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Topic originale: Lettera a Grudalf — rivedi il testo, aggiungi wikilink/tag e imposta
publish: truequando pronto.
[Una missiva viene fatta recapitare allo studio del Magister Grudalf; la calligrafia è tondeggiante, femminile e decentemente curata.]
I miei rispetti, Magister Grudalf.
Noi non ci conosciamo, sebbene ho incrociato i vostri passi nei corridoi di Torremanto varie volte, ma sono seri i motivi che mi spingono a scrivervi questa missiva.
Sono stata chiamata da Iell e Silas per affiancarli nella missione da voi assegnata di reperimento di […], un pixie che avevo già incontrato prima di ora e che ho visto morire fra le mie mani, quelle stesse mani che lo hanno seppellito nel bosco, riconoscendolo però e riconoscendo i suoi due compari solo quando ho avuto modo di incontrarli di persona.
Ci siamo dunque recati nelle Fogne, insieme a Cristo e Caterina, possessori della mappa con cui ci hanno guidato verso l’interno. Dopo quasi un quarto d’ora di cammino, però, ci è comparso davanti un individuo mascherato che Iell dice essere un Arcanista capace di lanciare incantesimi di ottava cerchia di potere, insieme a due creature ammantate sotto un panno: fra le mani, l’individuo aveva […], rapito e imprigionato in una gabbia. La gioia di saperlo ancora vivo è stata del tutto eclissata dalla consapevolezza del suo essere nuovamente in pericolo.
Egli - o ella - ci stava aspettando. Era una trappola ed ho buone ragione di credere, dalle sue parole iniziali, che fosse archiettata apposta per voi.
Abbiamo provato a farlo ragionare, a farci consegnare […] di sua spontanea volontà, senza spargimenti di sangue inutili, ma questi per sua stessa ammissione non era intenzionato a contrattare. Le sue parole tuttavia sono rimaste impresse nell’animo mio che ancora ribolle di rabbia e frustrazione:
“Voi non sapete niente. Torremanto è così che tratta i propri allievi, dunque? Tenendoli all’oscuro di quel che accade e che da disturbo alle sue alte sfere? Portate un messaggio al Magister: la scomparsa di uno dei suoi amati pixie non è che l’inizio di ciò che vi attende. Uno dopo l’altro, tutti voi morirete. E ricordate anche ai vostri cari maestri che Noi siamo sempre un passo avanti.”
Non solo quindi abbiamo fatto la figura dei fessi ignoranti, ignorati dai loro superiori, ma abbiamo rischiato la vita e fallito la nostra missione, perché nel momento in cui mi sono avvicinata per prendere la gabbia, la figura mascherata è scomparsa portandosi dietro […] e ci ha lasciato a combattere con due Viandanti delle Ombre. Siamo riusciti ad abbatterne una ma l’altra è scomparsa con una porta dimensionale, vedendo la fine della sua compagna ridotta in una poltiglia dal mio potere e i cui resti giacciono in un’ampolla che ho portato via con me.
Rabbia e frustrazione mi spingono a scrivervi queste parole: quante volte dovrò piangere sul cadavere di […]? Quanti miei confratelli e consorelle dovrò veder sparire, uno dopo l’altro, prima che il silenzio della Torre ci metta a rischio mortale tutti quanti?
Non crediate che siamo tonti: sappiamo che le alte sfere si stanno riunendo negli ultimi tempi, discutendo di un qualche antico nemico, di cui il misterioso figuro probabilmente fa parte. A quanto pare conosce anche le vostre mosse, considerando che era a conoscenza del fatto che il loro ritorno (?) vi da pensiero negli ultimi tempi.
Come possiamo guardarci da un nemico senza nome? Come possiamo difenderci e difendere gli altri, senza il giusto grado di conoscenza del pugnale (o la balestra avvelenata) che ci aspetta nell’ombra, pronto a dilaniare le nostre carni?
Vi prego di portare queste mie parole alle orecchie del Consiglio tutto: la minaccia è reale, è tangibile e fa male, ve lo posso giurare. E’ determinata a distruggerci tutti, uno dopo l’altro e partirà da noi studenti, dai più deboli, i più indifesi. Vi chiedo di fornire all’intero ordine gli strumenti per combattere questo nemico. Il tempo è prezioso e farà la differenza fra la vita di tutti noi e la nostra totale disfatta.
Il tempo delle parole è finito. E’ giunto il tempo di agire.
Possiate decidere con saggezza.
Astrid Larsen, Sodalis di Torremanto