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Descrizione

È sicuramente questa la taverna più rustica e tipica della città, quella più apprezzata e consigliata a chiunque giunga a Neverwinter. A detta di molti, in tutta Mainverno è la Torre Caduta il luogo dove si beve meglio e a buon prezzo. Già dall’esterno si ha la sensazione di trovarsi davanti ad una torre tronca, supposizione confermata tanto dalle voci del popolo, tanto dall’orgoglio del taverniere, che parla con piacere del passato della costruzione. Se l’esterno appare semplice, l’arredamento interno ha un aspetto spartano. Tavoli e sedie sono in legno massello, difficile da rompere anche in caso di risse. La Torre Caduta è stata ristrutturata una volta soltanto, per ricostruire parzialmente la parte crollata. Le botti, la dispensa e le stanze del personale si trovano nella sezione circolare, mentre l’osteria è allocata nella parte più recente, quella meglio finita. La taverna non è molto diversa da molte altre tipiche del Nord nello stile e nei sapori, ma c’è un particolare che la rende diversa da qualunque altra: le immagini magiche createsi nell’incidente che la mutilò. La torre era la casa di Llomnauvel “Firehands” Oloadhin, noto mago delle terre del Nord, ucciso quando alcuni agenti della Confraternita Arcana di Luskan si introdussero nella sua abitazione per sottrarre oggetti magici ed incantesimi. Ogni sera, a tarda ora, nel preciso istante nel quale avvenne l’esplosione che distrusse la torre e che uccise l’Oloadhin e i maghi della Confraternita, gli avventori della Torre Caduta possono godere del macabro spettacolo che rende famosa la taverna. I fantasmi silenziosi di due maghi della fratellanza, entrambi con gli abiti in fiamme, cadono dal soffitto come bambole di pezza, con le espressioni distorte in grida mute, fino ad attraversare il pavimento nel pozzo recintato al centro della sala. Poco dopo li segue anche la figura dell’arcimago che li guidava, che si dibatte in preda alle fiamme fino a finire nella stessa voragine ove sono caduti gli altri due. Infine, li raggiunge anche l’Oloadhin, che fluttua in posizione verticale, con la parte con la parte inferiore del corpo scheletrica e priva di carne e le vesti che avvampano in spire di luce e fuoco tutt’intorno al suo corpo. A sua volta, anche Llomnauvel attraversa il pavimento, accompagnando la sua sparizione con una terribile risata di trionfo. Da quando la Torre Caduta è diventata una locanda, questo triste spettacolo viene sempre accolto poco prima del suo inizio dal battere della campana dell’oste, e da un rispettoso silenzio dei clienti. Sono circa venticinque anni che l’Oloadhin, ogni sera, perseguita i suoi aggressori, nonostante i continui tentativi di dissolvere quella macabra magia. I pettegolezzi bisbigliano che la magia di Llomnauvel “Firehands” Oloadhin resta e resterà, senza che nessuno possa mai annullarla. Sotto alla torre caduta si trovano le vecchie cantine dell’edificio, ma nessuno sa davvero quanto siano profonde. Addirittura, si mormora che siano precedenti alla costruzione e che conducano fino al Sottosuolo. D’altra parte, potrebbero essere quanto restato di un’antica roccaforte nanica. L’oste Loras, seppur di malavoglia e borbottando, di tanto in tanto cede alle pressioni degli avventurieri desiderosi di visitarle e di capirne il retaggio, concedendo il permesso di introdurvisi per 4 monete d’oro o poco più. Ovviamente l’oste non garantisce per la sicurezza dei coraggiosi, che spesso non fanno ritorno. Le chiacchiere degli avventori della taverna dicono che l’Oloadhin avesse allevato mostri nelle cantine per creare il proprio personale esercito di guardiani. Fra essi potrebbero esservi mimic, bulette, sussurratori, pipistrelli d’ossa e altri. È possibile supporre che, lentamente, con il passare degli anni, questa “armata” stia andando disgregandosi per l’età e il fastidio provocato dal viavai della taverna. È altrettanto probabile però che buona parte di quei mostri si sia messa a vagare per i condotti e che ancora sia in agguato, pronta a cacciare gli intrusi. Chiunque sia tornato dalle cantine non ha mai riferito di aver visto un tesoro, forse perché non c’è nulla di prezioso, forse per altri motivi. La convinzione che l’Oloadhin avesse nascosto là sotto qualcosa di importante è radicata e difficile ad estinguersi. Circa una dozzina di inverni fa, un mago giunse alla Torre Caduta, dove iniziò ad indagare magicamente sul fenomeno delle apparizioni di Llomnauvel e dei suoi aggressori, e sulle ricerche magiche dell’Oloadhin, senza rivelare i propri propositi né la propria identità. L’arcanista, che nacque il sospetto fosse un inviato degli Zentharim, fece l’errore di usare un incantesimo che generò un coltello che fece volare verso Loras il taverniere, che restò ferito. Un incantatore presente nella taverna, e più esperto dell’aggressore, mutò l’arma in una dozzina di lame, con cui investì e terrorizzò il mago. Quest’ultimo, gravemente ferito, afferrò un paio di cofanetti e si teletrasportò prima di restare ucciso. Nessuno ha idea di dove sia andato, né di dove sia ora, né di cosa abbia trovato o cercasse esattamente. C’è chi sussurra sia vicino, forse in qualche punto delle cantine sottostanti la Torre Caduta, fra le celle sconosciute e i mostri. Altri guardano con sospetto il pozzo nero al centro della sala comune della taverna, temendo di vederlo riapparire da una sera all’altra. Qualche spedizione è stata organizzata per controllare il primo tratto di cantine, ma l’arcanista non è più stato trovato e i tentativi si sono spenti. Ma in fondo, chiunque può andare a dare un’occhiata, purché paghi a Loras il dovuto.

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