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Topic originale: Conyberry è caduta. — rivedi il testo, aggiungi wikilink/tag e imposta
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Le notizie sono giunte con più lentezza a causa della maggiore distanza ma nonostante ciò, anche a Neverwinter e dintorni, com’è stato per Thundertree, giungono voci dell’assalto delle forze Non Morte presso Conyberry. La città, nonostante sia stata strenuamente difesa da molti eroi, è caduta nelle mani dei succhiasangue. Enormi creature non morte composte da sangue e violenza si sono abbattute contro le linee di difesa, insieme a tutto ciò che di più orribile si possa immaginare. Ai maghi di Torremanto che hanno partecipato allo scontro però, è stato dato sufficiente tempo per creare un grande cerchio di Teletrasporto, amplificato dall’intervento magico di un noto spettro che ha partecipato alla schermaglia a favore dei difensori, per ergersi a difesa dell’insediamento. Grazie a questo si sono potute salvare molte vite. Ovviamente le notizie, giunte così tardive e da così lontano, non si sa quanto possano essere attendibili: è noto che da persona a persona la versione della “storia” cambi, gli elementi costanti però che sono ridondanti in ogni racconto comprendono i punti salienti dello scontro: l’evocazione di un enorme cane non morto, composto da cadaveri marcescenti e animato da furia distruttiva e l’intervento di tre eroi che lo hanno sconfitto dall’alto di un costone di roccia sollevato nell’aria della sera, l’identità di questi individui non è molto nota giacché più o meno tutti loro hanno fatto in modo di occultarsi o rendersi irriconoscibili tramite la magia, tuttavia i popolani e i sopravvissuti giurano d’aver visto un enorme bestia furiosa armata d’artigli e avvolta nella luce che, successivamente ad un essere interamente fatto di fuoco, si è schierata contro il comune nemico. È noto che, per il momento, tutti i sopravvissuti e i civili siano stati tratti in salvo nella zona nota come Phandalin. Inutile dire che la caduta di questi due avamposti, praticamente simultanea, abbia creato non poca paura nei cuori della gente comune: c’è chi comincia a dubitare ora, c’è chi comincia a perdere la fede.