Importato dal forum

Topic originale: Feste di Sangue — rivedi il testo, aggiungi wikilink/tag e imposta publish: true quando pronto.

Il nuovo anno si apre con un certo malcontento, che parte dal quartiere di Lagonero, e per la precisione dal Teatro di Neverwinter. La serata sembra essere stata interrotta da un attore mascherato, il quale avrebbe lanciato pesanti invettive contro la Maestra di Cerimonie e contro i presenti stessi. I festeggiamenti hanno provato a continuare anche dopo le prime ore del nuovo anno, ma a poco sono valsi gli “effetti speciali” che forse qualcuno degli artisti ha provato a utilizzare per donare ai presenti un “secondo cielo stellato”; una dimostrazione di sicuro grande effetto, ma che non ha convinto la gran parte dei presenti della bontà dello spettacolo.

In compenso, le vetrate superiori del Teatro adesso sembrano essere costantemente coperte da un manto stellato pacifico e limpido, in ogni ora del giorno e della notte. E’ uno spettacolo gradevole agli occhi, e c’è anche chi dice che tutto sia stato una trovata pubblicitaria per diffondere questa bizzarria.

Mysha McKnee ha rifiutato categoricamente di fornire alcun commento in merito alla questione. Sembra anzi essersi chiusa in un profondo silenzio. Margaret Greenbow, ragazza di diciotto anni, e attrice da cinque, sembra abbia perso la vita durante i festeggiamenti. I Manti Grigi hanno già assicurato il cadavere al Tempio della Triade e hanno già somministrato i riti per il rispetto dei morti. Inoltre, sembra tornare in auge un nome particolare, mormorato a mezza bocca, ma i motivi sembrano essere i più disparati: Antoine Bleumont. C’è chi dice sia una vecchia gloria, chi un megalomane, chi un uomo di ferro… insomma, i pettegolezzi volano.

La programmazione degli eventi in teatro, dalle operette alle esibizioni di musica sacra, è stata sospesa fino data da definire.

// Evento giocabile da oggi 01/01/2021

Risposte

Ospite — 2021-01-02

Ad un giorno, quasi due, di distanza dagli eventi che hanno avuto luogo al Teatro, la Genasi è ancora una volta nei pressi di quello stesso luogo quasi per riflesso. Dovrebbe fare altro, dovrebbe pensare alla propria attività da aprire, dovrebbe essere da tutt’altra parte della città, ed invece se nessuno la fermerà cercherà di fare ancora qualche passo verso il Teatro - chissà, magari potrà persino vedere quel magico cielo stellato, anche se spettacoli ed eventi non andranno più a decorare il palco e la sala di gioia e festa. Non conosce molti in città ma sa bene che il corpo della giovane attrice è stato portato in Caserma per i riti di fede e le tradizioni della Costa in vista dei funerali, ma sa altrettanto bene che non può presentarsi dai militari per quel mazzo di fiori che ha tra le dita.

C’è silenzio, in quel Teatro, rispetto a quella sera. Osserva il palcoscenico ricordando la sensazione che ha provato nel salirci sopra e nel sentire la musica cambiare, mira i balconcini e le zone delle poltrone ricordando tutti gli abiti, le maschere e la meraviglia di un evento che non ha mai visto e ha solamente letto nei libri. Stringe un po’ il mazzo di fiori, un bouquet di rose bianche protette da steli e foglie verdi, decorato da perline d’acqua che accarezzano petali e foglie come rugiada mattutina. Un rito di benedizione sui Fiori, una semplice preghiera all’Eterno Mutamento, che ha pensato di lasciare sul mazzo di fiori.

“Mi scusi?” cercherà di dire, verso un attore di passaggio o forse un saltimbanco, o ancora magari quello stesso circense che aveva visto quella sera. Chiunque, in realtà, che possa darle l’idea di lavorare lì ed eventualmente di essere un collega della defunta ragazza. “Volevo lasciarvi questi, se non è di disturbo.” aggiungerebbe, ammorbidendo un sorriso più timido ma che non ha timore di osare. Non dice “funerali”, non dice “per Margaret”, perchè neanche la conosceva e non le sembra molto carino da dire, ma non ci vorrà un genio per capire per cosa siano quei fiori.

Ha con sè anche un piccolo cestinetto sotto braccio, ancorato al gomito, dentro questo vi sono tantissimi fiorellini di più bassa caratura ma i pochi che si possono trovare in inverno. Tutti di un composto colore chiaro, che non siano sinonimo di gioia o festa, ma che possano fungere al meglio allo scopo di dire “Grazie” dove le parole non potrebbero mai. Se potrà li donerà a mano ai vari artisti che troverà di volta in volta nell’avanzare nel Teatro per il mazzo di rose, altrimenti anche in questo caso lascerà il cestino sul palcoscenico. Niente di vistoso, o di troppo ricco, una semplice premura di chi almeno la sua minuscola parte vuole farla. Un ringraziamento per chi lavora sempre per dare gioia agli altri, con arte e musica, e sicuramente chi vive di queste piccole cose non farà fatica a capire.

Se non dovesse trovare qualcuno o in caso fossero tutti impegnati, lascerà semplicemente il mazzo di rose sul palcoscenico - prendendo lentamente distanza lungo la passata laterale per poter proseguire verso l’uscita. Non prima di aver dato un’altra occhiata alle spalle, non tanto per il meraviglioso cielo stellato che vi è sulle vetrate superiori quanto proprio per quella costruzione in legno, il sipario, la zona dove c’erano i musicisti. Ed infine, lascerà il Teatro.

Thamior Sianel — 2021-01-02

**Giunge notizia degli accadimenti sino alle orecchie del giovane elfo d’argento. Thamior ode i racconti di quanto accaduto sia alla Torre Caduta, durante la cena, che ai Giardini, ascoltando per caso il chiacchiericcio di un gruppetto di nobili con le consorti, che passeggiano nel viale selciato.

Il giovane guerriero decide pertanto di tornare a Torremanto, in cerca di risposte…**

Ospite — 2021-01-03

La piccola gnoma era presente. La piccola gnoma ancora con animo inquieto sente le notizie relative alla giovane. Uno sbuffo e un miagolio verso il grosso felino mentre si dirige verso lo studio di Odin.

Ospite — 2021-01-04

Margaret, quel nome lo gnomo l’ha sentito chiaro, ma non c’è stato tempo per indagare tra i festeggiamenti. Bisogna fare luce su ciò che è successo. Da qualche parte, in qualche modo, qualcuno pagherà.

Ospite — 2021-01-10

Nella notte tra il non giorno e il decimo della prima decade, il teatro di Neverwinter ha ufficialmente chiuso i battenti a seguito di alcune spiacevoli vicente che sembrano aver seguito a ruota gli eventi della decade scorsa.

Mysha McKnee ha ufficialmente** congedato gli attori **e gli acrobati al Teatro, e si è rifiutata categoricamente di lasciare dichiarazioni spontanee.

L’intera area è ora sotto custodia dei Manti Grigi. Qualche curioso sostiene di aver visto dei gendarmi portare via una cassa da morto all’alba del decimo giorno contenente un ragazzo, descritto come dai capelli biondi e gli occhi castani, noto ai più come Henry Gauman. Anch’egli, come la povera Margaret Greenbow, sarebbe stato un attore al libro paga di Mysha McKnee senza particolari trascorsi o legami degni di nota con la Maestra di Cerimonie. Le circostanze della morte sono sotto segreto d’ufficio, ma le spoglie sono già state consegnate al Tempio della Triade per essere restituite alle famiglie.

Inoltre, sembra essere stata affissa una nota sul portone della grande struttura. E anche se debitamente sequestrata dai Grigi, non ci mette poi molto a passare di bocca in bocca come una specie di perversa quanto orecchiabile filastrocca.

**Cerca cerca il Rosso Spettro Uno, due, tre, quattro: Fugge chi detien lo scettro Fugge chi non ha alcun estro.

Scenda pure giù il sipario Ora che nessun più canta, Or che vince l’Avversario Vince l’Arte che v’incanta.**

// Piccolo incentivo per mettere a frutto la mole di informazioni che avete raccolto e ricordarvi che il tempo non è mai infinito. A presto!

Ospite — 2021-01-10

Il piccolo gnomo sente la filastrocca mentre è al mercato cittadino. Chiede lumi tra chi la ripete. Quando viene messo al corrente degli ultimi aggiornamenti arriccia le labbra commentando.

Quindi ora anche lui. Dobbiamo fare più in fretta.

Si volta verso il grande omone che lo segue in silenzio.

Archie, torniamo a Villa Gnoma, dobbiamo avvisare Elioli.

Roccia.

Ospite — 2021-01-10

Viene a contatto con la filastrocca nel gironzolare per le compere pomeridiane, gli ultimi preparativi prima dell’apertura della propria attività. Un rallentare progressivo, al sentire simili parole, che la porteranno infine a muovere passo verso il Teatro per trovarlo chiuso. Ed infine saprà: il nome di *Henry *le tintinnerà nella mente con un moto di allarme, indicibile tristezza e frustrazione. Conferme che riceverà anche nel recarsi al Tempio della Triade, con timidezza, a chiedere se le voci siano vere e se davvero all’alba abbiano portato il corpo del biondo giovane che ha conosciuto personalmente. Alla conferma ricevuta, prenderà rispettosamente distanza, appoggiandosi alla parete esterna del Tempio e portando entrambe le mani contro il petto. Lentamente, contro le labbra ed il volto, a coprire quei tratti esotici che così raramente mostrano le emozioni che si agitano al di sotto, e che ora quasi la prendono di sopravvento.

“Troppi giorni sono passati e non hanno ancora preso la Maschera Bianca.” andrà a sussurrare tra sè e sè, inclinando indietro il capo per toccare la roccia con la nuca, guardando verso l’alto. “I Manti dovevano controllare … Oh, per le onde del Mare.” sussurra, passando i polpastrelli contro le labbra. Amarezza e delusione che si arrampicano sulla schiena. La giornata sarà interamente spenta, a questo punto. Ma al Tramonto, un mazzo di fiori bianchi troveranno il loro spazio contro le mura del Tempio o la lapide del giovane (in caso i funerali siano già avvenuti). Non ha lasciato Margaret senza fiori, non conoscendola neanche - non lascerà dunque neanche Henry senza un suo contributo ed un preghiera che condurrà silenziosa nel cortile del Tempio.