no e reputo che ogni giocatore dovrebbe, piuttosto, essere autonomamente in grado di moderarsi.
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