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Topic originale: All’attenzione di Manti Stellati e Magister — rivedi il testo, aggiungi wikilink/tag e imposta
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Un messaggio viene consegnato all’indirizzo del Consiglio della torre, recante la firma della Praticus Exava.
Ho riposto la mia fiducia in Torremanto e ne ho rispettato le scelte anche quando queste non combaciavano con i miei desideri. Più di un secolo è passato prima che io decidessi, di nuovo, di mettere al servizio dell’interesse comune le mie attitudini e, perché no, anche i miei limiti. Sarò concisa, come ormai credo sia risaputo, e vi scrivo quest’oggi fra il rammaricato e l’infastidito nel prendere atto che c’è chi, forte della rappresentanza del braccio della Legge e che dovrebbe ritrarre un’emblema per la popolazione tutta, specie in un momento tanto delicato, non ha il benché minimo rispetto per gli sforzi che giornalmente Torremanto ed i suoi studenti sostengono per il bene comune di una città tanto fiorente quanto è Neverwinter. Non me lo aspetterei normalmente da nessuno, figurarsi da chi ha ormai raggiunto un livello di rappresentanza non indifferente all’interno del corpo dei Manti Grigi, rinomati alleati della Torre. Al fine di darvi un quadro completo di quanto accaduto andrò indietro nel tempo di qualche giorno, quattro esattamente:
Come suppongo sappiate, la mia dimora si trova al di fuori di Neverwinter, verso nord, non molto lontana dalle ultime fattorie che costellano i dintorni della città. E’ lì che ho deciso di rimanere nonostante questa nebbia, per il legame affettivo che ho con quella che all’apparenza altro non è che una semplice ed umile dimora in legno, ma non è questo il punto. Ebbene, quella sera di quattro giorni fa una voce è risuonata per quelle campagne, voce che ho poi scoperto appartenere al neo Tenente Ashram dei Manti Grigi. Il suo tentativo era quello di ravvivare gli animi di chi ha deciso di restare: un intento nobile, non c’è che dire. Se non che, di pari passo con il mio avvicinarmi, entrambi siamo stati testimoni di un attacco brutale ai danni di una povera donna perpetrato da uno degli orrori che errano con il favore di questa nebbia fuligginosa. La creatura in questione era un Fihyr nella sua versione superiore, un mostro temibile e grottesco la cui sola vista ha, a dispetto del bel discorso del Tenente per tenere alto il morale della popolazione, indotto lo stesso ad una fuga a perdifiato in cui ha persino lasciato cadere la propria arma e… beh, la donna vittima di quell’attacco ad un destino che sembrava inevitabile. Sono ovviamente intervenuta sin da subito ed eliminato la minaccia nel giro di qualche secondo. Ho cercato di stabilizzare le ferite della malcapitata e, dopo aver sistemato lei in spalla e recuperato anche l’arma del Tenente, sono andata a recuperare anche quest’ultimo e portato tutti in città, alle porte della caserma, al sicuro. Sotto la MIA sorveglianza, con la MIA protezione, tramite le MIE risorse. Risorse che non solo mi hanno permesso di stilare un accurato rapporto riguardo queste nuove creature e che ho fatto pervenire ai Manti Grigi a beneficio di tutto il corpo di guardia, ma grazie a cui ho anche creato una reggia di natura magica all’interno della quale sono riuscita a dare asilo alle diverse famiglie che, per una ragione o l’altra, avevano deciso a proprio rischio e pericolo di rimanere nelle proprie abitazioni al di fuori della sicurezza delle mura. E quella sicurezza gliel’ho offerta io, con aria pulita, cibo ed acqua a volontà, e la certezza che niente e nessuno di malintenzionato varcherà mai quella soglia invisibile. Non per compassione, non per pietà: le esperienze e gli anni trascorsi mi hanno spogliato di simili sentimenti, ciononostante comprendo bene cosa sia la fedeltà. Fedeltà che ho riposto in Torremanto, per conto di cui agisco. Ma ho scoperto in seguito quanto sprecate siano alcune perle per dei porci che non sanno apprezzarle, quando sono andata in caserma un giorno fa per riconsegnare la spada al suo legittimo proprietario. Un vago ringraziamento per aver risolto la situazione e per aver salvato quella donna è stato solamente il preludio di quanto accaduto dopo, contrassegnato da una certa urgenza da parte del Tenente di voltare pagina e dimenticarsi dello spiacevole evento, di come sia fuggito a gambe levate ed abbia lasciato un’innocente al suo destino. Le mie intenzioni erano quelle di restituire l’arma, certo, ma anche mettere in guardia Ashram dai suoi stessi errori, affinché non si ripetessero in futuro. Chiaramente il mio tentativo si è rivelato fallimentare, quando ho dovuto fare i conti con l’ingratitudine e la cocciutaggine che lo contraddistinguono. A quanto pare, dall’alto della somma conoscenza di cui dispone ne sono certa, per il Tenente il mondo è fatto di muri, muri che devono essere sorvegliati da uomini armati di spade e lance. Non da me, non da quelli della mia “risma”, per citarlo testualmente, ed a quanto pare egli reputa avere responsabilità che io non potrei mai neppure intuire. Sostiene io abbia sbagliato nel mio intento, poiché il mio sdegno è solo frutto di un lusso che posso permettermi in quanto non esposta al pericolo tanto quanto lui. Non contento, ha insinuato che concetti come onore, codice e fedeltà siano, per me, “barzellette da taverna” e che non ha né tempo né voglia di spiegare sé stesso ad una “donna che passa la sua vita a dormire sotto la coperta di quella liberta che IO gli fornisco, e poi contesta IL MODO in cui io gliela fornisco! Preferirei che diceste “vi ringrazio”, mi consegnaste quell’arma e ve ne andaste per la vostra strada” - di nuovo cito testualmente. Mi ha incalzata dicendo che sono esattamente come tutti gli altri all’interno di “quella torre”, e che noi tutti ci ergiamo altezzosamente al di sopra del nostro prossimo perché forti di poter cambiare il mondo con uno schiocco di dita. Insinua che non conosciamo la fatica, noi, perché il massimo che dobbiamo fare è leggere “tomi polverosi” e che senza le nostre stregonerie non siamo nulla. Parlando sul personale, si è riferito a me come una donna che si addentra nei meandri dell’arcano e di Torremanto solo per carpirne i segreti per mero tornaconto personale e che, senza la mia magia, di me non rimarrebbe altro che una “vegliarda elfa in preda allo sconforto”.
Tutto questo è stato partorito dalla mente, chiaramente limitata, di un Tenente dei Manti Grigi. Mi ha offesa ripetutamente, ma non è questo il problema: ha offeso la torre tutta ed i suoi affiliati, nonché un’istituzione ufficiale che investe tempo e risorse per garantire, di comune accordo con il corpo di cui egli fa parte, la sicurezza della popolazione. Vorrei ribadire un concetto: ho giurato fedeltà a Torremanto e con essa ai suoi scopi. E, posso assicurarvi, è l’unico motivo per cui il Tenente in questione è ancora in grado di reggersi sulle sue stesse gambe.
Lascio a voi ogni eventuale giudizio, perché in voi ripongo la mia fiducia. Possa la conoscenza guidarvi sempre, anche nell’ora più buia.
Con rammarico e sdegno, Praticus Exava.
Un timbro in ceralacca chiude la pergamena, recante al di sopra il simbolo dell’anello da Praticus della Solare.
Risposte
Derrimor — 2021-01-19
NOTA OFF: il consiglio è composto solo dagli stellati+arcanista supremo. Dal tuo titolo però immagino che fosse rivolta pure ai magister.
La risposta di Alexander arriva con un incantesimo a tutti i destinatari della missiva di Exava, ma non a lei.
In una situazione simile certe questioni creano solo disagio. Visto che non è la prima volta che la Torre si trova in questioni con l’ora tenente Svartjarn, mi sono occupato io stesso della questione. Ho appena avuto a colloquio la tenente Kaalia, non avrebbe avuto senso disturbare un capitano o il generale per un episodio simile così come non avrebbe senso avvertire Aastinus (altra nota OFF: vista la situazione Aastinus non ha ricevuto la missiva e non riceverà il messaggio da Alexander).
Come immaginavo la tenente ha cercato di ammorbidire la questione e di dividere le colpe tra la Practicus e il tenente in questione. Ho cercato di spiegarle inizialmente in maniera colloquiale e amichevole poi in maniera leggermente più decisa le differenze che ci sono sia a livello politico che strutturale tra i manti grigi e Torremanto, così come ho cercato di riportarle le lamentele di alcuni membri circa il fatto che gli arcanisti della torre sono stati trattati talvolta come sottoposti dei soldati.
Invero mi ritengo soddisfatto delle parole scambiate con la tenente e spero che possano essere la base per un rinsaldarsi del rapporto che intercorre tra noi e i manti Grigi. Un rapporto che è già ben saldo con i capitani e con il Generale Garavon, ma che deve rinforzarsi anche con i gradi inferiori, soprattutto quelli della Milizia Cittadina che sono a più stretto contatto con la maggioranza dei cittadini di Neverwinter.
Per questo chiedo soprattutto ai magister di sottolineare costantemente, sia nelle loro lezioni circa la politica cittadina, sia nei loro colloqui privati con Sodalis e Practicus, di sottolineare l’importanza della diplomazia e del rapporto con le istituzioni cittadine, senza però dimenticare che Torremanto non è sotto le dirette dipendenze del Lord, ma un alleato e uno scudo dalla Casatorre, proprio come ho ricordato alla tenente. La differenza è sottile, ma importante. Tutto questo senza dimenticare che il nostro obiettivo principale è il bene comune attraverso la difesa del labile equilibrio che sorregge la trama dopo la seconda morte della Signora dei Misteri e l’ascesa a questo compito di Mezzanotte, colei che sorregge la Magia.
Che la vostra mente sia sempre salda e la vostra arguzia guizzante.
Ad Exava arriverà invece una risposta scritta:
Cara Exava, ho risolto la situazione come meglio potevo. Spero che avrete ancora modo di confrontarvi coi grigi e anzi vi chiederò io stesso di partecipare ancora a missioni incrociate con la milizia. Sappiate che concordo con voi su molte questioni e spero di potervi parlare presto in prima persona, magari insieme alla vostra magister, Iell.
Mi spiace per l’incresciosa situazione in cui vi siete trovata, ma mi permetto di darvi un consiglio, poichè nonostante i molti anni che separano le nostre esperienze, credo di aver calcato i salotti della politica più di voi: non pensate di poter trattare con un roc come si fa con un drago; il loro potere si eguaglia dal punto di vista fisico, ma tra i due c’è una netta differenza. Non prendete il mio come disprezzo degli uomini d’arme, sarei ipocrita. Vi invito solo ad usare il vostro intelletto per adattarvi alle situazioni.
Talvolta è meglio tenere i consigli per sè o formularli in maniera differente.