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[Una nuova missiva viene condotta da un Practicus direttamente nelle mani di chi di competenza]

Illustri studiosi della Torre,

questa mia vi giunge per mettervi a conoscenza di un terribile ed increscioso evento di cui sono stata testimone. Chiamata ad accompagnare il mio compagno Selion dei Miraggi e Leonard Milner entrambi dei Manti Grigi, insieme ad una calishita di nome Sibylle, mi sono recata due sere fa in perlustrazione di una specifica area portuale a seguito dell’avvistamento della famigerata nave fantasma.

Mentre ci avvicinavamo alla spiaggia, le ombre hanno cominciato a comportarsi in modo strano, anomalo: come lingue serpeggianti, seguendo una nenia cantata da una bocca lontana, queste si staccavano dal mondo e strisciavano tutte confluendo verso un unico punto. Il mare. Il mare era un gorgo scuro, profondo, un pozzo nero come l’ebano che inghiottiva tutte le ombre. Uno spettacolo osceno e terribile, raccapricciante, presagio di sciagura.

Sulla spiaggia v’era un uomo - o almeno quello che credevamo fosse tale - dagli occhi nerissimi, con una maschera sul viso ed uno strumento fra le mani. Voleva raccontarci una storia ma i Manti Grigi hanno provveduto a richiedere generalità e quant’altro, prima di passare all’azione: Milner stava per sfilargli la maschera quando questi si è ritratto, iniziando ad intonare una canzone per noi. Non ricordo moltissimo, perché sono rimasta affascinata da quell’uomo, ero come ipnotizzata ed incapace di fare altro che guardarlo. Guardarlo mentre si allontanava, perdeva consistenza diventando etereo e poi nebbia fusa e sparita nella stessa sabbia.

Non ho neanche visto come ma, d’improvviso, dal mare sono spuntati una quantità spropositata di topi non morti - non morti come lo era anche quella creatura, a detta dei due Manti Grigi che, di certo, hanno più cognizione sulla religione della sottoscritta - pronti a sfamarsi con la nostra carne. Fortunatamente, l’intervento delle divinità a cui sono devoti i due Manti Grigi ha fatto sì che quei topi si sfoltissero di numero, distrutti dal potere divino, prima che il resto dello sciame tornasse al gorgo d’ombra, alla nave che li ha partoriti.

Il Cantore delle Ombre - così lo chiamo io - prima di lasciarci in quello stato di confusione, ha risposto ad alcune mie domande sul comportamento delle ombre. E le sue parole sono state piuttosto criptiche:

*“Le ombre cercano la chiave. La chiave apre lo scrigno. Lo scrigno si trova sulla nave. La nave porta impresso un segno. Il segno porta sciagura. La sciagura accompagna la maledizione. La maledizione porta dolore. Il dolore provoca perdite. Le perdite fanno parte della vita e la vita non è altro che il sentiero che percorriamo per ricongiungerci con la morte.” *

Richiedo dunque l’accesso alle biblioteche per poter compiere una ricerca in merito ad eventuali storie, leggende, fatti correlati a questa sciagura e tutti gli elementi che il Cantore ci ha fornito. Sebbene non sono certa della veridicità delle sue parole, ritengo sia più saggio togliersi lo scrupolo e andare più a fondo a questa vicenda per non essere impreparati.

Tempi oscuri corrono. Siate cauti.

Omaggi. * Astrid Larsen*

Risposte

Ospite — 2018-09-08

Sulla scrivania di Astrid viene lasciata una lettera, scritta in maniera ordinata e piena di piccoli ghirigori in alcune lettere

Lady Larsen, Ho avuto modo di leggere entrambe le sue lettere, che mi sono state passate nel frattempo, noto con piacere che vi state dedicando subito al vostro compito con dedizione…tuttavia reputo necessario che possiate informarci meglio in merito a questa Nave Fantasma. Certo un furto al Salone della Conoscenza è una cosa che lascia un po’ di amaro in bocca e vorrei che risolviate il più possibile questa faccenda. Ma vorrei che nel caso vi trovaste a scegliere, deste più importanza a ciò che questo evento fantasma possa avere come effetto per la città ed in città…e se possibile di porvi rimedio nel modo più alacre ed efficace possibile. Confido nelle vostra possibilità e capacità e che la Trama guidi sempre la vostra mano. E siate prudente Kelda Enerland Magister di Torremanto

Ospite — 2018-10-08

[Una missiva curata dalla grafia femminile viene consegnata al solito Practicus affinché giunga specificatamente nelle mani della Magistra Enerland]

I miei omaggi Magistra Enerland.

Torno a scrivervi dopo diverso tempo considerando che la faccenda è molto intricata, la ricostruzione della storia di questa nave fantasma e della maledizione che vi gravita attorno piuttosto difficile e, inoltre, alcune faccende risultano in mano ai Manti Grigi, che hanno il controllo della situazione.

Provo a dare un ordine ed un senso a quello che ho scoperto, cercando di essere più chiara possibile. Questa storia origina sulle Isole Moonshae circa cinquant’anni fa, quando la Dea del Mare Umberlee ha deciso di stravolgere le vite di alcuni suoi seguaci fra pirati e bucanieri. Un forziere, una chiave particolare per aprirlo ed immense promesse – mai mantenute - sono stati sufficienti per aizzare gli animi avidi dei figli di mare e infiammare i loro cuori al punto tale da spingersi in una guerra sanguinaria dalla quale ben pochi uscirono vivi. Daire Ala di Corvo era il nome del possessore dello scrigno, Mideel Strongfaith il possessore della chiave. Quest’ultimo sembra essere l’unico, insieme ad una donna ed un infante in fasce, ad essere scampato al massacro e trascinatosi fino alla terraferma attraverso una piccola imbarcazione.

Del primo si sa ben poco ma si ipotizza fortemente sia il pirata che guida la nave fantasma e che reclama ancora quel tesoro promesso dalla Signora dei Mari, un marinaio che ha patteggiato con la vita eterna quella promessa di oro e ricchezze incommensurabili a cui ancora è attaccato. E’ ormai fuso con quell’ecosistema marino con il quale è rimasto in contatto per tanti anni, insieme alla sua ciurma, ma sappiamo non può lasciare il mare per troppo tempo: ogni volta, solo per pochi giorni, può emergere e cercare la sua dannata chiave. Del secondo sono state trovate tracce al Nido del Mendicante, dove ha vissuto fino a dieci anni fa. E’ stata colei che poi abbiamo scoperto essere la stessa “donna” scampata al massacro marino (nonché un Drago che vive al Nido del Mendicante e gestisce una casa privata di piacere) ad averci parlato di Strongfaith e della chiave: il bambino, che con ogni probabilità è suo figlio, è la chiave.

Strongfaith ha sigillato la chiave dentro il bambino, un senza nome che ora ha l’età di circa dieci anni e vive ai margini della società, ignaro di possedere al suo interno tale artefatto. Secondo le informazioni del Drago, sul petto porta il marchio della chiave (che sappiamo essere formata da ossa e da un tentacolo contorto che assume, appunto, la forma di una sorta di chiave).

Sono sicura che il pirata della nave sappia, probabilmente complice il Cantore incontrato sulla spiaggia e che si sospetta fortemente sia Juggalaus, il necromante che ha risvegliato lo Spaventacorvi, che la chiave sia contenuta in un bambino: i cinque piccoli corpi rivenuti a galla privi di cuore di recente sembrano confermare questa macabra ipotesi. Le ombre stanno cercando quel bambino ma i Manti Grigi hanno informazioni e carte in più: spero che presto mi possano portare buone notizie da riportare ai vertici di Torremanto.

Quanto allo scrigno, conosciamo ben poche informazioni: è possibile che sia sulla nave, in possesso del folle pirata seguace di Umberlee. E’ uno scrigno di madreperla, impossibile da distruggere o scassinare, né aprire in qualsivoglia maniera diversa dall’uso della chiave specifica. Sulla terraferma non si hanno notizie ulteriori di quest’oggetto.

Tornando al bambino, vorrei richiedere a Torremanto la possibilità di proteggerlo nella Torre fin quando la situazione non sarà risolta. E’ mia precisa volontà e quella del mio compagno adottare il bambino e offrirgli la possibilità di una vita dignitosa, quando lo troveremo, ma non possiamo garantirgli protezione in questo delicato momento in cui le forze in gioco sono troppo grandi per due sole persone.

Ciò mi permette d’introdurvi anche la mia idea per far finire questa storia una volta per tutte: una volta studiato il bambino, potrei assumerne l’aspetto e, con il vostro ausilio, supporto e voce autorevole, spargere una voce fasulla affinché giunga al nemico: aver trovato la chiave ed essere disposti a cederla al mare, in cambio di essere lasciati in pace.

Con questo semplice trucco io, con l’aspetto del bambino, adeguatamente protetta, potrei fungere da esca per una trappola architettata al fine di far uscire allo scoperto il Cantore e la nave stessa, a cui Neverwinter potrebbe sferrare un attacco decisivo per spezzare la maledizione, magari influendo proprio sul simbolo della Dea che marchia la nave stessa.

Suggerisco di richiedere l’ausilio della flotta della città direttamente a Lord Nasher, sulla quale incantatori esperti e chierici della Triade potrebbero occuparsi delle creature della nave fantasma mentre sulla terraferma noi combatteremo le creature del Cantore o qualsiasi oscenità partorita dalle tenebre vorrà attaccarci o insinuarsi in città.

Questa catena di morti e sangue che flagella la città da ormai diverse decadi e questi nemici che mettono in ginocchio le istituzioni cittadine, devono cessare di esistere. Le persone non possono vivere nella paura di uscire di casa, i bambini non possono vivere in questo clima di terrore aspettandosi di vedere dilaniato il proprio futuro da un momento all’altro, rapiti da ombre malefiche o assuefatti alla musica mortale di un essere depravato.

Astrid Larsen, Neophita.

Ospite — 2018-10-18

[Una nuova missiva giungerà nelle mani di Kelda Enerland]

Lady Enerland,

ho delle notizie da darvi: abbiamo trovato il portatore della chiave ma non la chiave stessa. Il Cantore aveva preso il bambino e lo abbiamo affrontato, scacciandolo da questo mondo verso il riposo eterno. Ciò che è strano è che anche il bambino ha subito la stessa sorte, laddove non sarebbe dovuto accadere se fosse stata una creatura vivente. Era come se il bambino fosse fatto della stessa sostanza immateriale del Cantore - che si è confermato essere un non morto, un incorporeo.

Mi restano molti dubbi e molte più domande di quelle che avevo prima, a questo punto. Non so se abbiamo vissuto un’illusione, un evento già passato e destinato a ripetersi, o se Cantore e bambino erano entrambi dei non morti. O se esiste un’altra ipotesi che non ho vagliato e che mi sfugge, non saprei dirvi. So solo che tanta è l’amarezza che questa storia lascia nella bocca e nella memoria di chi l’ha vissuta.

Ciò che di positivo è risultato dall’incontro è stata la distruzione del Cantore e, dunque, la fine dei rapimenti di bambini. Non resta che trovare la nave fantasma e mettere fine alla maledizione affinché più questa sciagura si abbatta su Neverwinter.

Astrid Larsen, Neophita