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Topic originale: Abram Reed — rivedi il testo, aggiungi wikilink/tag e imposta
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Nome:
Data di arruolamento:
- 30 Giorno, Seconda Decade di Uktar, Anno dell’ Onda (1365 CV)
Grado:
- Soldato
Equipaggiamento personale:
-
Orecchini del Cercatore +3
-
Tatuaggio della Mente +2
-
Amuleto delle lacrime di Laeral Minore
-
Borsa dei componenti per incantesimi
-
Guanti dell’Arcanista
-
Abito Maschile
-
Anello di scudo
-
Cintura delle Pozioni e delle Pergamene
-
Lente dell’individuazione
-
Cavigliera della traslocazione
-
Arnesi da scasso perfetti
-
4 Componenti Materiale per Incantesimo Grandinata di Pietre
-
Cuspide Ossea del Cimitero
-
2 Fuochi dell’alchimista
-
Lanterna a lente sporgente
-
Lente di Ingradimento
-
Diario personale
-
Libro degli incantesimi
-
Licenza di magia
-
Pennino e Inchiostro
-
Pergamena Arcana Arma Magica
-
Pergamena Arcana Caduta Morbida
-
Pergamena Arcana Camuffare se stessi
-
Pergamena Arcana Comprensione Linguaggi
-
2 Pergamene Arcane Dardo Incantato
-
Pergamena Arcana Disco fluttuante di Tenser
-
2 Pergamene Arcane Individuazione Non morti
-
Pergamena Arcana Individuazione delle porte segrete
-
2 Pergamene Arcane Ingrandire persone
-
2 Pergamene Arcane Localizza Oggetto
-
Pergamena Arcana Mani Brucianti (liv. inc. 5°)
-
Pergamena Arcana Protezione dal Male
-
Pergamena Arcana Servitore inosservato
-
3 Pergamene Arcane Unto
-
2 Pozioni Cura Ferite Leggere
-
Pozione Cura ferite Moderate
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Ampolla di Acqua Santa
-
Olio per benedire l’arma
-
Mantello
-
25 Pergamene vuote
-
Tenda
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Trucchi per il camuffamento
-
Spilla della Persuasione
-
Stocco perfetto in Ferro Freddo
Cavalcatura: Lucius: Cavallo da guerra leggero, Indossa una sella Militare
Famiglio: Arnold: Corvo
Equipaggiamento in dotazione:
- Manto Grigio
- Manganello Perfetto
- Manette Perfette
- Pietra del tuono
Risposte
Ospite — 2020-04-04
Quinto giorno, 1° Decade, Tarasakh “L’Artiglio delle Tempeste”, 1365 CV Anno della Spada
Ieri notte ero tornato dalla ronda cittadina nella mia locanda, il Serpente Scintillante. Proprio quando stavo cenando si avvicinò un’uomo al bancone e subito notai che il suo stato di salute non era a piene forze. Il passo era lento e pesante, i suoi piedi strusciavano a terra e i movimenti quasi si irrigidivano quando cercava di fare più di quello che il corpo gli consentiva. Mi avvicinai per chiedere se stava bene e mi confidò dell’accaduto: Era sulle rive del fiume verso Cornybery insieme ad un goliath, dove vennero attaccati da quelli che l’uomo descrisse come due grossi cani armati di mazza. Il mio umile parere mi suggerisce che probabilmente siano Bugbear o Hobgoblin, comunque sia, goblinoidi. Se non fosse stato per il goliath, a quest’ora l’uomo probabilmente sarebbe morto. Attualmente con se porta diversi lividi che ricordano ancora lo scontro. Altri dettagli relativi all’accaduto non ho desiderato che mi venissero rivelati, perchè il mio ruolo di recluta non mi permette ancora questa libertà. Sono comunque riuscito a convincere l’uomo ad essere interrogato in caserma così che i miei superiori possano prendere atto personalmente dell’accaduto.
L’uomo ha rivelato solo il suo nome, Gael. Un’uomo non raggiunge i trent’anni, è alto circa 1.80 cm, occhi azzurri e i capelli biondi. Una sottile cicatrice ne attraversa la guancia dall’orecchio sinistro al labbro superiore sinistro. Porta una folta barba bionda.
Il cognome, visto che era solo un dialogo tra uomini stanchi, non mi è stato rivelato, ma spero che la descrizione da me depositata possa bastare per cercarlo nel caso ci fosse l’occasione.
Recluta Abram Reed
Ospite — 2020-05-01
Decimo giorno, 3^ Decade ,Tarasakh “L’Artiglio delle Tempeste”, 1365 CV Anno della Spada
Sotto ordine del Sergente Ashram, insieme ai miei colleghi Soldato Rolder, Soldato Chione Nakia e la recluta Thorin Castebus, ci siamo diretti in una zona remota del cimitero di Neverwinter per ispezionarlo e controllare se il luogo nascondeva qualcosa di sinistro nell’oscurità. Giunti in tarda ora, in silenzio ci siamo diretti in formazione quello che sembrava un luogo abbandonato ormai da tempo. La zona completamente in assenza di fonti di luce e la presenza di fiori appassiti ne è stata la prova appena giusti. Il luogo che ha attirato la nostra attenzione è un piccolo cortile che ospita alcuni defunti e un’antica cripta. Il cancello metallico del complesso era aperto e il lucchetto che doveva tenerlo chiuso era invece sgangherato e fuori uso. A tal proposito di potrebbe pensare a una violazione del suddetto luogo senza il permesso dei custodi. Entrando nel piccolo cortile, il mio udito percepì la presenza di diversi rumori sinistri in diversi punti dove le lapidi dei defunti erano schierate. Mentre il resto del gruppo confermò la mia percezione, la recluta Castebus riuscì a percepire un’entità malvagia proveniente dalla cripta. Poco dopo, infatti, una figura vagamente umanoide uscì aprendo la pesante porta di metallo della cripta e si avvicinò al gruppo. Subito dopo, i rumori che prima avevamo percepito si fecero più forti e in una manciata di secondi, sia io che il Sergente Ashram venimmo attaccati e circondati da uno sciame di topi scheletrici. Grazie all’aiuto del Sergente, siamo riusciti a liberarci di questa disgustosa piaga. Nel frattempo, la figura maligna si avvicinò e il soldato Kania gli balzò contro. Sfortunatamente per lui, quell’entità era più veloce di qualsiasi altra cosa abbia mai visto e con l’ausilio di una lunga lingua riuscì a paralizzare il soldato. Io stesso cercai di dare supporto al resto del gruppo, usando una pergamena contenente un dardo incantato che riuscì a danneggiare a malapena quell’essere. A seguire, il soldato Rolder e la recluta Castebus si sono lanciati in soccorso del compagno incapacitato di reagire. Grazie all’utilizzo di una pergamena preparata in previsione della missione, ho resto il Sergente Ashram più forte, aumentando anche le sue dimensioni. In pochissimi secondi l’intero gruppo riuscì a neutralizzare quel nemico tanto resistente quanto spietato. Avvicinandomi potei osservare da più vicino l’essere e non ci volle molto a capire che era un cadavere, quasi scheletrico, con la gabbia toracica piena di viscere violacee. La lingua della creatura era lunga, cartilaginea e dentellata e pareva essere un tutt’uno con l’intera massa viscida violacea all’interno della cassa toracica. Sotto consiglio del soldato Chione e sotto l’ordine del Sergente Ashram decidemmo di allontanarci per avvisare i chierici che si occupano del cimitero di sanificare la zona. All’uscita dai cancelli del cortile, incontrammo Leon Cormaskyr, Custode del Sepolcro che può testimoniare sulla presenza del mostro e della nostra missione portata a buon fine.
Rapporto 2°, Recluta Abram Reed
Ospite — 2020-05-02
Prendo atto di queste parole con una certa preoccupazione, nonostante per buona parte il cimitero sia santificato ci sono zone che talvolta sono sprovviste di adeguate protezioni. Sicuramente il Custode del Sepolcro potrà aiutarci in merito. Mi congratulo invece con la vostra pattuglia, davvero un buon lavoro e il vostro operato recluta Reed non è passato inosservato, potrete ritirare il vostro nuovo manto quanto prima.
Ser Quentin Seever, Capitano dei Manti Grigi
Ospite — 2020-07-31
Giorno di Festa, 3^ Decade, Flamerule “Marea d’estate”, 1365 CV Anno della Spada
Dopo aver richiesto la presenza delle famiglie delle giovani scomparse in caserma,
Il sottoscritto, insieme al Soldato Chione Nakia e la Recluta Euge Luinil, abbiamo dedicato gli ultimi tre giorni ad interrogare le famiglie delle giovani scomparse nelle ultime decadi. Le famiglie sono state avvisate tramite una missiva che richiedeva la loro presenza in caserma portando con loro un oggetto che fosse appartenuto alle figlie.
Sottolineo che l’aiuto del Soldato Chione Nakia e della Recluta Euge Luinil sono stati di grande rilievo e importanza durante l’interrogatorio. In seguito, andrò a fare rapporto su dove abitano le ragazze con le loro famiglie e che lavoro fanno o facevano:
• Olympia Jones di età 15 ⇒ Campagne di Neverwinter ⇒ Assistente guaritrice ⇒ Scomparsa il 1° di Flamerule
• Clarice Briggs di età 17 ⇒ Campagne di Neverwinter ⇒ Assistente erborista⇒ Scomparsa il 1° di Flamerule
• Ginevra Woods di età 19 ⇒ Nido Della fenice -⇒ Assistente di un sarto⇒ Scomparsa il 2° di Flamerule
• Fenella Fraser di età 16 ⇒ Campagne di Neverwinter ⇒ Assisteva i genitori nella vendita di sali da bagno ⇒ Scomparsa il 2° di Flamerule
• Adalind Brimstone di età 16 ⇒ Campagne di Neverwinter ⇒ Assistente mercante di benvande ⇒ Scomparsa il 3° di Flamerule
• Margot Frangialba di età 21 ⇒ Nido Della fenice ⇒ Cameriera Torre Abbattuta ⇒ Scomparsa il 3° di Flamerule
• Prue Pennsworthy di età 19 ⇒ Nido Della fenice ⇒ Pasticcera al mercato di NW ⇒ Scomparsa il 4° di Flamerule
• Enid Carlsdottir di età 18 ⇒ Campagne di Neverwinter ⇒ Vendeva saponi ⇒ Scomparsa il 4° di Flamerule
• Irma Moliere di età 20 ⇒ Nido Della fenice -⇒ Cameriera Tavola Spoglia ⇒ Scomparsa il 5° di Flamerule
• Marla Bjornsdottir di età 15 ⇒ Campagne di Neverwinter ⇒ Assisteva il padre nella vendita di miele. ⇒ Scomparsa il 5° di Flamerule
Nonostante abbia cercato di estrapolare una descrizione fisica delle figlie più precisa, i parenti non sono stati in grado di aiutarci ulteriormente. Siamo riusciti a comprendere che una delle cose che hanno in comune queste ragazze è che sono piuttosto avvenenti. Il carattere di esse è associabile alla normalità delle persone: chi riservata, chi gentile, chi affabile, chi diffidente. Chiesi che rapporto avevano con le autorità e ovviamente il senso di “ribellione” è quello prevedibile per le ragazze della loro età ed in quanto popolane avevano un rapporto rispettoso ed un poco timoroso dell’autorità costituita che, a quanto personalmente sò, è un po’ il rapporto generale dei civili con l’ordine costituito. I genitori si aspettavano che a fine giornata di lavoro facessero ritorno a casa o alla postazione di lavoro.
Una cosa che non ha costituito un particolare allarme per i genitori ma che a me e ai miei colleghi è sembrato fondamentale è che tutte l’ultima volta che sono state viste erano vestite in maniera più curata rispetto al solito e si sono allontanate, chi per una ragione, chi per un’altra per effettuare consegne ad eventuali clienti o per andare a lavorare. Ad un controllo successivo gli stessi genitori/datori di lavoro hanno riscontrato che non esisteva nessun cliente a cui dover fare le consegne che le ragazze avevano riferito.
Il padre di Fenella Fraser, un po’ in là con gli anni e dall’aria di uno che “ci vede lungo”, dice che la figlia aveva avuto un mutamento di comportamento quasi repentino, da un giorno all’altro. Lì per lì non ci aveva dato peso associando il mutamento di carattere della figlia, la quale non sembrava curarsi troppo dell’aspetto fisico, ad una cotta o alla fase adolescenziale.
Interrogando i congiunti delle famiglie e perquisendo le case sappiamo dalle sorelle o amiche più strette che tutte le ragazze avevano preso una cotta per un ragazzo. Vengono fornite 5 descrizioni in totale:
- Una per il ragazzo di Olympia e Clarice
- Una per il ragazzo di Ginevra e Fenella
- Una per il ragazzo di Adalind e Margot
- Una per il ragazzo di Prue ed Enide
- Una per il ragazzo di Irma e Marla.
Non siamo riusciti a scoprire il nome dei loro innamorati dato che nessuna delle ragazze lo hanno rivelato alle amiche o conoscenti.
Quello di cui siamo certi è che le ragazze non sono collegato l’una all’altra.
Chiedo il permesso di organizzare eventuali squadre, in accordo con l’amministrazione del Sergente Ashram e della Tenente Kaalia, allo scopo di raccogliere ulteriori informazioni sui luoghi dove lavorano le ragazze.
Rapporto 3°, Soldato Abram Reed
Ospite — 2020-09-11
Primo giorno, 2° decade, Elient “La dissolvenza” 1365 C.V. Anno della spada
Rilascio qui il rapporto riguardante l’aggressione di Lord Alphonse Seiscudi, Quarto nel suo nome, avvenuta all’interno della sua abitazione la scorsa notte da una creatura mostruosa e pericolosa che andrò a descrivere con cura nelle prossime righe. Lord Alphonse Seiscudi non ha riportato fortunatamente nessun danno alla propria persona, al contrario della sua abitazione che vede la propria stanza dove teneva gioielli di valore completamente messa a soqquadro. L’abitazione di Lord Alphonse Seiscudi è situata nel quartiere nobiliare di Lagonero, non troppo distante dalla Banca della città.
Durante la mia ronda ero solo e fu lo stesso Alphonse Seiscudi a venirmi incontro spaventato. Mi portò nella sua abitazione e una volta entrato riuscì a vedere la bestia che ha causato tanta paura e preoccupazione nell’uomo. Un pipistrello mostruoso delle dimensioni di un cane di taglia grande stava stringendo nei propri artigli una nera tiara. Prima di attaccarlo, cercai di percepire le sue proprietà magiche, se esistenti, e punti di forza e deboli. Le mie divinazioni hanno percepito una certa resistenza contro l’elemento del fuoco, ma una strana interferenza magica mi impedì di scavare più a fondo. Appena mi vide, tentò di volare via dalla finestra lasciata in precedenza aperta da Lord Alphonse Seiscudi, ma mi lanciai contrapponendomi tra la creatura e la finestra, ingrandendo la mia persona grazie alla trama. Riuscì a difendermi e a non incorrere ad alcun danno contro quella creatura, ma nonostante i miei sforzi il pipistrello mostruoso riuscì a trovare una via di fuga passandomi sotto il braccio destro. Riuscì solo a ferirlo con il mio stocco prima di vederlo allontanare volando via dal quartiere nobiliare.
La mattina seguente, Lord Alphonse Seiscudi ha rilasciato la denuncia di furto della sua tiara e lui stesso mi confermò che nient’altro è stato trafugato quella notte. La Tiara di Re Kordus, Alphonse Seiscudi, Quarto del Suo Nome, ha un valore affettivo smisurato in quanto presa ad un Diavolo della Fossa sconfitto dal suo antenato Kirtan Seiscudi circa cinque secoli prima. Anche se il simbolo della casata è uno scudo con cinque scudi più piccoli al suo interno, la tiara è praticamente il simbolo della sua famiglia, entrata nella nobiltà Neveriana grazie ad essa ed alla sua storia. Il valore monetario della tiara, al contrario di quello affettivo, è risibile ed un oggetto di buona fattura.
L’ingresso della creatura nell’abitazione di Lord Alphonse Seiscudi non è avvenuto per irruzione o scasso. Semplicemente dichiara di tenere la finestra aperta d’estate perchè troppo caldo.
Nonostante non sia riuscito a riprendere possesso della tiara, mi impegnerò per trovare colui il quale ha dato l’ordine di rubarla. Le mie conoscenze sulla natura e sugli animali non mi hanno permesso di identificare quella creatura con correttezza, ma posso solo dire che il suo sguardo e la velocità che ha studiato per fuggire da me è sintomo di un intelligenza no comune ad un semplice animale.
Se mi fosse concesso, continuerei le mie ricerche per studiare meglio la storia della famiglia di Lord Alphonse Seiscudi, cercando nella nostra biblioteca al tempio di Oghma e facendomi aiutare da esperti nel capo della storia della città e delle casate di Neverwinter.
Rapporto 4°, Soldato Abram Reed
Ospite — 2020-09-27
Settimo giorno, 3^ Decade, Eleint “La Dissolvenza”, 1365 CV Anno della Spada
In seguito a nuove informazioni, mi appresto a proseguire gli aggiornamenti delle indagini legate al furto di una Tiara nel quartiere nobiliare nella residenza di Lord Alphonse Seiscudi. Avvertirò in anticipo che queste ricerche sono state approfondite conoscendo la storia e le origini di tale oggetto e le rivelazioni sono più gravi di quelle che si poteva immaginare.
[u]Le origini della Tiara di Re Korus[i][/u]
Re Kordus era un potete diavolo al servizio di Dispater che peccò di arroganza e venne distrutto dall’Arcidiavolo in persona. La sua Tiara venne recuperata da un Diavolo della Fossa al servizio di Re Kordus per onorarne la memoria e di essa non si seppe più nulla per molti anni. Circa cinque secoli fa Kirtan Seiscudi sconfisse questo Baatezu, facendo propria la Tiara come trofeo: duecento anni fa, grazie a ciò, la sua famiglia guadagnò l’approvazione necessaria per entrare nei ranghi nobiliari. Però qualcosa mi fà insospettire riguardo a questa faccenda. I Diavoli della fossa sono conosciuti da chi studia i piani esterni ed extraplanari per essere degli esseri di grande potere diabolico e di rango maggiormente elevato tra gli esterni di Baator. Non sono un gran numero e si rigenerano ogni novantanove anni negli Inferi. Se andiamo a cercare nell’epica questa battaglia non è stata né narrata, né trasposta in una ballata: di Kirtan Seiscudi si conosce il nome, ma non figura il nome di alcun compagno di ventura. Come è possibile che un’uomo, da solo, sia riuscito a respingere tale minaccia e che questo non abbia continuato a compiere altre imprese? Esistono solamente prove documentate della sua esistenza e della sua straordinaria impresa. Ad oggi, come noi abbiamo già scoperto, i Seiscudi sono disprezzati e malvisti tra i nobili in città. Sono accusati di pigrizia, incapacità, crogiolandosi sui fasti passati e oggi neppure danno fondo alla richiesta di soldati per le truppe delle Abili Mani come invece capita a giovani rampolli o al Clero della Triade. Si vocifera anche, tra i pettegolezzi che Alphonse Seiscudi ha inoltre sposato una contadina macchiando il sangue nobile ed i loro figli sono dei veri buoni a nulla. Tutto ciò, nonostante abbia compromesso la loro reputazione tra i nobili, non ha comunque messo in discussione il titolo della loro casata.
La creatura che ha rubato la Tiara
Come già descritto nel precedente rapporto assomiglia a un pipistrello mostruoso, ma visto le mie conoscenze in materia, posso affermare che non può essere stato un pipistrello crudele. Al contrario, importanti fonti rinvenute dalle Sodalis Lenore e Ehllia, mi hanno confermato che la creatura potrebbe essere un Quasit, un demone alato che è stato evocato sul nostro piano allo scopo appunto per rubare la Tiara. Questi incantesimi di evocazione hanno un limite perchè questo abominio possa permanere sul nostro piano, ma nonostante questo limite, oramai c’è già il rischio che la Tiara sia già lontana se non su un’altro piano.
Vorrei anche aggiungere che questi avvenimenti sono avvenuti probabilmente al susseguirsi di strani eventi che riguardano me, Abram Reed e la Sodalis Ehllia Dirieton. La nostra natura di divinatori ci ha permesso di entrare in un contatto con i nostri sogni e da questo strano evento siamo riusciti a confrontarci e a confermare che sono realmente collegati. In un certo senso, se interpretati con esattezza e largo anticipo, potevamo prevedere questo furto e quello di un’altro artefatto legato ai sogni della Sodalis Ehllia Dirieton. Anche se il mio compito nel proteggere la Tiara di Re Korus è fallito, Torremanto e la Magister sono riusciti a proteggere in gran segreto il secondo artefatto, impedendo così che si potesse compiere un’altro grave furto.
Vista la gravità della situazione, credo che l’unico modo per tornare ad avere un vantaggio su eventuali demonologi o diabolisti che potrebbero chiedere un’ulteriore scambio tra il secondo artefatto e la Tiara sia quello di continuare a cercarla. Chiedo quindi un permesso ufficiale per poter entrare nella magione di Lord Alphonse Seiscudi una terza volta, stavolta con l’intento di rivelargli tutta la sua storia e convincerlo che se la Tiara fosse ancora nelle sue mani, sarebbe più sicura se protetta da incantatori e magie potenti come quelle di Torremanto. Pertanto, chiederei il permesso di essere accompagnato non da un’altro Manto Grigio, che potrebbe insospettire le mie intenzioni e trovare opposizioni piuttosto che collaborazione, ma della presenza della Sodalis Lenore, la quale mi aiuterà a percepire con maggior efficienza e aiuto magico le intenzioni e i pensieri di Lord Alphonse.
Attendo eventuali ordini ed il permesso di agire il prima possibile.
Rapporto 5°, Soldato Abram Reed
Ospite — 2020-09-30
Decimo giorno, 3^ decade, Eleint “La Dissolvenza” 1365 CV Anno della Spada
Rilascio il seguito dei rapporti precedenti riguardanti la scomparsa delle giovani ragazze di Neverwinter e Port Last. Le indagini che hanno coinvolto ogni singolo Manto Grigio, Sergente e Tenente della cittadella ci hanno portato a stringere le soluzioni e siamo venuti a scoprire che le ultime giovani erano nascoste sotto il cimitero della nostra città, precisamente nelle catacombe.
Una volta diretto al cimitero insieme al resto dei Manti Grigi, la Tenente Kaalia ci ordinò di scendere nelle catacombe e ritornai a fronteggiare la missione insieme al Soldato Nakia Chione e la Recluta Euge Luinil. Prima di entrare nelle catacombe, parlammo con lo spirito che proteggeva le cripte e dopo aver dato la parola che avremmo rispettato i suoi averi e la sacralità del luogo, siamo scesi nell’oscuro corridoio che scendeva in profondità.
Seguì i passi della Tenente Kaalia, ma ci dividemmo subito dopo aver sceso delle scale. Le catacombe del cimitero di Neverwinter presentano molti corridoi e statue con ricchi richiami a diverse fedi e simboli sacri. Dopo meno di un’ora abbiamo trovato all’inizio di un corridoio, una piccola piazzola dove erano posizionate trappole primitive già riconosciute in passato come artigianato dei coboldi. Riuscì a sventarne la maggior parte ed insieme al mio gruppo abbiamo proseguito senza aver riportato danni. Il corridoio portò in una stanza esagonale con delle statue marmo di ottima fattura posizionate agli angoli della medesima stanza. Dal lato opposto dove siamo entrati, era presente un’enorme portone, sigillato da sei altrettanti giganti pilastri. Mi avvicinai per studiarne meglio la fattezza e quando mi trovai a circa un metro da esso, percepì che la magia in me era come prosciugata e anche i miei oggetti incantati sembravano non presentare nessuna proprietà magica fino a che rimanevo all’interno di quel raggio. Mentre ero davanti al portone riuscì anche a trovare delle tracce di circa cinque coboldi, le quali confermavano la loro presenza in quel luogo.
Tornando al centro della stanza, ogni statua presentava scritto un enigma e dopo poco scoprimmo che se veniva inserita la risposta esatta, il portone si sarebbe aperto. Alcuni nostri errori a rispondere agli enigmi fecero scattare diverse trappole inserite senz’altro non dai coboldi come in precedenza ma da chi ha costruito la catacomba. Riuscimmo nonostante tutto a risolverli tutti e a spalancare il portone. Una volta entrati, trovammo un’enorme sala con in fondo ad essa un trono molto antico. Fu lì che inizialmente trovammo i cadaveri di diversi coboldi sparsi per la stanza. Dopo poco, uno spettro ci attaccò e parve far tornare in vita i corpi morenti dei coboldi. Lo scontro durò poco, grazie all’aiuto della luce di Osiride del Soldato Chione, i coboldi non morti scapparono accecati da quella sacra luce e lo spettro li seguì non molto dopo.
Dopo aver liberato la stanza, da un punto in alto dove si trovava una corda, cadde un feretro di cristallo. Dopo qualche secondo, il feretro si ruppe e ne fuoriuscì una delle giovani, Irma Moliere, svenuta.
La missione si concluse tornando indietro ripercorrendo la strada evitando le trappole già scoperte e portando in salvo la giovane Irma Moliere.
6° Rapporto, Soldato Abram Reed
Ospite — 2020-10-15
[quote=“Abram Reed”]Settimo giorno, 3^ Decade, Eleint “La Dissolvenza”, 1365 CV Anno della Spada
In seguito a nuove informazioni, mi appresto a proseguire gli aggiornamenti delle indagini legate al furto di una Tiara nel quartiere nobiliare nella residenza di Lord Alphonse Seiscudi. Avvertirò in anticipo che queste ricerche sono state approfondite conoscendo la storia e le origini di tale oggetto e le rivelazioni sono più gravi di quelle che si poteva immaginare.
[u]Le origini della Tiara di Re Korus[i][/u]
Re Kordus era un potete diavolo al servizio di Dispater che peccò di arroganza e venne distrutto dall’Arcidiavolo in persona. La sua Tiara venne recuperata da un Diavolo della Fossa al servizio di Re Kordus per onorarne la memoria e di essa non si seppe più nulla per molti anni. Circa cinque secoli fa Kirtan Seiscudi sconfisse questo Baatezu, facendo propria la Tiara come trofeo: duecento anni fa, grazie a ciò, la sua famiglia guadagnò l’approvazione necessaria per entrare nei ranghi nobiliari. Però qualcosa mi fà insospettire riguardo a questa faccenda. I Diavoli della fossa sono conosciuti da chi studia i piani esterni ed extraplanari per essere degli esseri di grande potere diabolico e di rango maggiormente elevato tra gli esterni di Baator. Non sono un gran numero e si rigenerano ogni novantanove anni negli Inferi. Se andiamo a cercare nell’epica questa battaglia non è stata né narrata, né trasposta in una ballata: di Kirtan Seiscudi si conosce il nome, ma non figura il nome di alcun compagno di ventura. Come è possibile che un’uomo, da solo, sia riuscito a respingere tale minaccia e che questo non abbia continuato a compiere altre imprese? Esistono solamente prove documentate della sua esistenza e della sua straordinaria impresa. Ad oggi, come noi abbiamo già scoperto, i Seiscudi sono disprezzati e malvisti tra i nobili in città. Sono accusati di pigrizia, incapacità, crogiolandosi sui fasti passati e oggi neppure danno fondo alla richiesta di soldati per le truppe delle Abili Mani come invece capita a giovani rampolli o al Clero della Triade. Si vocifera anche, tra i pettegolezzi che Alphonse Seiscudi ha inoltre sposato una contadina macchiando il sangue nobile ed i loro figli sono dei veri buoni a nulla. Tutto ciò, nonostante abbia compromesso la loro reputazione tra i nobili, non ha comunque messo in discussione il titolo della loro casata.
La creatura che ha rubato la Tiara
Come già descritto nel precedente rapporto assomiglia a un pipistrello mostruoso, ma visto le mie conoscenze in materia, posso affermare che non può essere stato un pipistrello crudele. Al contrario, importanti fonti rinvenute dalle Sodalis Lenore e Ehllia, mi hanno confermato che la creatura potrebbe essere un Quasit, un demone alato che è stato evocato sul nostro piano allo scopo appunto per rubare la Tiara. Questi incantesimi di evocazione hanno un limite perchè questo abominio possa permanere sul nostro piano, ma nonostante questo limite, oramai c’è già il rischio che la Tiara sia già lontana se non su un’altro piano.
Vorrei anche aggiungere che questi avvenimenti sono avvenuti probabilmente al susseguirsi di strani eventi che riguardano me, Abram Reed e la Sodalis Ehllia Dirieton. La nostra natura di divinatori ci ha permesso di entrare in un contatto con i nostri sogni e da questo strano evento siamo riusciti a confrontarci e a confermare che sono realmente collegati. In un certo senso, se interpretati con esattezza e largo anticipo, potevamo prevedere questo furto e quello di un’altro artefatto legato ai sogni della Sodalis Ehllia Dirieton. Anche se il mio compito nel proteggere la Tiara di Re Korus è fallito, Torremanto e la Magister sono riusciti a proteggere in gran segreto il secondo artefatto, impedendo così che si potesse compiere un’altro grave furto.
Vista la gravità della situazione, credo che l’unico modo per tornare ad avere un vantaggio su eventuali demonologi o diabolisti che potrebbero chiedere un’ulteriore scambio tra il secondo artefatto e la Tiara sia quello di continuare a cercarla. Chiedo quindi un permesso ufficiale per poter entrare nella magione di Lord Alphonse Seiscudi una terza volta, stavolta con l’intento di rivelargli tutta la sua storia e convincerlo che se la Tiara fosse ancora nelle sue mani, sarebbe più sicura se protetta da incantatori e magie potenti come quelle di Torremanto. Pertanto, chiederei il permesso di essere accompagnato non da un’altro Manto Grigio, che potrebbe insospettire le mie intenzioni e trovare opposizioni piuttosto che collaborazione, ma della presenza della Sodalis Lenore, la quale mi aiuterà a percepire con maggior efficienza e aiuto magico le intenzioni e i pensieri di Lord Alphonse.
Attendo eventuali ordini ed il permesso di agire il prima possibile.
Rapporto 5°, Soldato Abram Reed[/quote
Quinto giorno, 2^ decade, Marphenot “Foglie Cadute” 1365 C.V. Anno della Spada
In seguito alla terza visita alla magione di Alphonse Seiscudi abbiamo avuto una dichiarazione che ha risolto il caso. Alphonse Seiscudi ha dichiarato ed affermato la nostra ipotesi, ossia che la sua dinastia non è realmente e legalmente nobiliare, in quanto la storia che riguarda l’arrivo della Tiara a mantenere tale la loro casta non si è presentata completamente veritiera. Infatti, il furto della Tiara è stato programmato anticipatamente da Alphonse Seiscudi, il quale non ha inventato il medesimo scenario per ricevere un risarcimento, ma perchè obbligato da una figura sconosciuta che desiderava la Tiara ad ogni costo. L’individuo, probabilmente un demonologo, conosceva bene la storia dei Seiscudi e propose una discreta somma di denaro per la Tiara. Alphonse accettò consapevole che quella non era la vera e propria Tiara di Re Korus ed accettò di venderla nonostante gli sarebbe costato il suo titolo nobiliare. Il furto è stato inscenato allo scopo di non dare nell’occhio che Alphonse avesse venduto volontariamente l’unica cosa che gli lasciava un briciolo di rispetto nel quartiere nobiliare, anche se a sentire dai pettegolezzi già era venuto meno da tempo, senza la Tiara o no.
Alphonse Seiscudi desidera scusarsi dell’accaduto e ha detto che donerà la sua magione al Tempio della Triade, così da poter tornare a vivere una vita umile insieme alla sua famiglia nelle campagne di Neverwinter. Desidero sottolineare l’aiuto della giovane Sodalis Lenore, la quale è stata di grande aiuto come supporto durante un crollo psicologico di Alphonse. Non è servito l’uso della magia per arrivare a una sua testimonianza.
Come ultima richiesta, chiederò il permesso, appena la magione sarà sgombra e libera, di perlustrarla e setacciarla con cura. Di che fine abbia fatto la vera Tiara di Re Korus non ne è a conoscenza neanche Alphonse, ma non possiamo escludere che sia nascosta ancora all’interno della magione da chissà quanti anni.
CASO CHIUSO
Rapporto 7°, Soldato Abram Reed
Ospite — 2020-11-12
Primo Giorno (2^ Decade), Uktar “La Decomposizione” 1365 CV Anno della Spada
Questa notte, durante una ronda svolta nella zona del mercato cittadino, insieme al collega Thorin Castebus e la recluta Alexis Toomar abbiamo interrotto una bisca clandestina all’interno di una cantina. Inizialmente ci venne incontro un’uomo sulla trentina, abiti strappati e trasandati, impugnando la sua lanterna in richiesta del nostro aiuto. L’uomo in questione è stato chiamato dai suoi complici con il nome di Saimon e ci condusse in una loro trappola all’interno di una cantina di quella zona. Riuscì in tempo a comprendere che stava camuffando la propria voce, ma insieme ai miei colleghi abbiamo accettato di seguirlo per scoprire i suoi effettivi piani. Grazie all’assistenza della recluta Alexis Toomar, quella zona del mercato tornò ad illuminarsi di nuovo. Sicuramente fu messa all’oscuro spengendo tutte le lanterne li attorno per occultarli. Scendemmo per una scalinata prima di entrare in questa cantina, dove trovammo diversi uomini scommettere su una sfida di forza bruta ad uno dei tavoli. Appena i presenti videro il nostro manto la maggior parte di loro ha incominciato a scappare usufruendo di una porta sul retro, mentre solo tre di loro si alzarono minacciosi contro di noi impugnando delle armi bianche allo scopo, a detta loro, di ucciderci e di farci tacere.
Fortunatamente lo scontro è durato poco e soltanto la recluta Alexis Toomar ha portato delle lievi ferite dopo essere stato colpito da uno dei tre uomini. Uno di loro ricordo si chiama Regulas, ma non comprendo perchè Saimon ci ha “invitati” alla bisca se poi soltanto tre di loro ci hanno attaccato. A riguardo di questo, chiedo il prima possibile un interrogatorio a tutti e tre i malviventi per avere una confessione sulle loro malefatte e per farli rispondere dei loro crimini.
Tra le persone che stavano fuggendo al nostro arrivo non ho potuto identificarne a sufficienza, ma solo uno di loro è riuscito a restarmi impresso. Il sospettato apparteneva alla razza elfica, capelli castano chiaro lunghi fino alle spalle. Portava una tunica indossata principalmente dagli incantatori e un lungo mantello dai colori vivaci gli scendeva lungo la schiena.
Chiedo di interrogare i sospettati con l’assistenza del Soldato Thorin Castebus e la recluta Alexis Toomar.
Rapporto 8°, Soldato Abram Reed
Ospite — 2020-11-15
Quinto Giorno (2^ Decade) - Uktar “La Decomposizione”, 1365 CV Anno della Spada
Appena è stato possibile sono tornato personalmente sul luogo dove è stata sgominata la bisca clandestina e, a parte il disordine creato dal fuggire dei presenti ed il duello per l’arresto dei tre sospettati, sono riuscito a rivenire un compenso del totale di 78 monete d’argento. Tale somma la rilascerò in caserma per far si che vengano impegnate per scopi più nobili ed onesti.
Riguardo all’interrogatorio eseguito da me medesimo, il soldato Thorin Castebus e la recluta Alexis Toomar, dei tre uomini catturati a parlare è stato uno per tutti.
Il suo nome è Regulas ed in seguito alle sue dichiarazioni, a quanto pare è il proprietario della cantina e l’organizzatore di quelle bische.
Secondo la sua dichiarazione, per giunta, dichiara che lo ha fatto solo per racimolare un pò di denaro per sopravvivere e tirare avanti. Rispetta quel quartiere e per tale motivo ha organizzato queste bische allo scopo di concedere degli stimoli alla gente.
Per quanto riguarda Saimon, l’uomo che ci accompagnò alla cantina quella notte, Regulas dichiara che quella notte aveva perso una grossa somma e stava andando a prenderla. A quanto pareva doveva essere un’uomo che ha sempre pagato i suoi debiti, meno che quella notte.
Probabilmente Saimon ha preferito far saltare tutto l’affare portandoci alla bisca piuttosto che rischiare di essere minacciato o forse ucciso dagli uomini di Regulas.
L’interrogatorio è terminato vedendo Regulas rivelarci che la casa di Saimon è al fianco della sua; non ha famiglia e nessuno da proteggere.
Una volta scoperta la sua abitazione, Thorin Castebus, Alexis Toomar e me ci siamo diretti lì, dove abbiamo dovuto fare irruzione sfondando la porta non sentendo anima viva. La casa si presentò modesta ma il disordine lasciato in quell’abitazione ci ha suggerito che la frettolosità con cui è stato compiuto l’atto sia stata derivata da qualcuno che voleva fuggire il prima possibile. Pochi vestiti in casa e nessuna traccia di cibo. Vicino al camino spento, però, trovammo un foglio di carta accartocciato come se fosse stato appallottolato con entrambe le mani. Posso dedurre che inizialmente doveva essere gettato dentro il fuoco acceso, ma dalla fretta non ha fatto neanche in tempo per controllare se fosse entrato correttamente nel camino. Il testo esatto scritto su quel foglio è scritto in lingua comune ed è il seguente: “mi basta tu faccia un po’ di baccano, rovina la festa e poi dirigiti al porto, una nave ti aspetterà al molo 7”
Ci siamo subito operati per raggiungere il Distretto del Porto al fine di concludere questa ricerca e capire chi fosse al molo 7 quella sera. Parlando con la Caserma del Porto chiedemmo chi fosse attraccato, ma non risulta nessuno nei carteggi. Pensando si tratti di qualche imbarcazione non registrata abbiamo chiesto in giro parlando con gli uomini del porto per ricostruire la vicenda. La fortuna volle che qualcuno disse di aver visto Saimon in attesa di qualcosa ad un molo vuoto. Ci recammo quindi in quello che pare essere il Molo 7 e al nostro arrivo riuscì a scorgere sul pelo dell’acqua. Incuriosito mi chinai per raccoglierlo e lo identificai per essere un lembo di stoffa dello stesso colore delle vesti usate da Saimon quella sera. Decisi di entrare in acqua per cercare altri indizi che potessero confermare la mia peggiore ipotesa che da lì a poco, purtroppo, si rivelò veritiera. Colui che ha dato l’appuntamento a Saimon quella notte lo ha assassinato, gettandolo in acqua e per nascondere il corpo lo ha legato alle assi del molo, sott’acqua, invisibile a tutti i passanti del molo. Una volta recuperato il corpo, lo abbiamo in caserma.
Chiedo il permesso dagli ufficiali maggior per poter fare un’analisi del corpo più dettagliata allo scopo di scoprire quale sia la natura della morte. Con me saranno presenti i due colleghi e compagni che hanno già partecipato attivamente all’indagine; il Soldato Thorin Castebus e la recluta Alexis Toomar. Sempre grazie ad un’incantesimo in grado di parlare con i morti, Alexis potrà raccogliere ancora più informazioni in quanto all’accaduto.
Rapporto N° 9, Soldato Abram Reed
Ospite — 2020-11-25
Ottavo Giorno (3^ Decade) - Uktar “La Decomposizione” 1365 CV Anno della Spada
Derivato da un’attenta analisi ed esame autoptico del Soldato Thorin e la Recluta Alexis il reale motivo della morte è stato inizialmente difficile da definire non trovando ferite di particolare entità su tutto il corpo. L’unico particolare che è riuscito a risaltare all’occhio è una zona violacea sulla gamba dove è visibile quello che all’apparenza parrebbe un graffio anche poco profondo. La ferita in questione risulta molto precisa. Si potrebbe dedurre che sia più una lama che un artiglio, ma magari un piccolo artiglio potrebbe avere un effetto simile. Grazie all’ausilio di un incantesimo di divinazione che riesca a individuare la presenza di un veleno all’interno di un corpo, sia io che la Recluta Alexis abbiamo analizzato la zona violacea e abbiamo scoperto che effettivamente è presente un veleno di natura a noi sconosciuta che ha paralizzato o stordito la vittima. Nonostante la presenza del veleno, la morte è sicuramente avvenuta per annegamento, legato sott’acqua alle assi del molo. La dinamica della morte è stata confermata seguendo un altro incantesimo, questa volta di natura Negromantica, effettuato dalla Recluta Alexis il quale chiese cinque domande direttamente al cadavere di Saimon. L’omonimo incantesimo ci ha aiutato per venire a sapere, per l’appunto, che fu il mare a togliere il respiro a Saimon e che la nave non c’era e non c’era mai stata. Fu l’ultima domanda che però ci fece scoprire il nome di colui che gli aveva scritto la lettera. Il suo nome è Amdir.
Analizzando personalmente con cura la scrittura e la calligrafia della lettera ho notato che la grafia ha un tratto elegante e sottile. In alcuni punti si può vedere molto bene quanto abbia cercato di sforzarsi a scrivere in un modo differente, forse per mascherare la sua scrittura, ma senza troppi risultati purtroppo per lui. La mia esperienza mi ha subito ricondotto ad una scrittura elfica e ascoltando il nome Amdir non ho avuto altri dubbi, visto che anche quel nome è tipico del Primo Popolo.
Cercando informazioni al porto, nessuno è stato in grado di darci delle risposte apparentemente utili. Alcuni sostengono che Saimon non fosse lì, altri invece che sia salpato su di una grande nave, ma che proprio il nome non gli sovviene. Qualcun altro invece disse di averlo visto in compagnia di un elfo spaventoso, sempre corrucciato, da cui sarebbe bene starsene alla larga. Addirittura sono arrivati a dirci che inquietava la sua sola presenza.
Non avendo potuto cercare altri indizi, abbiamo fatto ricordo ad un altro incantesimo di Divinazione manifestato dalla Recluta Alexis. Grazie a questo incantesimo siamo riusciti a scrutare Amdir e a vedere per un breve tempo dove si trovava. Lo riconobbi subito e oserò dire che attraverso lo specchio dell’incantesimo sono riuscito a percepire che mai come quel momento era irato e dall’espressione truce di chi sa perfettamente ciò che vuole e che non esiterà un istante per prenderselo. Il paesaggio attorno a lui era boschivo, ma secondo le mie conoscenze non così fitto come potrebbe essere il bosco di Neverwinter. Più facile che sia una macchia verde sporadica. Stava parlando con un drow ed il suo tono era furioso verso quella persona. Amdir sembrava meravigliato ed irritato che il drow aveva nascosto “qualcosa” su un Troll. In seguito, lo minacciò che anche se quella volta gli concesse di fuggire, la prossima non avrebbe avuto scampo. Tra le mani Amdir stringeva una gemma bluastra tendente all’azzurro, che abbiamo riconosciuto come la gemma vinta alla bisca clandestina di Regulas. A tal proposito, Regulas confessò che la gemma la prese dalla casa di un elfo molti anni fa, pensando che fosse un Beljuril. Ad oggi non abbiamo ancora conferma se quella pietra sia effettivamente o no un Beljuril perchè solitamente di colore molto più scuro.
Una nostra pattuglia ha però rinvenuto una grossa carcassa incenerita nei pressi di una caverna a circa quattro o cinque ore a cavallo da Neverwinter. Sospettiamo che possa essere il Troll di cui parlava Amdir perché non è propriamente un evento quotidiano uccidere un mostro del genere e l’incontro con la Magister Iell a Torremanto mi ha dato la conferma su questa scoperta.
Infatti tra i registri di Torremanto non vi è stata menzione del nome dell’elfo; non è dunque provvisto di Licenza Magica. Sembra però che un Amdir era passato di recente, poco prima che io venissi accolto dalla Magister Iell nel suo ufficio, ovvero prima che noi abbiamo attuato l’incantesimo di Scrutamento sull’elfo. Venne identificato come un elfo dall’aria perennemente imbronciata e sembra aver richiesto il servizio per una divinazione al fine di trovare una pietra. Non ha dato ulteriori nozioni riguardo tale cerchia ed i divinatori hanno svolto il compito richiesto. La Magister però si è permessa di mettermi a conoscenza del risultato della divinazione: tale pietra sembra essere in mano di Grumsh il Superbo, un troll che da anni si aggira tra le caverne sull’Altavia Nord, verso est, in direzione dell’Hotenow, a circa un giorno di viaggio da qui.
C’é una divinitá elfica di nome Shevarash, l’Arciere Nero. Questa divinitá predica una lotta contro qualsiasi tipo di Elfo Oscuro e al Tir Na Og c’é una statua che lo ritrae con delle gemme somoglianti al Beljuril. Sicuramente é un artefatto molto potente ma non sa dirci di piú. Shevarash è uno dei Seldarine. Si è soliti pensare che siano tutti buoni, delicati e gentili come gli elfi stessi, in realtà Shevarash sa essere veramente perfido pur di raggiungere il suo scopo. Il Cacciatore Notturno tra i Seldarine è il più spietato e niente può frapporsi tra lui ed il suo obiettivo, ossia…l’estinzione dei drow. Si deve essere proprio legato al dito quello screzio su Arvandor tra Corellon e Lloth… Si narra che il suo aspetto sia perennemente corrucciato. Non c’è dialogo né diplomazia con un devoto di Shevarash. Non conoscono mezze misure, o sei con lui o contro di lui.
Una volta richiesto il permesso di raggiungere quel luogo, sono stato accompagnato dal Sergente Ashram, il Soldato Thorin e la Recluta Alexis. Una volta raggiunta la zona che i guardavia dei Manti Grigi ci segnalarono ritrovammo il cadavere carbonizzato di un corpo alto quasi tre metri che rispecchiava la loro descrizione e le nostre supposizioni. Poche ore a cavallo ci divisero dal punto di nostro interesse e la Recluta Alexis riuscì a riconoscere l’area scrutata nella pozza di acquasanta. Seguendo le percezioni di Alexis riuscimmo ad arrivare nel tardo pomeriggio in una caverna. All’interno trovammo altre piccole pire di Troll carbonizzati che erano posizionate seguendo un percorso ben preciso portandoci dentro l’antro. Proseguendo riuscì a trovare diverse trappole disinnescate lungo il percorso fino ad arrivare ad un bivio che ci divise. Io e Thorin proseguimmo per la galleria di destra e seguendo le tracce di creature di taglia sopra la media ed altre umanoidi arrivammo davanti a un porta molto robusta alla quale era stata rotta la leva che aveva il compito di aprirla. Con un’intuizione che definirei audace il Soldato Thorin ha usato un oggetto molto particolare ricevuto come ricompensa in una delle nostre avventure fuori dalle mura cittadine. Riuscì a usare questo cubo con delle proprietà magiche per usarlo come “collante” per assemblare la leva al suo posto. Così facendo aprimmo la porta senza problemi. Continuando dovemmo attraversare una tavola di legno sopra ad un baratro. Legando all’altra estremità un rampino e una corda riuscimmo ad attraversarla e ad arrivare in uno spiazzo, dove trovammo un troll in gabbia che dormiva e Amdir girato di schiena che cucinava. Prima di ingaggiare uno scontro con l’elfo, riuscì a scoprire perchè stava facendo tutto questo e mi rispose che era imprigionato nell’antico nascondiglio dell’Arciere Nero. Chiamò Gil galad le pietre che aveva in suo possesso e in quella grotta è presente una statua dove poter recuperare un’arma del loro culto. Disse anche che con essa avrebbe potuto mettere fine ai disastri causati da un certo Ardulàss. Un potente Troll difendeva quel luogo ed era l’unico a frapporsi tra lui ed il suo obbiettivo. Fu un’azione particolarmente insolita del mio compagno fiondarsi sulla gabbia del Troll che inveiva contro l’elfo e liberarlo dalla sua prigionia. Grazie a questo diversivo i due combatterono con ferocia mentre mi preparai al peggio. Non durò molto che Amdir riuscì a sfuggire allo scontro con il Troll e a scappare inosservato grazie ad un incantesimo di invisibilità. Per nostra fortuna fu il Troll a riuscire a strappare dalla cinta dell’elfo la scarsella contenente i due Gil galad prima che Amdri sparisse ai nostri occhi. Ci trovammo ad affrontare il Troll da soli ma fu Thorin a uccidere quel mostro con un unico colpo preciso di ascia. Per sicurezza usai una delle mie pergamene per far prendere fuoco a quel mostro prima che la sua rigenerazione incominciasse a funzionare. Da li a poco trovammo la porta segreta dalla quale Amdir era riuscito a scappare e percorrendo quel corridoio riuscimmo a ricongiungerci al Sergente Ashram e alla Recluta Alexis i quali affrontarono il Troll che era a guardia del tesoro dell’Arciere Nero. Di fronte a noi si erse una maestosa statua che la Recluta Alexis e il Soldato Thorin hanno confermato essere Shevarash, l’Arciere Oscuro, il Seldarine che più di tutti gli altri odia la stirpe dei Drow. Tra le sue mani viene uno scrigno in pietra senza serratura alcuna. Furono le gemme che una volta inserite nelle orbite vuote della statua fecero aprire lo scrigno rivelando un meraviglioso pugnale adagiato su una stoffa nera pregiata. Tornando in città abbiamo avuto modo di analizzare con cura e scoprire le capacità magiche di quel pugnale. E’ un oggetto che ha un certo valore sacro e con molte probabilità chiederemo alla Magister Iell di poterlo conservare insieme ad altri artefatti protetti da Torremanto. Usando un’incantesimo di identificazione riuscimmo a scoprire che si tratta di un’arma molto antica nota come “Sangue Nero”. La sua importanza “sacra” lo rende un cimelio importante a tutti gli effetti.
Rapporto 10°, Soldato Abram Reed
Kaalia — 2020-12-17
Soldato Reed, come avrete certamente udito, recentemente c’è stata un’esplosione nella piazza del mercato. Il quartiere è in sicurezza, ma resta da comprendere cosa sia accaduto.
Insieme al soldato Rolder voglio che andiate a fondo alla questione.
Tenente Kaalia
Ospite — 2020-12-27
Settimo Giorno (3^ Decade) Nightal “L’Abbassamento” 1365 CV Anno della Spada
Questo pomeriggio, nei pressi del Mercato cittadino, ho incontrato un’uomo di nome Guillaume Perceval Runetender De Willow, un Cavaliere di Triboar giunto a Neverwinter con la personale missione di vincere cento duelli per onorare la bellezza di una dama di nome Priscilla. Dopo aver allontanato i civili ho cercato di far ragionare l’uomo ma scrutando sotto il suo l’elmo sono riuscito a carpire che senza alcun ombra di dubbio è stato ammaliato magicamente. Proprio per questo le mie parole nel cercare di far calmare l’uomo e di allontanarsi sono state vane. Testimone di tale incontro è una civile di nome Eithne. Acconsentì quindi ad accettare la sua sfida a singolare attenzione per non irritare l’uomo e mettere al sicuro la testimone. La sfida è stata pulita e sono riuscito a colpire per primo l’uomo colpendo solamente lo spallaccio della sua armatura, vincendo così la sfida. Il Cavalier Guillaume ha riposto così la spada e ha rispettato gli accordi.
Chiedo quindi alla Milizia cittadina di trovare quell’uomo e portarlo in caserma per trovare un modo per rimuovere l’incanto. Gli ho suggerito di riposarsi alla taverna della Torre Caduta. Secondo i miei studi, un semplice incantesimo di charme non dura così tanto e temo che sia sotto l’effetto di dominazione magica se il Cavaliere viene dalla città di Triboar. Alla luce di questi fatti, suggerisco una spedizione di almeno tre uomini per questa missione.
Rilascio adesso una descrizione dettagliata del cavaliere: Un umano, che ha da poco superato i venticinque anni, e che tradisce uno sguardo severo e intenso. Anche se porta con se il nome di Cavaliere, la sua armatura completa è ricoperta di ammaccature e vecchie imbottiture.
Ho richiesto il permesso di collaborare alla cattura di questo Cavaliere richiedendo l’aiuto della Moritura Wynfried e della Sodalis Ehllia Dirieton e le nostre ricerche ci hanno permesso di avere nuovi responsi sulle indagini.
Il Cavalier Guillaume non si diresse alla Torre Caduta, bensì nel pressi del Nido della Fenice, dove è stato trovato a duellare di nuovo. Una donna ha sostenuto di averlo visto sfidare un tale di nome Ludwig il Nero. Il Cavalier Guillaume perse la sconfitta in quei vicoli e le prove sono state confermate cercando sul luogo indicato dalla donna. Un pezzetto di armatura arrugginita, staccata probabilmente in seguito all’ennesimo duello cortese, è una prova sufficiente, ma non sono state rilevate tracce di sangue, né di denti spaccati. Presumo che non vi sia stato niente di grave, ma la donna ha dichiarato che Ser Ludwig “il Nero” ha trascinato in Arena il Cavalier Guillaume, dove la sfida ebbe un responso molto più cruento secondo lei.
Una volta giunto nei pressi dell’Arena insieme alla Moritura Wynfried e la Sodalis Ehllia è stato facile rintracciare il mercenario Ludwig. Lui stesso confermò di averlo portato in Arena per risolvere la sfida e che vinse a sua volta contro il cavaliere.
La fortuna però volse a nostro vantaggio. Poco dopo l’interrogatorio a Ludwing “Il Nero” lo stesso Cavalier Guillaume rientrò in Arena cercando altri sfidanti.
Ehllia riuscì ad analizzare l’incanto che lo ammaliava mentre io e la Moritura eravamo intenti a distrarlo e a farlo parlare. Riuscì a dissolvere la dominazione ed il Cavaliere cadde ai nostri piedi perdendo i sensi.
Lo portammo in caserma e lo lasciammo dormire nella sua cella per due giorni.
Analizzai personalmente con attenzione il suo sguardo e le sue movenze ed il suo carattere era decisamente cambiato. Mantenendo la sua determinazione riuscimmo a fargli rilasciare la sua dichiarazione; benchè la sua dialettica e l’aver proferito che stava conducendo una sacra missione non è paladino, bensì un comune guerriero, un uomo dall’animo semplice rubato ai campi da coltivare, che a Triboar conoscono come “Will del fosso”. Riuscì ad avere la conferma una volta tolta la sua armatura ed il resto dell’equipaggiamento: il fisico era muscoloso, ma per via della fatica ricurvo con zappa e falce, non certo per via di allenamenti marziali. Dichiarò che aveva comprato la sua armatura vendendo tutto quello che aveva da un rigattiere di Triboar, un maniscalco che altrimenti l’avrebbe ripulita e fusa per farci attrezzi agricoli, punte di freccia e ferri di cavallo. La fanciulla che porta il nome di Priscilla è una ragazza di Conyberry che ha conosciuto e che ha provato a corteggiare per qualche tempo. Apparentemente questa Priscilla sembra essere la figlia di un semplice mugnaio, dove infatti riprendeva il nome “Del Mulino”, ma disse che potrebbe essere stata lei a maledirlo con quella fattura perché non ha incontrato altri maghi né stregoni. Dichiara di sapere dove si trova, chi è e quando sta da sola. Nonostante l’uomo desidera ardentemente vendetta verso questo affronto lo abbiamo persuaso a occuparsi della questione.
Grazie al contributo della Magister Iell io, il giovane Will, la Moritura Wynfried e la Sodalis Ehllia ci siamo teletrasportati nella cittadina di Conyberry dove abbiamo potuto parlare con le autorità della faccenda. Ci parlarono di una vecchia signora che abitava nel cuore del bosco e che si diceva che possedeva grandi poteri magici. Raggiungemmo nel tardo pomeriggio l’abitazione della giovane Priscilla e la abbiamo anticipata prima che lei potesse raggiungere l’abitazione. Spaventata ci disse che dovevamo andare via e che “lei” sarebbe giunta lì per punirla. Il “lei” ovviamente era riferito a una strega che ci volle attaccare per aver deciso di difendere il giovane Will e Priscilla. Riuscimmo a vincere lo scontro ma prima che Wynfried avesse dato il colpo che avrebbe ucciso la strega, quest’ultima lanciò un’enorme palla di fuoco che ci colpì e dette fuoco all’abitazione dove si erano riparati i due giovani. Fortuna volle che riuscì a ripararmi e nessun danno mi venne inflitto, al contrario dei miei compagni. Mi lanciai al salvataggio dei due giovani dentro l’abitazione e riuscì a portarli fuori con ferite superficiali.
Ci dirigemmo anche all’abitazione della strega una volta sconfitta per essere sicuri che non ci fossero altri alleati e che gli oggetti che erano in suo possesso non fossero potenti manufatti che, caduti in mani sbagliate, avrebbero fatto del male alla città di Conyberry.
Tutto si è risolto e adesso il giovane Will e Priscilla sono sani e salvi. CASO CHIUSO
Rapporto n°11, Soldato Abram Reed
Ospite — 2021-01-02
Secondo Giorno (1^ Decade) Hammer “Profondinverno” 1366 CV Anno del Bastone
Il rapporto che segue riguarda un’esplosione avvenuta nel Distretto del Mercato pochi giorni fà. Una volta trovato sul posto ho potuto esaminare la vicenda e tirare qualche conclusione: Il primo piano ed il secondo piano sono rimasti integri ed esenti dal danno dell’esplosione, il terzo piano ha subito dei danni anche a livello di mobilio ma sono gli ultimi due piani quelli che sono stati maggiormente danneggiati. Il quarto piano ha perduto quasi per intero le pareti ed il soffitto, lasciando solo qualche pezzo di pietra ancora intatta, il mobilio è scomparso. Il quinto piano è invece del tutto inesistente. Vi è facile ipotizzare come l’esplosione sia partita proprio da quell’ultimo piano. Alcuni schizzi di sangue sulle pareti del quarto piano, tolgono ogni dubbio.
Analizzando l’intero palazzo non è stata rivelata nessuna fonte magica.
Il commesso di un negozio che si affaccia sulla piazza del mercato sostiene di conoscere la vittima dell’esplosione: Burgell Piff è uno gnomo alchimista conosciuto per essere un individuo strano e bizzarro. E’ l’unico abitante dell’appartamento che prendeva gli ultimi due piani del palazzo e non avendo ritrovato il cadavere possiamo confermare che potrebbe essere ancora vivo. Dava poca confidenza agli altri, seppur fosse cortese nei modi ed un pò eccentrico. Sembra che lavorasse come privato alchimista o studiasse per diveltarlo. Nessuno vi abbia mai parlo molto per averci dei reali problemi o relazioni. Qualcuno nel palazzo e dei vicini dice che ogni tanto era un po troppo rumoroso, ma nulla di più. E’ un frequentatore dei boschi fuori città e qualcuno lo ha incontrato ogni tanto fuori le mura. Andava in giro a raccogliere erbe o cose strane mentre il resto del tempo stava chiuso in casa. Nessuno si ricorda di averlo mai visto in compagnia di un amico.
Sono stato incaricato insieme al Battipista Rolder a condurre queste indagini ed il mio interesse sarà innanzitutto contattare Torremanto per raccogliere maggiori informazioni su Burgell Piff.
Rapporto N° 12, Soldato Abram Reed
Ospite — 2021-01-23
Nono Giorno (1^ Decade) Hammer “Profondinverno” 1366 CV Anno del Bastone
Il seguente rapporto descriverà come sono riuscito insieme al Soldato Thorin Castebus a respingere una minaccia malvagia nel cuore del Bosco di Neverwinter. Iniziò tutto un giorno quando la Fiamma del Nord inviò una missiva al Soldato Castebus per trovare ed estirpare il male nel bosco. Non ci volle molto per rintracciare quel luogo. Il naascondiglio, infatti, era un cunicolo scavato sotto un vecchio albero morto. Scoperchiammo un’enorme masso e dopo esserci calati per circa sei metri abbiamo seguito un passaggio sotterraneo.
Subito i nostri sensi riuscirono a percepire una voce polifonica e sinistra in lontananza e svoltando riuscimmo a scorgere la figura di un nano che impugnava una grande balestra che urlava e inveiva contro quella che era a tutti gli effetti una sfera luminosa che galleggiava nel vuoto. Diverse incisioni erano presentate lungo le pareti di quel luogo e uno dei dettagli che ho prontamente notato erano delle corna provenire dalla fronte del nano. Provammo a fermarlo e a trovare un dialogo con lui, ma in sua risposta evocò degli insetti demoniaci che dopo alcuni giorni di studi sono riuscito a riconoscerli come Kocrachon. Quella sfera luminosa, invece, secondo le conoscenze di Thorin doveva essere un Arconte Lanterna ed era tenuta prigioniera all’interno di un cerchio magico. Quel nano confessò di imprigionare e infine sacrificare tali Arconti in nome di Nessus, ma il nostro arrivo ha impedito che la sua missione si fosse compiuta. Proprio quando quel cultista è riuscito a scappare, venne in nostro aiuto un’individuo dall’aspetto di un cane di nome Timaius. Tale combattente sembrava conoscere l’Arconte tenuto prigioniero e fu lui a dare l’estrema punizione al nano cultista. Terminato lo scontro e con l’Arconte liberato un’altra figura dalla pelle scura e da splendide ali angeliche si è presentata per riportare alla “Fonte” i due Arconti. Ci concessero la loro benedizione per essere giunti in quel luogo per condividere lo stesso scopo e subito dopo scomparvero. Prima di lasciare quel luogo, ricopiai le iscrizioni e decifrai le scritture di quel luogo e in seguito scoprì che il nano cultista era un discepolo di Asmodeus, signore degli inferi. Nonostante i miei studi e raccogliendo informazioni su queste entità, sono solo riuscito a conoscere una piccola parte sugli esterni e sulla magia che li accompagna. Sarà mia premura approfondire questo argomento così da non trovarmi impreparato ad affrontare servitori dei principi degli inferi.
Rapporto N° 13, Soldato Abram Reed, Membro della Milizia Cittadina.
Ospite — 2021-02-03
Primo Giorno (1^ Decade) Alturiak “L’Artiglio dell’inverno” 1366 CV Anno del Bastone
Un’insolita notizia mi è stata data dal mio collega Rolder riguardate ad una vicenda avvenuta fuori dalle mura di Neverwinter in presenza di Nial Verdefoglia e un’altra civile.
Due taglialegna parlarono dell’impossibilità di proseguire nella loro opera a causa di un odore terribile di decomposizione che appestava l’aria. A detta loro è cresciuto di intensità nel tempo. Nial Verdefoglia e un’altra donna hanno avuto la fortuna di conoscere il nome e si recarono nella zona interessata, a circa tre giri di clessidra a piedi dalle mura. Poco prima dello svincolo indicato e ancor senza percepire cattivi odori udirono nella boscaglia dei rumori. Seguendoli incontrarono un Orsogufo adulto intento a divorare un avventuriero ucciso non da molto. Ho potuto vedere io stesso una profonda ferita sul muso di uno dei cani di Nial e devo ammettere che dallo spessore confermano le voci sulla ferocia e sulla pericolosità di queste creature.
Non vi era niente sul suo corpo a detta della donna che ha avuto la prontezza di perquisirlo prima di Nial e una volta sconfitta la creatura hanno proseguito fino a percepire sia il terribile tanfo che il luogo perfettamente descritto dai taglialegna. Una grossa costruzione circolare abbandonata. La traccia olfattiva intensissima è stata seguita da Garavel, uno dei cani di Nial, che li condusse esattamente al centro della circolare edificazione. Non hanno avuto modo di capire se provenisse da sotto terra, ma non vi erano accessi. Lì vennero attaccati da un giovane Orsogufo, già ferito, probabilmente dall’avventuriero trovato morto. Sconfitta anche questa creatura, l’odore scomparì ed il druido tentò anche a captare aure magiche o altro, ma niente. Messer Tiberius Wrath ci ha rifornito molte informazioni su queste Bestie Magiche, ma niente che possa collegarle a quell’odore che è scomparso proprio quando anche il cucciolo di Orsogufo è deceduto.
DESCRIZIONE DEGLI ORSIGUFI L’Orsogufo è un predatore noto per la sua ferocia e per l’essere molto territoriale. Attacca a vista chiunque ritengano una minaccia, per loro e per i loro cuccioli, anche senza un apparenti motivazione. Vengono spesso cacciati poiché i cuccioli al mercato nero hanno un alto valore. Sulla loro natura non si sa molto, c’è chi dice che sia l’incrocio di qualcun esperimento, chi invece la considera una semplice creatura che assomiglia un pò troppo ad altre a noi conosciute, ma tutti concordano nel ritenerli pericolosi.
Una volta presentato sul luogo con il Guardavia Rolder e Nial Verdefoglia per scoprire altro su questa faccenda abbiamo ritrovato il cadavere del cosi detto Orsogufo che attaccò Nial e la civile. Analizzandolo con attenzione sono riuscito a vedere diversi morsi nelle carni della grossa bestia magica di diversa natura animale e/o mostruosa che vive nel bosco. Il tempo trascorso ha anche contribuito alla putrefazione di quel poco che rimaneva. Poco distante da questo cadavere, un altro è stato trovato scivolato dentro a una delle crepe nel terreno manifestate a causa del terremoto. Abbiamo occultato il corpo per fare in modo che nessun’altro animale potesse cibarsene e al nostro ritorno riportarlo in città per farlo identificare ai parenti.
Abbiamo proseguito verso il luogo dove l’odore di putrefazione si era manifestato con maggior forza e abbiamo rinvenuto il secondo cadavere del cucciolo di Orsogufo. Analizzando la zona lì attorno siamo riusciti a capire che in precedenza era presente una torre di guardia in passato. Poco distante da quelle rovine, proprio nei pressi dei primi alberi, è stata ritrovata un’ascia appartenente probabilmente ad un taglialegna e seguendo dei solchi per terra abbiamo ipotizzato che è stato stordito e trascinato al centro delle rovine. Grazie all’aiuto magico di Nial che ha evocato un Tasso crudele abbiamo rinvenuto, scavando, una botola di pietra che nascondeva un passaggio segreto. Le mie conoscenze nei congegni non sono state abbastanza per rivelare il dispositivo in poco tempo e dopo due ore di analisi, grazie anche all’aiuto di Rolder, siamo riusciti ad aprire la botola di pietra.
Davanti a noi delle scale di pietra che portavano a scendere nel sottosuolo e abbiamo rinvenuto un tunnel ricoperto di pietra. Probabilmente in precedenza doveva essere usato per i dormitori e come magazzino per le razioni di cibo. Subito sono state trovate delle trappole discretamente pericolose che sono state disattivate dal sottoscritto. Poco dopo un’uomo di nome Baum, uno dei taglialegna scomparsi, completamente ricoperto di sangue e con le orbite degli occhi scavati giunge a noi impaurito. Abbiamo provato a farlo calmare e a comprendere chi sia mai stato a compiere tale scempio ma il trauma dell’uomo era troppo evidente. Lasciandolo seguire le scale di pietra per allontanarsi, ci siamo armati e ci siamo mossi proseguendo il corridoio nella speranza di trovare altri sopravvissuti alla mente perversa di questo artificiere. Una volta raggiunti il finale del corridoio abbiamo assistito ad un allestimento perverso delle ultime stanze. Erano presente diverse vasche con cilindri di vetro dentro cui vi erano corpi di alcuni uomini. Alcuni erano perfettamente intatti, altri con parti del corpo senza pelle ed i muscoli in evidenza. Altri, come Baum, avevano l’incavo dei bulbi vuoti, mentre altri cilindri di vetro erano coperti da un panno sporco, ma che ne lascia in vista parte delle gambe di chi vi è dentro. Su alcuni ripiani vi erano i medesimi cilindri, ma ben più piccoli, e con lo stesso liquido all’interno. Con una rapida occhiata ho scorto alcuni occhi, un cervello, ciò che presumete essere interiora e organi riproduttivi.
Una voce glaciale e perfida risuona nel corridoio e ci fà venire a conoscenza della nostra presenza. Seguito da dei rumori metallici, si palesa davanti a noi la figura di quell’artefice le mie conoscenze non mi aiutarono a scoprire la sua natura.
Descrizione: Una figura umanoide alta oltre due metri, scheletrica e con lunghe dita artigliate. La punta di queste è lunga più di un cubito e sfiora il pavimento. La pelle della creatura è tirata, in alcune parti manca del tutto mostrando una carne di uno strano colore, tendini ed ossa sono alla luce di alcune fiaccole appese nella stanza.
Lo scontro è stato più arduo del previsto e i nostri attacchi riuscivano a ferire solo in parte quell’abominio. Le mie conoscenze non sono state sufficienti per estrapolare i suoi punti deboli e che cosa effettivamente fosse ma le mie supposizioni, oltre alla descrizione fisica rilasciata in precedenza, potrebbero aiutare il lettore a identificare quell’abominio. La mia magia sembrava avere pienamente effetto. Usai contro di lui solo due incantesimi chiamati Grandinata di Pietre dove la Trama riesce a manifestare in un’area di tre metri una pioggia, per l’appunto, di pietre. Gli altri attacchi derivati dalle frecce di Rolder e dai morsi e artigli delle creature evocate da Nial andavano a scalfire la carne del mostro non riuscendo ad oltrepassare sufficientemente le sue difese per confermare ad un danno effettivamente significativo. Gli artigli del mostro riuscivano ad allungarsi addirittura di sei metri dalle sue mani, concedendogli un raggio di azione molto vasto. Il dettaglio che ancora non mi tolgo dalla testa è il suo tono della voce; glaciale e perfido. Era a conoscenza che i nostri sforzi contro di lui erano vani e ne godeva nel sapere che in noi la speranza di uscire vivi da quel luogo veniva messa alla prova ad ogni nostro fallimento. Tale sadismo l’ho riscontrato solo in qualche esterno affrontato in passato nelle mie missioni, ma l’impassibilità ai nostri danni mi fa intuire che potrebbe essere stato anche un costrutto o un non morto intelligente.
Io riuscì ad allontanarmi fuori dalla sua portata ma Rolder e Nial erano sempre minacciati dalla lunghezza dei suoi attacchi e appena la situazione incominciò a sembrare critica, decidemmo di battere la ritirata. Fu li che Nial venne colpito alle spalle mentre tentava di fuggire e se non ci fossimo fermati ci avremmo lasciato la pelle e non sarei qui a scrivere questo rapporto.
Appena usciti dal tunnel, io e Rolder ritrovammo Baum e lo caricammo sul cavallo di Rolder. In quanto alla botola, tentai di rompere o bloccare il dispositivo di apertura ma la complessità del congegno mi impedì di bloccare all’interno del sotterraneo quel mostro. Passati vicino al corpo dell’uomo che avevamo nascosto agli animali, lo avvolsi in un vecchio mantello e lo legai alla mia sella allo scopo di riuscire a riportarlo in città per farlo identificare al Tempio della Triade.
Primo Giorno (2^ Decade) Alturiak “L’Artiglio dell’inverno” 1366 CV Anno del Bastone
Con sollievo dichiaro che siamo riusciti a tornare io, il Guardavia Rolder ed il Soldato Thorin Castebus sul luogo dove avevamo lasciato ancora vivo il Collezionista di Cadaveri. Dopo aver aggirato diverse trappole posizionate in seguito dal non morto aspettando il nostro ritorno abbiamo anche affrontato un duro scontro contro un golem di carne il quale possedeva la testa di Nial. Grazie al supporto di Thorin e della nostra maggiore preparazione a questo nemico siamo riusciti a sconfiggerli entrambi e a non riportare gravi ferite. Abbiamo recuperato l’equipaggiamento di Nial e le parti restanti del suo corpo. In seguito verrà eseguita una resurrezione per riportare Nial tra di noi.
Con me ho portato diversi campioni trovati in loco e desidererei chiedere il permesso di concedere ai resti delle povere vittime cadute sotto le malvagie intenzioni del Collezionista di prendere parte ad una crescita personale riguardo al campo della medicina e allo studio degli organi. Se mi sarà dato il permesso vedrò personalmente di allestire un laboratorio insieme ad altri che desiderano apprendere e conoscere le mie stesse esigenze accademiche.
Quanto prima, però, chiedo il permesso di cercare informazioni riguardo al corpo che abbiamo portato con noi il giorno che siamo fuggiti per risalire alla sua identità e per avvisare i parenti se presenti a Neverwinter.
Ultima richiesta sarà di chiedere il permesso di incontrarmi, insieme a coloro che mi hanno accompagnato nella missione di salvataggio di Nial, con il taglialegna Baum. Una conversazione con lui, coscienti dello shock avuto dalla cruenta esperienza, potrebbe aiutarci per sapere se ha assistito a qualche conversazione importante per le nostre indagini che seguiranno l’unico nome ed unica pista: Theros.
Soldato Abram Reed, Rapporto N° 14
Ospite — 2021-02-05
Quinto Giorno (1^ Decade) Alturiak “L’Artiglio dell’inverno” 1366 CV Anno del Bastone
In seguito alla richiesta della Tenente Kaalia rintracciare Elysius si è rivelato essere più difficile del previsto. Sotto copertura per destare meno sospetti ho cercato informazioni riguardo l’uomo ma nessuno sembra conoscerlo. A chiunque ho fatto il nome ho ricevuto il più delle volte delle occhiatacce e quando ho insistito qualcuno minacciò di estrarre il coltello. E’ stata la mia diplomazia a farmi uscire da quel calvario ed è difficile capire chi mente per coprire qualcuno e chi invece genuinamente non sa niente.
Le mie conoscenze riguardo il culto di Elysius, Mask è il dio dei ladri e delle ombre del Faerun. I suoi seguaci sono dei calcolatori a sangue freddo, capaci di ricorrere ai sotterfugi più abietti pur di giungere ai loro obiettivi. Il suo simbolo è una maschera nera e trovare un seguace di Mask è estremamente complicato in quanto molto abili nell’inganno. Ciò non mi stupisce del mio fallimento in questa indagine, ma cercherò di condurre altre indagini per riuscire a supportare la richiesta della Tenente.
Rapporto N° 15; Abram Reed Soldato della Milizia Cittadina
Ospite — 2021-05-17
Settimo Giorno (2^ Decade) Mirtul “Lo Scioglimento” 1366 CV Anno del Bastone
*Soldato Abram Reed, in vista del contagio che si sta diffondendo nel distretto mercantile del Nido della Fenice, e a seguito degli ordini ricevuti dal Capitano Garustin Guevron, vi affido un incarico tanto chiaro quanto importante. Ho incontrato oggi stesso il mezzelfo Calegol, membro della Fratellanza della Fenice, e vi chiedo di collaborare con lui per cercare la fonte che, prima di ogni attacco, si palesa come un suono della campana nel quartiere del Nido della Fenice. Sappiamo che in quelle strade non è presente nessun luogo che possa creare tale suono, quindi è facile dedurre che sia qualche fonte magica a crearlo.
Recatevi dunque al Kala Nadim il prima possibile, confrontandovi con Calegol per cercare una pista da seguire in cerca di questa campana.
Quanto sopra espresso è solo uno dei compiti che vi affido in quanto abile investigatore che siete, il secondo compito è invece più rapido ma di altrettanta importanza. Le informazioni a noi giunte descrivono che le creature mannare comparse hanno una certa debolezza contro l’argento, e di conseguenza è necessario dare in dotazione una di esse ad almeno un soldato per ogni gruppo di ronda. A Neverwinter abbiamo numerosi fabbri molto abili, ma tra tutti i più celeri ad aiutarci in questa evenienza sono lo gnomo Odin e il nano Skarn Bloodygate.
Richiedo quindi che spiegate loro quanto a noi conosciuto, affidando a loro la creazione di tali armi da poter distribuire a più Manti Grigi possibile.
Riassumendo, i compiti da portare al termine sono due:
-
Incontrare Calegol al Kala Nadim, indagare e scovare la fonte del suono della campana che si palesa prima di ogni attacco al quartiere della Fenice.
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Incontare i fabbri Odin e Skarn e richiedere il loro aiuto per forgiare quante più armi in argento.
Confido nelle vostre capacità e nella vostra celerità, Soldato Reed. Il tempo, in situazioni di emergenza come questa, è importante. Ogni singolo cittadino di Neverwinter conta sul nostro aiuto.
Non sapendo la natura di tale fonte, vi chiedo un’estrema attenzione e, in caso, nessun movimento avventato che possa mettere in pericolo voi stesso o i membri della Fratellanza della Fenice che vi affiancheranno.
Sergente Thorin Castebus *
Ospite — 2021-06-11
Decimo Giorno della 1a Decade di Kythorn, Anno del Bastone 1366
Appena rientrato nella mia stanza delle caserme cittadine rilascio il responso della missione compiuta nelle fogne questa notte.gate Mentre altri Manti Grigi sono rimasti fuori a proteggere la città dai licantropi, ho avuto il compito di esplorare il secondo livello delle fogne accompagnato da un civile di nome Skarn Bloodygate. La nostra missione era quella di recuperare la sostanza che si dice sia causa della malattia manifestata dalle armi dei topi mannari. Percorrendo uno dei corridoi principali delle fogne, la mia attenzione è caduta su un muro che era stato ristrutturato e coperto di recente, proprio come se una seconda via fosse stata chiusa in un secondo momento. Avvicinandomi scoprì che non era un vero muro in pietra, bensì un’illusione ben escogitata che serviva ad occultare una trappola a chiunque si avvicinava ad esso. Grazie ai miei riflessi sono riuscito a schivare una lancia che mi avrebbe altrimenti trafitto in pieno petto ed insieme a Mastro Skarn abbiamo proseguito lasciando che la via inizialmente intrapresa non continuasse per noi. Fu giusto il nano a mettere per sicurezza dei triboli nel caso ci avessero attaccati alle spalle. Una trovata molto astuta, me ne compiaccio.
Non passò molto che riuscì a intercettare prima che ci vedessero uno sciame di ratti di fogna che, una volta nascosto, sono riuscito a notare dei piccoli frammenti e macchie di color argento sul loro pelo. Non avendo molto tempo, ci siamo preparati e abbiamo respinto il grosso sciame, seppur con il rischio di cadere sotto l’effetto e l’influenza dell’argento pandemonico.
Poco più avanti abbiamo trovato un’enorme stanza che era occupata da diverse vasche e cianfrusaglie, con circa una trentina di civili che erano state lasciate vittima degli effetti della malattia. Grazie al mio servitore inosservato sono riuscito ad estrarre due boccette dalle vasche prima che i civili ci fossero addosso in preda al delirio della malattia. Secondo un analisi puramente personale ed istantanea, nei soggetti ho riscontrato effetti di isteria, follia e instabilità fisica. Oltre alla mente probabilmente ha intaccato anche sulle funzioni motorie. Tra questi, però, era presente un topo mannaro che pare doveva essere il loro guardiano. Tentammo di catturarlo vivo ma il martello del Mastro Skarn non ebbe scelta che ucciderlo spaccandogli la testa.
Garantisco io personalmente sulla conseguenza di tale gesto e posso confermare che in quel momento il rischio maggiore era di essere sopraffatti dai malati e di non poter recuperare i campioni della malattia.
Skarn prese di peso il corpo del topo mannaro ed incominciò a correre facendo da esca per essere inseguito dai civili infetti. Io riuscì a diventare invisibile e a nascondermi tra le cianfrusaglie fino a che tutte e trenta le vittime non si fossero allontanate.
Ebbi tutto il tempo di analizzare quella stanza e a caricare una delle vasche sopra un disco di Tenser, un incantesimo che permette di trasportare carichi elevati.
Insieme, io e Skarn siamo riusciti a far tornare in superficie i civili infetti in modo che i nostri compagni potessero prenderli e portarli al tempio per curarli. Io stesso dovrò dirigermi lì per consegnare la Vasca, le due provette con il campione ed il cadavere del Topo mannaro nel caso i nostri chierici volessero usare la loro magia per interrogarlo e parlare con i morti.
Personalmente ne sono uscito solo con qualche ferita, ma sono preoccupato per il morso del Topo Mannaro che mi ha lasciato sul braccio sinistro. Come prima diagnosi non percepisco nessun cambiamento, ma resterò in stretta sorveglianza fino a che i nostri chierici lo riterranno opportuno.
Mi congratulo con Mastro Skarn Bloodygate, un fabbro saggio e capace anche nell’arte della guerra. Un’ottimo alleato e un suggerimento per arruolarlo nelle nostre file.
Rapporto N° 16 Indagatore e Soldato della Milizia di Neverwinter, Abram Reed
Ospite — 2021-09-26
Sesto giorno, 3^ Decade, Eleint “La Dissolvenza” anno 1366 CV
Il rapporto che vado a rilasciare è dell’indagine sulla morte di Lady Angelica De la Croix, giovane nobildonna di Lagonero. Il luogo del delitto è la locanda della Maschera della Pietra Lunare ed è stata incolpata di omicidio un’altra giovane di nome Marie Chantal, vedova del marito Jefferson Chantal. Ad aiutarmi nelle ricerche sono stati proprio due testimoni che erano presenti sulla scena del crimine; Theratris Shortcloak e Alexander Rougefort. Entrambi hanno sostenuto che in tutta la locanda quella notte si era manifestata un innaturale aria fredda, quasi invernale, e avendo notato la giovane Marie Chantal armata di un coltello seguire Angelica De la Croix mentre saliva con un giovane nobiluomo hanno deciso di seguirli per impedire che qualcuno si potesse fare male. Con loro orribile stupore, hanno sentito un urlo agghiacciante provenire dalla stanza della vittima e non sono riusciti ad arrivare in tempo. La scena del crimine però era del tutto inusuale. La vittima la trovarono a terra in una pozza di sangue e la testa girata completamente lasciando che il volto, deformato dal terrore, era rigirato al contrario rispetto al petto della donna. La presunta assassina, Marie, è stata trovata con l’arma del crimine tra le mani e il giovane che era salito con Angelica, un certo Lord Backet, era rimasto in disparte terrorizzato.
Sfortunatamente per noi non ero presente quando Angelica è stata trovata morta e Marie arrestata e solo dopo un attenta analisi del corpo avvenuta nei giorni successivi la mia mente ha riscontrato diverse incongruenze nell’autopsia e al racconto del testimone Lord Marcos Backet. Secondo l’autopsia, infatti, Lady Chantal dovrebbe aver accoltellato Angelica, ma la causa della morte non è stato un coltello. Lord Backet sostenne persino che ci sia stata di mezzo la magia, ma la reale causa della morte di Angelica fu duplice: le è stato spezzato il collo di netto, ma nel contempo sembra aver avuto un infarto, dovuto ad un trauma intenso. Poco prima di morire deve aver visto qualcosa di spaventoso che le ha fatto letteralmente esplodere il cuore. Esistono in effetti incantesimi che per fare una cosa del genere, riscontrabili soprattutto nella necromanzia, ma il vero mistero è come il collo le sia stato spezzato. Non poteva essere stata Marie Chantal, troppo esile e persino Lord Backet non è questo mostro inumano di forza fisica.
Raccogliendo informazioni a Lagonero mi sono fatto un’idea di tutti coloro che sono coinvolti nell’indagine e molti sostenevano che Marie J. Chantal era una strega e che la famiglia De la Croix voleva la sua testa per vendicare la morte della figlia.
Grazie anche all’aiuto di Theratris Shortcloak e Alexander Rougefort siamo riusciti a parlare anche con Lord Backet, il quale sembrava avere una relazione amorosa con la vittima.
Non ci volle dire niente riguardo a quanto visto e con questo richiedo che gli venga imposta una multa per intralcio alle indagini.
Nonostante avremmo potuto risolvere prima l’indagine, grazie a lui abbiamo saputo la storia dei Chantal ed il movente per cui Marie avrebbe voluto assassinare Angelica.
Il casato Chantal era ormai finito sul lastrico, il tutto a causa di una pessima gestione delle finanze. I campi agricoli di cui il padre di Marie si occupava non erano sopravvissuti a quell’oscura nebbia che ha investito Neverwinter.
I Chantal, per provvedere alla pesante perdita finanziaria, chiesero ausilio economico attraverso diversi prestiti alla famiglia De La Croix. Quando venne il momento di restituire la somma non avevano più un soldo e tutte le proprietà dei Chantal finirono nelle mani dei De La Croix.
Marie Chantal aveva un marito, Jefferson Chantal. Quest’ultimo impazzì quando si accorse che i De La Croix si erano presi tutto.
Spaccò la testa del loro figlioletto Kamu e lo trovarono impiccato il giorno dopo.
Quello che potei intuire da tutto ciò fu solo il tentativo di una moglie e madre disperata di farsi giustizia da sola.
Fu però l’interrogatorio con Marie J. a confermarci che in realtà l’assassino di Angelica De la Croix non era lei, bensì il fantasma del piccolo Kamu, il quale non aveva ancora trovato pace. A quanto ne sappiamo non abbiamo prove che Marie J. Chantal abbia ordinato consapevolmente al figlio di uccidere Angelica, ma la sua situazione mentale ha sicuramente avuto dei disordini dopo aver visto il figlio assassinare la vittima. Le mie conoscenze sull’occulto e sui fantasmi mi hanno subito ricondotto ad un luogo dove il piccolo Kamu poteva risiedere ma dopo un interrogatorio incrociato siamo riusciti a intuire che in realtà lo spirito di Kamu era ancora legato ad un ciondolo regalatogli dai suoi genitori. Una volta saputo che il ciondolo era ancora in possesso dei De la Croix, capì che non c’era più tempo da perdere. Incaricai Alexander di andare a chiamare un esorcista mentre io e Theratris abbiamo cavalcato il più velocemente possibile verso la magione del padre di Angelica, Jeremy De la Croix.
Non appena arrivammo, già capimmo che l’insolito silenzio e la presenza di una strana sostanza a me estranea non erano un buon segno. Cercai la servitù o delle guardie ma l’unica fonte di luce della casa era in una stanza al secondo piano. Mandai Arnold a controllare mentre io e Theratris davamo un’occhiata al perimetro. Non appena Arnold mi avvisò che Jeremy era ancora vivo ma che un’ondata di freddo aveva appannato il vetro della finestra, capì che lo spirito di Kamu era arrivato per reclamare il ciondolo. Theratris usò una pozione per muoversi sulla parete per raggiungere la finestra illuminata esternamente, mentre io feci irruzione in casa passando da una finestra accanto al portone principale.
Arrivammo in tempo e la nostra preparazione in materia ci aiutò ad essere protetti dalla possessione dello spirito di Kamu, oltre a salvare Jeremy De la Croix. Fu proprio il ciondolo, un regalo destinato al piccolo per il suo compleanno, che riuscì a far trovare pace a Kamu. Theratris è stata davvero indispensabile in questa missione e se i Manti Grigi avessero ancora bisogno per scoprire delle indagini sull’occulto, lei e Alexander sicuramente sono le persone migliori che posso suggerire.
Lord Jeremy De la Croix ci ha donato una ricompensa, ma la mia parte preferisco lasciarla ai Manti Grigi. Lascerò anche quella strana sostanza che è stata trovata sulle siepi morte del giardino dei De la Croix, sicuramente se studiata potrà servire in futuro per i nostri alchimisti.
In quanto a me, sono stato fiero di aver servito i Manti Grigi in questi due anni e con questo dichiaro di concludere il mio ultimo rapporto come Indagatore della Milizia di Neverwinter. Mi dimetterò nei prossimi giorni per tornare nella mia città natale lavorando come Indagatore della milizia di Silverymoon.
Rapporto N° 17, Soldato Abram Reed
Ospite — 2021-09-26
Soldato Reed,
Durante la vostra permanenza non avete fatto altro che dare lustro alla gendarmeria con la vostra solerzia, la vostra precisione e la vostra dedizione alla causa di Neverwinter. I dettagli che avete messo nei vostri rapporti e la certosina attenzione con cui avete affrontato le questioni a voi presentate vi hanno fatto spiccare tra i tanti.
Siete stato un ottimo elemento, e saprete onorare la forza cittadina che avrà la fortuna di avervi tra le sue fila con la stessa abilità che avete dimostrato a Neverwinter.
Per i motivi sopra elencati io, Sergente Istruttore Crawford, dichiaro Abram Reed congedato con onore dal corpo di gendarmeria dei Manti Grigi. Procedete pure alla restituzione delle insegne cittadine presso la caserma centrale alla prima alba utile, per la cerimonia di saluto.
La giustizia è dovere, Sergente Jonathan Crawford
// Off: y_y